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NerdPool > Blog > Fumetti > Wonton Soup: la recensione
Fumetti

Wonton Soup: la recensione

Lawrence
10 Maggio 2023
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5 Min
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Il protagonista di Wonton Soup è Johnny Boyo, un tempo uno dei più promettenti chef della galassia. Infatti un anno fa ha deciso di mollare la sua vita da giovane di belle speranze per diventare un camionista spaziale. Da questa scelta apparentemente folle, non compresa nemmeno dalla fidanzata di Johnny, scaturisce la folle opera prima raccontata da Stokoe. Volete saperne di più?

Non vi resta che leggere questa recensione senza spoiler! Siamo sicuri che quando arriverete in fondo ve ne sarete già innamorati.

La storia

Nella storia possiamo sicuramente distinguere due piani di lettura. Uno più “superficiale” che ci permette di godere di una space opera scanzonata, che unisce il tema culinario a quello di una fantascienza, che attinge da vari generi e saghe: da Star wars a Blade runner, e uno più maturo e profondo. I due piani si mescolano perfettamente rendendo Wonton Soup un’opera scorrevole e piacevolissima da leggere, ma che finirà anche con il farvi riflettere su alcune tematiche importanti.

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Un fumetto fuori di testa

Ricollegandoci al primo approccio di lettura, possiamo dire che Stokoe con Wonton Soup ci racconta una storia tanto geniale quanto folle. Tra razze aliene totalmente fuori di testa e ricette impossibili, il fumetto raggiunge picchi altissimi. La comicità si traduce in scene ai limiti del possibile che vedono come protagonisti personaggi grotteschi. Non esistono linee rosse in Wonton Soup, che fa dei colpi di scena in grado di stravolgere tutto, la forza della sua narrazione. Numerose sono le citazioni sia nascoste nei disegni che nei testi, che galvanizzeranno ogni buon nerd che si rispetti. Spesso poi si rompe la quarta parete, ma facendolo sempre in maniera intelligente e divertente, senza mai farlo solo per il gusto di farlo o perché fa figo farlo.

Non solo scansonatezza

Wonton Soup a dispetto di ciò che ci si potrebbe aspettare presenta anche degli spunti di riflessione davvero interessanti. Chi ad un certo punto della propria vita non ha messo in dubbio le proprie scelte di vita? Chi non avrebbe voluto ad un certo punto mollare tutto e fuggire via per scoprire il mondo, lasciandosi alle spalle il peso di tutte quelle pressioni sociali che finiscono con il soffocarci? Questo fa Johnny Boyo, che compie una scelta insensata agli occhi dei più, ma che in realtà è molto forte e coraggiosa. Infatti, egli comprende che rimanendo nella scuola di cucina, avrebbe finito con lo standardizzardizzarsi, con l’uniformarsi a dei canoni prestabiliti, che avrebbero soffocato la creatività e il suo estro. Dunque la fuga, rappresentata dal lavoro da camionista spaziale, è una scelta propedeutica alla crescita professionale, ma anche soprattuto funzionale alla ricerca di un’inedita felicità per il protagonista. Una scelta difficile, sofferta ma inevitabile.

Disegni e formato

I disegni di Stokoe che avevamo già ammirato su Godzilla la guerra dei 50 anni e Godzilla all’inferno, sono semplicemente perfetti per il tipo di narrazione. Il bianco e nero ci permette di godere al meglio di un tratto che le campiture di colore avrebbero finito inevitabilmente con il coprire. Stokoe al solito compie una perfetta sintesi tra stile manga e occidentale, che lo rende riconoscibilissimo. Le tavole sono colme di dettagli che però non sono mai soffocanti per l’occhio. Senza di questi, infatti, non si dispiegherebbe la piena potenza narrativa dell’opera, che più che con i testi parla soprattutto con i disegni. Meritevole il formato scelto da Saldapress: in grado di unire ad una forma agile, un brossurato con sovracoperta, una qualità altissima con pagine spesse e con colori vividi, tutto ad un prezzo più che contenuto.

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Conclusioni

In attesa del secondo volume conclusivo, non possiamo che consigliarvi Wonton Soup, sia che amiate il fumetto americano sia che amiate i manga, e a maggior ragione se amate entrambi. Vi divertirete con una lettura scorrevole, che se saprete prendere con il giusto piglio, saprà anche lasciarvi più di un bel messaggio. Come sempre fateci sapere cosa ne pensate di Wonton Soup nei commenti, noi invece ci leggiamo alla prossima recensione!

ARGOMENTI:james stokoeSaldaPress reviewwonton soup
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