Potrebbe sembrare ancora troppo presto per i film di Natale. Eppure…
Eppure, quest’anno più che mai l’atmosfera delle feste sembra premere sempre più insistentemente ai vetri delle nostre finestre, disegnando con le dita sugli aloni lasciati da un caldo respiro: resta da chiedersi se si tratti di una rimpatriata amichevole o di una minaccia.
Presto torneranno al cinema quelle commedie romantiche dalla trama scontata, ma l’atmosfera calorosa; torneranno i film di serie B in tv, dall’illuminazione irreale e la sceneggiatura scritta in due ore, da guardare con l’unico obbiettivo di passare un pomeriggio in famiglia accompagnato da una tisana calda e una coperta sulle ginocchia.
I primi a volerci regalare queste emozioni (o almeno a volerci provare) sono, inspiegabilmente, i Jonas Brothers.
Dalla tv alla musica e dalla musica al cinema

Esplosi su Disney Channel nei primi anni 2000 e divenuti sex symbol adolescenziali per la generazione dei cosiddetti millennial, i tre fratelli necessitano di poche parole d’introduzione. Quantomeno, musicalmente parlando. Forse però non tutti sanno che i Jonas hanno alle spalle un discreto numero di lungometraggi e che, proprio da oggi, su Disney+ sarà disponibile il loro ultimo progetto, A Very Jonas Christmas Movie.
Trama
La storia è semplice: a poco più di due giorni dal Natale, la band termina il tour europeo, e ognuno è pronto a tornare alla tranquillità della propria casa. Ma non è tutto oro quello che luccica…i tre fratelli, seppur uniti e performanti sul palco, non sentono più un genuino legame d’affetto. Costretti alla convivenza artistica fin dalla giovane età e rinchiusi da subito nei confini di ruoli specifici e stereotipati, non riescono ad esprimere i loro sentimenti e ad aprirsi l’uno con l’altro. Un improbabile Babbo Natale (Jesse Tyler Ferguson) decide di aiutarli a modo suo: quando l’aereo di ritorno dei fratelli Jonas esplode, i tre si ritrovano a dover collaborare per poter tornare a casa in tempo per il Natale.
In questa trama vista e rivista, i protagonisti interpretano loro stessi, ma le loro situazioni familiari, siano esse veritiere o romanzate, riscuotono nello spettatore un interesse relativo e il coinvolgimento emotivo è quasi nullo. Il risultato è quello di un film scritto in modo grossolano, dalla costruzione pigra e banale.
Recensione
La struttura del film, tendente al genere musical, paradossalmente, non aiuta: nonostante le canzoni siano orecchiabili e i Jonas indubbiamente talentuosi, nelle scene in cui cantano il labiale è poco credibile, l’atmosfera che si crea è pallida, una tiepida imitazione del pathos dei musical pieni di emozioni e impulsività a cui Hollywood ci ha ormai abituati (e non ci sono coreografie che tengano). L’ironia e gli inside jokes tra i fratelli rendono il tutto più sopportabile, ma non abbastanza da giustificare un’ora e diciassette minuti di pietosi tentativi di coinvolgere un pubblico già stanco dei contenuti vuoti e ripetitivi di questo genere di commedie stagionali.
Il coinvolgimento emotivo, come già accennato, è pressoché nullo; persino le scene in solitaria che vengono spacciate per “momenti strappalacrime” risultano, se non ridicole, insulse. Una sceneggiatura scritta forse frettolosamente, poca cura nei dettagli, effetti speciali inefficaci: una serie di leggerezze che, tutto sommato, sono da considerare imperdonabili anche per un “film di Natale”.
Il target è specifico e poco ambizioso: a guardare questo film con piacere e sincero interesse possono essere solo i fan di vecchia data, coloro che, da adolescenti ossessionati, sono cresciuti e si sono trasformati in trentenni nostalgici. Coloro che sosterranno i loro idoli sempre e comunque, i social addict aggiornati sull’ultimo pettegolezzo, in grado di comprendere ogni piccola reference e godere di ogni citazione. Un pubblico così specifico, però, denota non poca pigrizia: potendo partire da una solida base di fandom, una maggiore spinta creativa sarebbe stata apprezzabile, per non dire d’obbligo.
Non c’è suspence che tenga: ogni situazione scomoda si risolve senza troppi sforzi, in modo poco sofferto e che non ci permette di empatizzare con i protagonisti. Il convenientissimo Babbo Natale in vesti moderne è sempre pronto ad intervenire non appena vediamo avvicinarsi un buco di trama, le emozioni complesse vengono snocciolate con una semplicità svogliata, i rapporti personali si rompono e ricostruiscono con una frequenza che dimostra la loro insignificanza. Ogni personaggio narra con pedanteria scolastica un dramma che non vive e nel quale il pubblico non riesce a credere.
I fan e seguaci delle vicende personali della band godranno per ben poco tempo della presenza dei reali membri delle famiglie dei Jonas, contentino che sembra l’unico vero scopo dell’intero lungometraggio.
La comicità “cheap” e pigra viene accompagnata da qualche solitaria ma intelligente trovata, di cui la metà consiste nei cameo di Will Ferrell.
La band è senz’altro talentuosa nel mondo della musica…non così tanto nella settimana arte. Resta da chiedersi a quale scopo cimentarsi in un genere cinematografico complesso e che certamente ha visto tempi migliori. Improbabile che l’obbiettivo fosse allargare la cerchia di fan, poiché il prodotto non ha certamente un potenziale d’acquisto elevato. D’altra parte, coloro che da tempo seguono fedelmente i Jonas Brothers non avevano certo bisogno di un film del genere, una timida imitazione di una formula rodata in un mercato saturo e dalla qualità in discesa.
