Black Mirror è finalmente tornato su Netflix, con la stagione 7 disponibile dal 10 Aprile.
Trovi qui il Trailer.
Trame dei Sei episodi:
Common People
Ambientato in un futuro prossimo, questo episodio segue una coppia che cerca disperatamente di accedere a un innovativo trattamento medico sperimentale. Il sistema sanitario è basato su abbonamenti digitali, e l’accesso alle cure dipende dal potere d’acquisto, evidenziando le disuguaglianze economiche. Una critica potente alla sanità privata e alle disparità sociali.
Bête Noire
Un thriller psicologico che esplora le conseguenze del bullismo e della vendetta. La trama ruota attorno a un’intelligenza artificiale che, alimentata da dati personali, inizia a perseguitare coloro che hanno commesso atti di bullismo in passato, sollevando interrogativi sulla giustizia e la privacy.
Hotel Reverie
Un omaggio nostalgico a “San Junipero”, questo episodio segue un’attrice che utilizza una tecnologia avanzata per “vivere” all’interno di un film classico degli anni ’50. La storia esplora il confine tra realtà e finzione, e come la tecnologia possa influenzare la percezione della memoria e dell’identità.
Plaything
Ambientato negli anni ’90, segue un giornalista videoludico che indaga su un misterioso gioco chiamato “Thronglets”. Durante l’inchiesta, si ritrova coinvolto in una realtà distorta dove il confine tra gioco e vita reale si fa sempre più labile. L’episodio include riferimenti a personaggi di “Bandersnatch”, ma non è un sequel diretto.
Eulogy
In un futuro dove è possibile rivivere i ricordi attraverso la realtà virtuale, una donna utilizza questa tecnologia per esplorare la vita del suo defunto marito. L’episodio affronta temi di lutto, memoria e la soggettività delle esperienze personali, mettendo in discussione la veridicità dei ricordi.
USS Callister: Into Infinity
Sequel dell’episodio della quarta stagione “USS Callister”, riprende la storia dell’equipaggio intrappolato in una simulazione spaziale. In questa nuova avventura, i personaggi affrontano nuove minacce digitali, esplorando temi di identità e controllo all’interno di mondi virtuali.
Recensione
La settima stagione di Black Mirror segna un ritorno alle atmosfere più intime e riflessive che avevano caratterizzato i momenti migliori della serie. Dopo una sesta stagione accolta in modo piuttosto tiepido, questa nuova raccolta di episodi cerca un equilibrio tra critica sociale, esplorazione emotiva e commento tecnologico, riuscendo, in buona parte, a centrare l’obiettivo.
La stagione è composta da sei episodi autonomi, come da tradizione, ma alcuni di essi presentano connessioni sottili con capitoli precedenti, a volte come semplice citazione, altre volte con veri e propri seguiti. È il caso di “USS Callister: Into Infinity”, sequel diretto dell’episodio della quarta stagione. Purtroppo, nonostante l’operazione nostalgia, questa nuova avventura non riesce a replicare la forza dell’originale, risultando più prevedibile e meno graffiante dal punto di vista tematico.

Al contrario, “Common People” si distingue per intensità e attualità. Ambientato in un futuro non troppo distante, racconta di un sistema sanitario basato su abbonamenti digitali, dove l’accesso alle cure dipende dalla propria capacità economica. È un episodio che colpisce per la crudezza con cui affronta le disuguaglianze sociali, e che riesce a mantenere un tono asciutto e coinvolgente fino alla fine.

Molto apprezzato anche “Hotel Reverie”, un chiaro omaggio a San Junipero. Qui si esplora il tema della memoria e dell’identità attraverso la storia di un’attrice che sceglie di vivere all’interno di un vecchio film, grazie a una tecnologia immersiva. L’episodio gioca con il confine tra realtà e finzione, sollevando domande profonde su cosa significhi scegliere i propri ricordi e vivere nella nostalgia.

“Eulogy” affronta il lutto in modo originale, grazie a una tecnologia che permette di rivivere i ricordi del defunto. L’episodio pone interessanti riflessioni sulla soggettività della memoria e sulla possibilità (o meno) di conoscere davvero qualcuno anche dopo la morte. Più malinconico che disturbante, riesce a toccare corde emotive senza scadere nel sentimentalismo.

“Bête Noire” invece propone una narrazione più cupa e inquietante, incentrata su un’intelligenza artificiale che si vendica di episodi di bullismo del passato. È una riflessione disturbante su giustizia, colpa e sorveglianza, che lascia lo spettatore con sensazioni contrastanti, pur senza raggiungere i picchi di tensione delle stagioni più riuscite.
Infine, “Plaything” rappresenta l’episodio più meta-narrativo e sperimentale della stagione. Ambientato negli anni ’90 e con riferimenti a Bandersnatch, racconta l’indagine di un giornalista su un videogioco misterioso che sfuma i confini tra gioco e realtà. L’episodio gioca con l’estetica retrò e con i meccanismi della narrazione interattiva, risultando affascinante anche se non sempre fluido nella costruzione della tensione.

Nel complesso, la settima stagione di Black Mirror riesce a offrire una varietà di storie e toni, alternando episodi più introspettivi ad altri più satirici o distopici. Se da un lato alcuni capitoli appaiono meno innovativi e si appoggiano troppo a riferimenti già esplorati, dall’altro emerge una volontà di tornare a raccontare l’umanità attraverso la lente della tecnologia, più che la tecnologia fine a sé stessa.
Una stagione che non rivoluziona la serie, ma che rappresenta comunque un passo avanti rispetto alla precedente, capace di stimolare riflessioni e mantenere viva la formula antologica che ha reso Black Mirror un punto di riferimento nel panorama televisivo contemporaneo.

