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Serie TV

Brooklyn Nine-Nine 7×13, “Lights Out”: la recensione dell’episodio finale e il punto sulla settima stagione

erika m.
25 Aprile 2020
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7 Min
Brooklyn Nine Nine
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Chiusa e archiviata anche quest’ultima stagione di Brooklyn Nine-Nine. Fermiamoci un momento, respiriamo. Okay, iniziamo.

“Lights Out” è stato l’ultimo episodio della settima stagione della comedy di casa NBC, che quest’anno ha visto ridursi il suo numero di episodi a 13, contro i 18 andati in onda l’anno scorso. L’episodio ci regala la tanto attesa nascita di Baby Peralta, in un contesto che da concitato fa presto a diventare affrettato e che non riesce a sviluppare i personaggi di Jake ed Amy.

Ma andiamo con ordine.

IL SEASON FINALE

Rosa e Amy
Stephanie Beatriz (Rosa Diaz) e Melissa Fumero (Amy Santiago) nell’episodio 7×13 (Photo by: John P. Fleenor/NBC)

L’episodio finale di Brooklyn Nine-Nine parte con la squadra nella briefing room, l’ultimo giorno prima del maternity leave di Amy, che è ormai prossima al parto. D’un tratto le luci vanno via e l’intera Brooklyn rimane senza elettricità. Terry e il Capitano Holt rimangono bloccati in ascensore, il distretto è nel caos – ma arriva Amy a salvare la situazione. Il suo turno è finito, potrebbe andare a casa ma rimane lì, a guidare il suo distretto, finalmente, per la prima volta da quanto è diventata Sergente.

Amy prende il controllo

È il suo momento, quello per cui si è preparata per anni, la motivazione che l’ha spinta sin dall’episodio 1 e che spiega tanto del suo personaggio: il suo bisogno di essere sempre la prima della classe e di seguire le regole e i protocolli alla lettera. E invece le si rompono le acque, entra in travaglio, e tutto viene (ovviamente) oscurato dall’arrivo del suo bambino. Non che questo riesca a fermarla, perché Amy si ostina a non voler andare in ospedale. Ma si tratta di un espediente di trama trito e ritrito, che abbiamo già visto persino all’interno della stessa serie in occasione del parto di Sharon, moglie di Terry. Quindi Amy si impunta, dirige i suoi agenti durante il travaglio e riesce a traghettare tutto il distretto durante questo momento di crisi. 

Questo è esattamente il momento in cui l’intero episodio inizia a colare a picco. 

Unendo due traguardi che non riescono ad essere affrontati con la profondità che ciascuno di essi meriterebbe, si corre il rischio di togliere legittimità ad entrambe le esperienze. La sensazione è che questi due momenti fossero destinati ad essere trattati in due circostanze diverse, ma che siano finiti per essere accorpati nello stesso episodio – forse a causa del numero ridotto di puntate della stagione. Il risultato: Amy guida il distretto durante una crisi, durante il travaglio, al buio, e l’episodio sembra non soffermarsi affatto sulla cosa.

Jake e Charles
Andy Samberg (Jake Peralta) e Joe Lo Truglio (Charles Boyle) nell’episodio 7×13 (Photo by: Jordin Althaus/NBC)

Nel frattempo, Jake…

Dall’altro lato della città, Jake e Charles si imbarcano in una serie di improbabili avventure mentre cercano di capire chi o cosa abbia causato il blakout. Nell’ordine: Charles annusa l’aria per cercare il sospettato (per qualche motivo). Jake e Charles arrestano il sospettato, salvano una vecchina (vera star dell’episodio), rimangono bloccati nel traffico, rispondono ad una richiesta d’aiuto di una comparsa random che si è sentita male. La vecchina spara al sospettato di cui prima, il gruppo si unisce ad un addio al nubilato. Jake arriva in qualche modo all’ospedale ma scopre che Amy è rimasta al distretto. A questo punto assistiamo all’unico sviluppo di un personaggio che ha luogo nell’episodio: quello di Charles, che supera i suoi dissapori con la sua nemesi, il Sergente Peanut Butter, e trova la soluzione per far arrivare Jake in tempo al distretto.

Qual è il punto della storyline? Jake non mette in secondo luogo il suo lavoro, la sua missione, per nessun motivo relativo alla sua vita personale? Questa è una cosa di Jake che, dopo sette anni, già sapevamo. Niente viene aggiunto al personaggio in questa occasione, nessuno sviluppo o approfondimento, nessuna crescita. Il culmine: Jake che in fretta e furia lancia il neonato tra le braccia di Amy per precipitarsi a vedere un video di Terry e Holt che ballano Push It. Wow, classy.

Holt e Terry dance

Non che detto balletto non costituisca il punto più alto dell’episodio. Però, arrivati a questo punto, la scrittura poteva andare un po’ più a fondo. 

Menzione d’onore per il nome che Jake e Amy scelgono per il bambino: MAC, diminutivo di McClane, aka John McClane, protagonista del film preferito di Jake, Die Hard. Esattamente.

IL PUNTO SULLA SETTIMA STAGIONE

Brooklyn Nine-Nine

La settima stagione, a conti fatti, segue uno sviluppo un po’ diverso da quello cui Brooklyn Nine-Nine ci ha abituati. Tanto per iniziare, manca il classico cliffhanger finale. 

In secondo luogo, la stagione è così breve che la sensazione è di aver fatto da spettatori ad una check-list di tutti i classici episodi della serie: l’episodio con Pimento: c’è, l’episodio con Wuntch: c’è, l’episodio con Doug Judy: c’è. L’episodio che porta la relazione tra Jake ed Amy allo step successivo, l’Halloween Heist, l’episodio con Kevin e Cheddar: ci sono tutti, uno dopo l’altro, in una progressione un po’ forzata. Il personaggio di Debbie aveva inizialmente portato una ventata d’aria nuova, e il dubbio è che forse sia stata dileguata troppo in fretta.

In generale, episodi godibilissimi (come il penultimo, in cui andiamo alla ricerca di Cheddar) si innestano su sviluppi poco originali, a tratti sottotono (leggasi Halloween Heist). La trama orizzontale è, a parte per la nascita di Mac, quasi azzerata, i personaggi non vengono approfonditi e anzi si continua a giocare sui tratti e i paradossi che ormai ben conosciamo, e la comicità ne risente.

Cosa aggiungere? Speriamo che l’ottava stagione di Brooklyn Nine-Nine ci riservi una sorpresa e torni a intrattenere meglio, nel modo in cui la serie sa fare e come i suoi protagonisti meritano.

E, se riuscite, provate a farmi cambiare idea su questo finale dolce-amaro.

Continuate a seguirci qui su NerdPool.it per le anticipazioni sulla prossima stagione! NINE-NINE!

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Dierika m.
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28 anni, avvocato a tempo pieno, fangirl a tempo perso. Consumo serie tv mentre cerco di tenere la mia vita in equilibrio, ma in genere mi trovate a scrivere cretinate su Twitter.
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