La serie tv del momento targata Netflix, è fino ad oggi la miglior serie dell’anno della piattaforma streaming. Adolescence affronta temi attuali, come il bullismo nelle scuole e soprattutto quello sui social, ma con la prospettiva delle nuove generazioni. Linguaggio e segnali in codice, come sigle, sticker o immagini scambiate nei commenti social, sono all’ordine del giorno.
Soprattutto sui social media e per chi non vive tutti i giorni questa realtà è anche difficile entrare nel contesto della serie. Ci siamo sentiti un po’ tutti come il detective incaricato di seguire il caso, quando va a scuola per interrogare gli studenti per far luce sui diversi fatti dell’omicidio.

Adolescence segue gli eventi di un brutale omicidio in 4 episodi da circa 50 minuti ciascuno, tutti incredibilmente sorprendenti e girati interamente in un unico piano sequenza. Sicuramente quello che salta all’occhio fin da subito è la straordinaria performance del giovane protagonista della serie, Owen Cooper, che veste i panni del tredicenne Jamie, accusato di aver assassinato una compagna di scuola con 7 coltellate.
Argomenti delicati, affrontati nella maniera giusta

Si può notare come ogni episodio si incentri in diversi luoghi: il primo nella caserma della polizia, il secondo interamente nella scuola, il terzo nella sala colloqui con la psicologa e nel quarto a casa della famiglia. Nello specifica vediamo immediatamente l’arresto di Jamie che viene buttato giù dal letto dalla squadra speciale allestita per arrestarlo.
Dai suoi comportamenti sembra che il ragazzo è innocente, visto anche che si bagna i pantaloni del pigiama per la paura. Il giovane attore qui è stato bravissimo, trasmettendoci tutta la sofferenza e la paura che si potrebbero provare in un momento del genere. Così Eddie, il padre del ragazzo, interpretato da uno stratosferico Stephen Graham.

Nel secondo episodio è incentrato uno dei momenti che più ha attirato l’attenzione sugli argomenti attuali: quello del bullismo nelle scuole, ma soprattutto quello tramite i social. Sono molti i riferimenti al linguaggio dei ragazzi, soprattutto quello che usano tra di loro nei commenti sui vari social network. Questi possono sembrare come strane sigle e sticker messi a caso in una conversazione o in un commento, possono essere invece degli insulti in codice.
L’incredibile capacità della terza puntata di lasciarti col fiato sospeso durante il colloquio con la psicologa, è dovuta soprattutto alla scrittura incredibile della serie ed ad una regia mostruosa durante il dialogo tra i due. In questo terzo episodio vediamo il crollo emotivo di Jamie, che mostra un carattere particolare, soprattutto nell’affrontare diverse cose. Infatti, durante l’incontro con la psicologa, il ragazzo sembra trasformarsi e cambiare atteggiamento in diverse occasioni.
Una regia magistrale, che sottolinea un grande prodotto

La sceneggiatura è intensa, ed il giovane attore tiene sulle spine lo spettatore, che cerca di cogliere, insieme alla psicologa, qualche parola o qualche frase del ragazzo per capire se sia stato effettivamente lui e perché.
L’atmosfera e l’immedesimazione è resa così intensa anche e soprattutto grazie all’incredibile regia della serie. Infatti, tutti e 4 gli episodi di Adolescence, come specificato, sono girati in piano sequenza che rende il tutto più immersivo, facendoci vivere ciò che accade in prima persona, attraverso primi piani molto stretti sui protagonisti e sulle loro espressioni e reazioni.
Una regia che sottolinea spesso le emozioni, soffermandosi sui volti e sui dettagli. Un piano sequenza incredibile per ogni episodio, che segue i protagonisti anche in auto e negli spostamenti per non perdere mai contatto con gli avvenimenti. Questa tecnica raggiunge l’apice nell’emozionante finale, in quella presa di coscienza dei genitori di Jamie.
Un finale emozionante, con risposte difficili

Sarebbe naturale per qualsiasi genitore domandarsi cosa si è sbagliato nell’educare un figlio, ed il finale di Adolescence vuole sottolineare proprio questo. Durante l’intenso finale, seguiamo gli avvenimenti della famiglia e le reazione del padre e della madre di Jamie. I due, dopo diversi avvenimenti, si iniziano a domandare cosa hanno sbagliato, e perché il figlio si sia comportato in quel modo.
Non c’è una vera risposta, purtroppo. La serie ci vuole far capire che anche se cresci un figlio nel miglior modo possibile, la scelta su come usare quell’educazione e quella conoscenza che ha acquisito negli anni, dipende solo da lui. Quella presa di coscienza dei genitori è molto sentita ed emozionante, perché sottolinea la fine dell’incolparsi per quello che è accaduto ed accettare, anche se mal volentieri, la realtà dei fatti e la scelta di Jamie.
Insomma, Adolescence è sicuramente tra le rivelazioni dell’anno per quanto riguarda le serie tv. Un prodotto intenso ed importante per questa periodo, visto i molti casi di bullismo che si verificano nelle scuole e tra ragazzi adolescenti.
Voi che ne pensate? Avete visto la serie? Fatecelo sapere con un commento.


