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NerdPool > Blog > Film > After the Hunt: Dopo la caccia, la recensione – un Guadagnino meticoloso investiga sull’ipocrisia moderna 
FilmIn Evidenza

After the Hunt: Dopo la caccia, la recensione – un Guadagnino meticoloso investiga sull’ipocrisia moderna 

Andrea Castaldi
13 Ottobre 2025
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5 Min
After-The-Hunt
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After the Hunt (2025) è un film diretto da Luca Guadagnino (Queer, Challengers) con Julia Roberts, Ayo Edebiri e Andrew Garfield. Nel momento più prolifico della carriera del regista palermitano, After The Hunt non si presenta come il suo miglior film, piuttosto come una conferma della sua bravura registica e un’affermazione della meticolosità con cui decide di trasporre storie moderne mantenendo sempre una finestra sull’attualità. Dopo la presentazione fuori concorso all’82esima Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia, è arrivato il momento di parlarne.

After-The-Hunt

After The Hunt – La trama

Siamo a Yale, nel Connecticut, una delle università più prestigiose americane. La storia segue la professoressa universitaria Alma (Julia Roberts) che si ritrova vittima di un bivio personale e professionale quando una studentessa, Maggie (Ayo Edebiri), accusa un suo collega e amico di Hank (Andrew Garfield) di molestie sessuali. Questa accusa mette in crisi le certezze di Alma, portandola a confrontarsi con la moralità della scuola e le dinamiche di potere nel mondo accademico.

After-The-Hunt

After The Hunt – La recensione

Guadagnino è ormai entrato nel novero dei migliori registi contemporanei italiani (e non). Ce lo ha dimostrato grazie al suo popolarissimo Challengers, affiancato dal trio composto da Zandaya, Mike Faist e Josh Oconnor, ma soprattutto grazie al delicato Queer con Daniel Craig nei panni di un tossicodipendente omosessuale nel Messico degli anni ’40. After The Hunt è una conferma delle sue doti artistiche, in particolar modo nella gestione, e conseguente creazione, dei momenti di tensione.

After-The-Hunt

L’agitazione nei dettagli

Nell’ultimo progetto di Guadagnino la tensione svolge un ruolo fondamentale da un punto di vista narrativo. Il trio di protagonisti, per un motivo e per un altro, durante il film si troveranno nella peggior situazione della loro vita e lo scandire del tempo diventerà essenziale nella gestione delle proprie emozioni; soprattutto in vista delle conseguenze legate a ogni loro azione. Non ci sono santi ne peccatori, soltanto tre personaggi (dis)umani che restano invischiati in una vicenda delicata dalle forti tematiche attuali.

After The Hunt non è un film semplice, non è una pellicola facile da digerire ma neanche semplice da capire. È decisamente un progetto intelligente e studiato al dettaglio, sia sotto il punto di vista della scrittura che da un punto di vista registico. Luca Guadagnino dirige maestosamente la Roberts e Garfield rendendoli personaggi umani, decisamente instabili e rotti ma pur sempre umani. I suoi primi piani volti a mostrare emozioni nascoste (o represse), l’attenzione alla gestualità e al passare del tempo diventano protagonisti della storia quanto gli attori stessi. Alcune risposte vengono date in modo diretto, mostrando una grande fiducia da parte del regista nei confronti del suo pubblico, regalando una sceneggiatura che non spiega nulla ma mostra.

Abuso o ipocrisia?

Maggie, il personaggio di Ayo Edebiri, è stata veramente abusata? O è stata tutta una messa in scena per mascherare delle mancanze scolastiche? Lo spettatore rimane interdetto ed esterno a queste vicende, diventando vittima anche lui della storia, obbligato a scegliere da quale parte stare. Obbligato a fidarsi di quello che vede, o a guardare oltre lo schema mostrato: i dettagli.

Una delle dualità che ripercorre la vicenda è il nichilismo che affligge i professori adulti contrapposto al vittimismo della nuova generazione rappresentata da questi studenti. Due temi estremamente attuali, appartenenti a due visioni della vita difficili da far dialogare. Una critica? Sì, ma piuttosto una riflessione su quanto entrambi possano avere delle mancanze quando si parla di coesistere.

After-The-Hunt

After The Hunt – Conclusione

La storia di After The Hunt inizia respirando un’aria allegra. Classica ambientazione lussureggiante americana, una lieve ironia intelligente (e decisamente non per tutti) a tratti Alleniana, e uno stile visivo che ricorda il favoloso The Leftovers di Alexander Payne. Superato il primo atto, decide di entrare in un limbo per sviscerare il più meschino degli abusi umani. Una pellicola decisamente non facile da digerire eppure estremamente intelligente e attuale.

Vi ricordiamo che After The Hunt è in arrivo nelle sale italiane a partire dal 16 ottobre distribuito da Sony Pictures Italia. Aspettate il nuovo film di Luca Guadagnino? Fatecelo sapere con un commento!

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ARGOMENTI:After the huntLuca GuadagninoRecensione
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