L’approccio ai classici è, per forza di cose, sempre un’operazione rischiosa. Il rischio di “toccare” un’opera particolarmente amata dai fan e snaturarla per nutrire un mercato parco di idee è sempre dietro l’angolo, soprattutto quando si effettuano queste operazioni su classici che hanno ormai diversi anni sulle spalle. Gotham by Gaslight, infatti, pubblicato nel 1989 e a tutti gli effetti primo Elseworlds in casa DC (nonostante l’etichetta venne adoperata per la prima volta in Terrore Sacro del 1991) fu un vero e proprio trionfo: immaginare Batman in una Gotham vittoriana che arriva a scontrarsi contro Jack lo Squartatore, in una storia scritta da Brian Augustyn e disegnata da Mike Mignola creò nell’immaginario del pipistrello una moltitudine di possibilità che vennero (e sono tutt’ora) esplorate nel modo più disparato.
Sembra quindi coerente con questa eredità che il rilancio dell’etichetta Elseworlds veda tra le prime pubblicazioni il seguito di questa opera: Gotham By Gaslight – L’età Kryptoniana. Il volume, edito in Italia da Panini Comics, non vede però il team creativo originale (Augustyn è morto nel 2022), ma Andy Diggle alla sceneggiatura e Leandro Fernández ai disegni.

Operazione Nostalgia o seguito riuscito?
Se nel primo volume la trama ruota attorno al giovane Bruce Wayne e al suo scontro con Jack lo Squartatore in una Gotham City vittoriana del 1889, nell’Era Kryptoniana gli autori riprendono dall’ultimo seguito scritto da Augustyn, Il padrone del futuro, seconda e ultima incursione dell’autore nella “sua” Gotham by Gaslight. Nel 1893 troviamo infatti un Batman ormai sposato che continua la sua crociata contro la criminalità gothamita, ma la storia si espande immediatamente all’universo DC in salsa “Gaslight”. In ognuno dei sei capitoli Diggle approfondisce questo mondo vittoriano inserendo in modo intelligente vari personaggi dell’universo DC: da Constantine a Wonder Woman, passando per Luthor, Lanterna Verde e l’immancabile Superman, tutto viene riletto secondo questo filtro in un risultato tutt’altro che banale. L’era Kryptoniana è infatti un volume di costruzione che presenta i nuovi protagonisti, la nuova potenziale minaccia che dovranno fronteggiare ma si focalizza principalmente sul rendere coerente il tutto, evitando di introdurre personaggi e situazioni in modo raffazzonato. Ogni personaggio viene infatti calato in un contesto originale, ha le sue motivazioni e la sua storia personale. Solo da questi elementi si intuisce quanto sia enorme il potenziale narrativo, potendosi la storia sviluppare in una miriade di direzioni: dai volumi singoli dedicati ai nuovi personaggi introdotti, a volumi successivi dedicati ad approfondire le avventure di tutti i personaggi che si muovono insieme (quest’ultima in realtà probabilmente confermata per il futuro prossimo). Si può quindi affermare con una certa sicurezza che l’opera, pur partendo da un classico, non solo non ne tradisce le origini ma anzi le amplia e su queste costruisce qualcosa di nuovo che non snatura l’opera di partenza.

Il mondo DC Vittoriano
Leandro Fernández con le sue ottime tavole riesce invece nell’altrettanto difficile compito di creare un immaginario coerente e armonioso con quello della prima opera: agli ottimi scorci urbani Fernández accompagna anche degli ottimi paesaggi e introduce i lettori alla mitologia riletta pensata da Diggle, dando una forte identità sia alla cultura Kryptoniana che a quella amazzone, che mai come in questo caso viene completamente reinventata. Nulla, dal far West del Kansas alla tentacolare Gotham, passando per i popoli della crosta terrestre fino al polo nord, sembra fuori posto o incoerente con il progetto e il concetto dell’opera. Il tratto di Fernández tratteggia tutti questi elementi con una miriade di dettagli componendo pagine con una griglia moderna senza però sovraccaricarla di vignette che potrebbero distogliere l’attenzione dai dettagli che arricchiscono paesaggi e interni. Le tavole sono poi impreziosite dai colori di Dave Stewart e Matt Hollingsworth, che spaziano da palette cupe e fredde per i paesaggi urbani, in cui il tema vittoriano è preponderante, a palette più calde e vivaci per gli ambienti legati invece al far west.
L’inizio di una nuova era?
Il lavoro compiuto da Diggle e Fernández è solido, ben strutturato e, pur inserendosi in logiche di mercato ormai ben conosciute che mirano a un effetto nostalgia, non tradisce le aspettative ma si inserisce al meglio nel solco dell’opera originale. Indubbiamente aiuta e favorisce questo processo in primis il fatto che l’opera originale, pur creando un nuovo universo narrativo si sia limitata giusto a un lavoro di superficie, a cui si accompagna il lavoro di Diggle, sceneggiatore navigato e di indubbia bravura.
Gotham by Gaslight: L’era Kryptoniana è un’ottima storia su cui basare il rilancio dell’etichetta Elseworlds e promette grandi cose, a patto di armarsi di un po’ di doverosa pazienza per potersi godere il tutto.



