Il termine “colonialismo” potrebbe sembrare che appartenga a un passato lontano, relegato ai libri di storia, ma in realtà rappresenta un fenomeno che continua a essere presente ancora oggi, pur in forme e modalità diverse. Allo stesso modo, la paura del diverso e di una cultura “altra” rispetto alla nostra resta molto diffusa nella popolazione e, anzi, molti governi ne fanno oggi il perno della loro agenda politica. Questo tema è affrontato in maniera molto interessante da David B ed Éric Lambé nel loro fumetto Antipodi, pubblicato da Coconino Press.

Tentativi di integrazione
Il protagonista del racconto è Nicolas, un esploratore francese che vive con una tribù di Tupinamba in Brasile. È arrivato lì insieme ad altri connazionali con il ruolo di “mediatore” per studiare la cultura locale allo scopo di convertire la popolazione, ma in un primo momento ha rischiato di finire ucciso. È stato infatti catturato, ma grazie alla sua voce e alla sua abilità nel canto ha fatto breccia nel cuore degli indigeni che lo hanno accolto nella tribù.
Con il tempo, Nicolas ha iniziato a comprendere le tradizioni locali e a integrarsi, ma mai del tutto. La sua sensazione è di essere nel mezzo; non riesce a capire del tutto i Tupinamba e loro continuano a vederlo in parte come un estraneo, impedendogli di seguire alcune loro tradizioni, come quella di tatuarsi. Al tempo stesso, Nicolas appare diverso anche dagli altri colonizzatori europei, come il governatore francese Villegagnon, che vive all’interno del suo fortino ed è convinto che gli indigeni non abbiano un’anima e che l’integrazione sia impossibile.

Satira del colonialismo
Con Antipodi, David B ed Éric Lambé scelgono di mettere in scena la realtà del colonialismo attraverso un racconto satirico, che estremizza molte situazioni ma anche molto puntuale e preciso nei discorsi pronunciati dai protagonisti. Un fumetto ricco di musica e di danze, dove le battaglie stesse diventano come delle coreografie e la violenza è sì presente, ma spesso non mostrata sulla pagina o in maniera poco esplicita. Il viaggio del protagonista Nicolas al fianco dei Tupinamba lo porta ad affrontare strane circostanze, sia reali che spirituali, come i demoni invisibili che spaventano e uccidono i membri della tribù o l’incontro con un prete pazzo, che ha convertito alcuni indigeni e vorrebbe costruire una cattedrale di liane nella giungla.

Pur raccontando una storia inventata, gli autori posizionano il loro fumetto in un momento storico e in un punto geografico preciso, rendendo evidente il lavoro fatto a livello storiografico per costruire un contesto veritiero. Sono passati quasi 500 anni dall’avventura di Nicolas con i Tupinamba, ma alcune cose sembrano rimaste immutate nell’affrontare l’incontro tra culture diverse. Antipodi fornisce degli interessanti spunti di riflessione e prova a mostrare sia le difficoltà di integrarsi con usi e costumi “altri” dai nostri, che la falsità e l’insensatezza di alcune idee politiche e culturali di stampo razzista – che portano spesso a conseguenze tragiche e drammatiche.




