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NerdPool > Blog > Libri > L’ALBERO CHE VOLÒ SULLA LUNA di Thao Thai: recensione
Libri

L’ALBERO CHE VOLÒ SULLA LUNA di Thao Thai: recensione

Eleonora Trevisan
30 Ottobre 2024
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7 Min
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Esordio letterario per l’autrice Thao Thai, che con il suo romanzo L’albero che volò sulla luna, edito HarperCollins, ci regala una storia che sorprende e commuove.

Trama

VIETNAM, anni ’60
Un’antica leggenda vietnamita racconta la storia di un uomo che, seguendo una tigre e i suoi cuccioli, si imbatte in un albero magico, un baniano, che cambierà per sempre la sua esistenza, portandolo fino in cielo. Minh ha sempre amato ascoltare questo racconto fin da bambina ed è per questo che, dopo il suo trasferimento dal Vietnam in America, cura un po’ della sua nostalgia ammirando l’albero di baniano che sovrasta la nuova casa.

FLORIDA, giorni nostri
Quando riceve la telefonata che le comunica che l’amatissima nonna, Minh, è morta, Ann è a un bivio. Ha costruito una vita che sembra perfetta, con una bella casa sul lago, un fidanzato affascinante e inviti a feste eleganti, ma tutto si è sgretolato di fronte a un’inaspettata gravidanza. Con le idee ancora confuse, Ann torna in Florida, dove deve affrontare una madre risentita e addolorata, e soprattutto tornare nella casa della sua infanzia, la Casa del Baniano, una dimora fatiscente ma colma di ricordi e segreti. Segreti che Minh ha nascosto per decenni, da quando era un’adolescente innamorata all’ombra della guerra del Vietnam, per poi diventare una giovane madre determinata che emigra in cerca di una vita migliore per i figli. Segreti che Ann ritrova nella soffitta della Casa del Baniano, come se fossero da sempre in attesa…

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“Vedo la Casa del Baniano per quello che è: una casa per donne, una sciatta, logora, feroce protettrice di chi è ferito, di chi è fragile. Siamo cresciute tutte in quella casa, e lei a sua volta è cresciuta dentro di noi”.

Recensione

Questa è una storia di donne e del loro legame profondissimo, seppure molto travagliato. Un viaggio struggente e intimo, attraverso tre generazioni di donne vietnamite-americane, bloccate tra passato e presente, nell’arduo tentativo di ritrovare se stesse. Quella di Thao Thai quindi è una saga familiare, arricchita da un pizzico di magia e di soprannaturale, che attraversa decenni e continenti, passando dal Vietnam degli anni Sessanta alle coste della Florida dei giorni nostri, grazie alle voci delle tre protagoniste.

Minh è nata e cresciuta in Vietnam, ma è dovuta fuggire precipitosamente a causa della guerra. In America spera di dare una vita migliore ai suoi due figli, ma nel farlo dimentica che per loro la sua presenza è più importante di qualsiasi ricchezza.
Così Huong cresce sentendosi abbandonata da sua madre, provando per lei un insieme di amore e risentimento, che non le permette di vivere in serenità la propria vita.
Sua figlia Ann, invece, ha un rapporto meraviglioso con la sua Bà Ngoai, la sua nonna: per tutta la sua vita è stata la sua paladina, la sua roccia. Mentre al contrario il rapporto con sua madre Houng si è logorato sempre di più col passare del tempo…

Le tre voci si alternano di capitolo in capitolo, ciascuna col proprio bagaglio di colpe e di rimpianti, ma anche di sogni e speranze e desiderio di riscatto. Ma Minh ha nascosto molti segreti nella Casa del Baniano, enigmi che, dopo la sua morte, scuotono il mondo di Huong e di Ann, lasciandole ferite, confuse e instabili. Il loro passato torna così in primo piano, tornano i ricordi e i rimpianti, ma anche le persone credute perdute. Madre e figlia dovranno perciò affrontare un viaggio interiore profondo e doloroso per riuscire a elaborare il lutto e a trovare un nuovo equilibrio, e non sarà un percorso semplice.

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Alle storie delle protagoniste si intrecciano quelle di molti uomini: uomini che le hanno tradite, ferite, abbandonate. Ma anche di uomini che le hanno amate, protette, aiutate. Ma nonostante la loro presenza (o assenza) è chiaro che sono loro, queste tre donne straordinarie, le vere padrone del proprio destino e della propria vita. Non hanno bisogno di un uomo che le aiuti a ritrovare se stesse.

Emblematica la metafora della Casa del Baniano: una villa enorme, un tempo meravigliosa, ma ormai in totale decadimento. E nel suo grande giardino sorge una pianta di baniano, un albero tipico del sud est asiatico, infestante ed impossibile da sradicare. E la casa, presenza da sempre molto ingombrante nelle vite delle protagoniste, sorge proprio all’ombra di quell’albero. Questa villa enorme, imponente, ma allo stesso tempo fatiscente, decadente, è una metafora perfetta delle vite delle protagoniste, purtroppo ancorate a un passato che le trattiene, impedendo loro di essere libere e rifiorire. Per farlo, dovranno tutte fare pace col passato e con i segreti (alcuni davvero importanti) che ciascuna nasconde nel cuore. E sarà un percorso davvero liberatorio anche per il lettore.

Lo stile dell’autrice è molto intenso, evocativo e poetico. Trasporta il lettore in un viaggio molto intimo nell’animo delle tre protagoniste, rendendo tangibili le loro insicurezze, le loro paure, ma anche tutta la loro forza.

Un romanzo profondo, che si rivela pian piano, pagina dopo pagina. Un inno alla maternità, alla famiglia e alla forza delle donne.

Potete trovarlo QUI.

L’Autrice

Thao Thai vive in Ohio insieme al marito e alla figlia. I suoi lavori sono pubblicati su: Los Angeles Review of Books, WIRED, Real Simple, Catapult, The Sunday Long Read, Cup of Jo. Il suo romanzo di debutto L’albero che volò sulla luna, è stato publicato nel 2024 da HarperCollins.

ARGOMENTI:Recensione
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