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NerdPool > Blog > Libri > LA REPUBBLICA DELL’IMMAGINAZIONE di Azar Nafisi: recensione
Libri

LA REPUBBLICA DELL’IMMAGINAZIONE di Azar Nafisi: recensione

Michela Battista
17 Maggio 2024
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6 Min
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Celebre per il seminario clandestino durante il quale insegnava alle sue migliori allieve dell’Università di Teheran i grandi autori di lingua inglese, Azar Nafisi, oggi cittadina americana, nel libro La Repubblica dell’immaginazione parla del valore inestimabile della letteratura. L’opera, del 1997, è stata pubblicata in Italia da Adelphi con una prima edizione nel 2015 e questa seconda del 2023. Il testo è stato tradotto da Mariagrazia Gini e illustrato da Peter Sís.

Trama

Azar Nafisi, autrice e narratrice delle sue opere, non si stanca mai di parlare di libri e sa farlo come pochi altri.

Se in Leggere Lolita a Teheran (2003) Nafisi parlava ai suoi lettori dei romanzi che l’avevano ispirata e che aveva presentato nel corso di un seminario tenuto a Teheran durante il governo della Repubblica islamica, con La Repubblica dell’immaginazione l’autrice, ormai statunitense, racconta di quei libri che rappresentano il suo essere cittadina americana. La Repubblica dell’immaginazione costituisce quindi una sorta di seguito ideale di Leggere Lolita a Teheran, sebbene le due opere si possano anche leggere indipendentemente l’una dall’altra. Il fil rouge che unisce questi due testi è proprio il ruolo della letteratura: romanzi scelti e selezionati dall’autrice per il loro valore, i loro temi e il loro messaggio diventano lo spunto per trattare della situazione politica e sociale in Iran e in America.

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Nafisi intreccia l’analisi e l’interpretazione di tre classici della letteratura americana – Huckleberry Finn di Mark Twain, Babbitt di Sinclair Lewis e Il cuore è un cacciatore solitario di Carson McCullers – con frammenti di vita autobiografica e suoi pensieri ed opinioni. L’idea che viene trasmessa è quella di una letteratura come rifugio e, al tempo stesso, mezzo di evasione politica.

“La parola ‘banale’ entra nel vocabolario solo come prezzo del diventare adulti. Forse da grandi leggiamo le storie anche per ritrovare lo sguardo fresco dell’infanzia, quando tutti gli angoli nascondono un segreto tutti gli oggetti hanno un’anima e tutte le creature possono conversare con noi.”

Recensione

La Repubblica dell’immaginazione pensata da Azar Nafisi è un luogo in cui ciascuno possa sentirsi libero da ostacoli, barriere, frontiere o confini. Il sogno della Repubblica dell’immaginazione è condiviso da tutti i lettori che sanno cogliere nelle storie che leggono dei dettagli sempre con occhio nuovo, che sono in grado di interpretare e reinterpretare romanzi noti e vederci dentro le proprie esigenze.

Nelle società odierne la letteratura deve essere difesa, diffusa e studiata strenuamente, perché essa è un antidoto contro la pigrizia dell’intelletto. Le coscienze dei lettori devono risollevarsi e poter fornire nuovi spunti, mostrare, a partire dai testi di gran fama, nuovi punti di vista per cambiare il presente. Nella visione di Nafisi letteratura e politica sono legate come non mai e l’autrice è tanto una studiosa ed intellettuale, quanto una convinta attivista politica.

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Ho letto pochi scrittori e scrittrici che hanno il coraggio di esprimersi come fa Azar Nafisi, con la sua forza, la sua convinzione e con la sua capacità di argomentare ciò che dice. I suoi libri non sono romanzi in senso stretto, ma sono in parte autobiografia, in parte saggi e discussioni di argomento letterario, eppure la lettura è godibilissima. L’autrice sa rendere anche i ragionamenti più complessi incredibilmente leggeri ed interessanti, le sue parole mi hanno stregata.

Se dobbiamo trovare un difetto al libro, come anche a Leggere Lolita a Teheran, è che, trattando nel dettaglio di libri considerati classici, finisce per spoilerare gran parte del loro contenuto. Perciò, se non avete letto i titoli di cui si parla in questi due libri e siete suscettibili agli spoiler – benché si tratti di romanzi ormai famosi, soprattutto quelli citati in Leggere Lolita a Teheran – queste opere di Nafisi potrebbero infastidire per la mole di anticipazioni sulle trame.

“Le storie sono longeve – ci accompagnano fin dall’alba dei tempi -, ma hanno bisogno di essere rinnovate e raccontate da ogni generazione attraverso gli occhi e le esperienze di nuovi lettori che condividono uno spazio comune, senza confini tracciati dalla politica o dalla religione, dall’etnia o dal genere: la Repubblica dell’immaginazione – la repubblica più democratica di tutte.”

L’Autrice

Azar Nafisi nasce a Teheran nel 1948. Qui insegna Letteratura angloamericana in diverse università ed è testimone delle restrizioni imposte dal governo degli ayatollah. Nafisi, proveniente da un’educazione fortemente occidentale, diventa presto una strenua oppositrice del regime tanto che, nel 1995, le viene reso impossibile continuare ad insegnare. Così, decide di invitare alcune delle sue migliori studentesse a seguire delle lezioni-dibattito ogni giovedì mattina in via privata a casa sua. Da questa esperienza nascerà il suo libro di maggior successo, Leggere Lolita a Teheran (2003). Nel 1997, si è trasferita negli Stati Uniti, ottenendo la cittadinanza americana nel 2008. Qui, insegna Letteratura inglese all’Università Johns Hopkins di Washington D.C.

Tra le altre opere tradotte in italiano e pubblicate da Adelphi ricordiamo Bibi e la voce verde (2006), Le cose che non ho detto (2015), Quell’altro mondo (2022) e Leggere pericolosamente (2024).

Potete trovare il libro QUI.

ARGOMENTI:Adelphi
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