Da oggi, 18 settembre 2025, è possibile vedere nelle sale italiane il nuovo film drammatico della regista francese Julia Ducournau. Un dramma adolescenziale durante un momento di crisi sanitaria ai limiti del body horror che scuote e sconvolge.
Mentre nel mondo imperversa un virus mortale che si trasmette per via ematica, la giovane Alpha torna a casa ubriaca con un tatuaggio fatto da uno sconosciuto con un ago sporco.
Il crudo e la storia crudele, si fa metafora del nostro mondo, del dolore passato, presente e futuro.
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Ma ora, parlando di futuro: cosa ci aspetta dopo la fine dei titolo di coda di Alpha? Ci sono scene post credit? La risposta, naturalmente, è no.
Quello della Ducournau è un dramma, una rappresentazione metaforica di un dolore che percepiamo come fisico profondo, un insegnamento chiaro e doloroso, e non ha bisogno di spiegare oltre i messaggi che trasmette: ciò che è stato spiegato è cristallino come il dolore dei personaggi, e ciò che invece rimane nel mistero si presta all’interpretazione dello spettatore.
Inserire delle scene ulteriori avrebbe solo rovinato l’effetto di sogno lucido con il quale si esce dalla sala, afflitti, prosciugati, ma al tempo stesso rinvigoriti.



