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NerdPool > Blog > Fumetti > Capitan Bretagna Marvel Omnibus – Recensione
Fumetti

Capitan Bretagna Marvel Omnibus – Recensione

Simone Giorgi
28 Marzo 2022
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9 Min
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Brian Braddock, alias Capitan Bretagna, nasce a metà degli anni ’70 per Marvel UK. In quel periodo, molti autori oggi osannati dai fan iniziavano a farsi notare proprio per la divisione Marvel del Regno Unito. Il Marvel Omnibus proposto da Panini Comics ripesca quelle storie, facendoci fare un bel tuffo nel passato.

LE ORIGINI DEL PERSONAGGIO

Capitan Bretagna è ancora molto presente nelle storie attuali della Marvel, ma nel corso dei decenni hanno ricoperto questo ruolo diversi membri della famiglia Braddock. In origine c’era Brian, un bambino molto intelligente ma con pochi amici, figlio di una famiglia aristocratica in decadenza. Con la morte dei genitori il ragazzo si dedica ancora di più allo studio, iniziando a lavorare per l’Istituto Darkmoor. La sua vita cambia radicalmente quando il centro di ricerca viene attaccato da Joshua Stragg, alias Reaver, e Brian fugge finendo quasi per morire. Ma intervengono a salvarlo Merlino e sua figlia Roma, dandogli la possibilità di diventare Capitan Bretagna grazie a un amuleto. Inizia così per lui una carriera da eroe che lo metterà di fronte a tante difficoltà e altrettante trasformazioni.

IL CONTENUTO

Proprio perché pubblicate per Marvel UK, i nomi delle testate contenute nell’Omnibus potrebbero suonare nuovi ai lettori. Il volume presenta nel dettaglio Marvel Super-Heroes (1979) #377/388, Daredevils (1983) #1/11, Mighty World of Marvel(1972) #7/16, Captain Britain (1985) #1/14, Captain America (1968) #305/306, New Mutants Annual (1984) #2, Uncanny X-Men Annual (1970) #11.

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Tranne per gli ultimi titoli, ben noti, le serie precedenti erano riviste contenitore pubblicate in UK che presentavano più storie brevi. In ogni numero un autore doveva riuscire in sole 4/5 pagine a mantenere viva l’attenzione del lettore e l’attesa per i capitoli successivi. Proprio per questo, ogni tavola appare densissima di avvenimenti e significati e viene molto utilizzato l’espediente del cliffhanger.

In generale, sono storie pubblicate tra il 1981 e il 1987. Non si riparte esattamente dalle prime apparizioni del personaggio e dalle origini che vi accennavo sopra, ma da un altro momento fondamentale della sua storia. Brian e il fidato elfo Jackdaw hanno appena terminato una missione per Merlino e vengono rispediti sulla Terra. Durante il viaggio, il costume di Capitan Bretagna cambia per un motivo ignoto, assumendo l’aspetto con il quale tutti noi lo conosciamo ancora oggi. Tuttavia, arrivati a destinazione i due capiscono subito che qualcosa non va. Riconoscono un paesaggio familiare, ma la società sembra cambiata drasticamente da quando erano partiti per la missione. Cos’è successo? Sono forse finiti in una Terra parallela?

Capitan Bretagna – Marvel Omnibus

IL TEAM CREATIVO

Questo è l’inizio di una storia che continuerà per circa metà volume con continui colpi di scena e una trama contorta, ma che non rinuncia anche a tematiche politiche e sociali. Ai disegni di tutto il volume, e in alcuni casi anche ai testi, troviamo Alan Davis. Leggenda del fumetto americano e inglese di nascita, ha legato strettamente il suo nome ai mutanti Marvel e, in particolare, a Capitan Bretagna grazie anche a un lungo ciclo su Excalibur, prima come disegnatore al fianco di Chris Claremont e, in seguito, come autore unico.

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Lo stesso Claremont è stato il primo ideatore del personaggio negli anni ’70, ma compare in questo volume solo per i due numeri legati agli X-Men. È un altro, invece, il nome che non vedete in copertina, ma che è autore dei testi della prima metà del volume: Alan Moore! Purtroppo, sappiamo tutti delle lunghe divergenze creative tra il Bardo di Northampton e la Marvel, che hanno portato lo scrittore a far rimuovere il proprio nome da ogni ristampa delle sue storie. Chi non fosse a conoscenza di questo fatto, probabilmente non saprebbe mai che c’è anche Moore dietro a questo importante volume. Dopo aver scritto diverse storie per Marvel UK, Moore si sposterà alla DC Comics e il testimone passa a Jamie Delano con l’onnipresente Alan Davis.

CONSIDERAZIONI GENERALI

Anche Delano prosegue l’ottimo lavoro impostato da Moore con storie sempre coinvolgenti e strettamente collegate che approfondiscono i legami tra i personaggi. Al centro di tutto c’è Brian, ma la sua figura si intreccia con quelle della sorella Betsy, della bella ed enigmatica Saturnyne o di Linda McQuillan. Il cast, tra buoni e cattivi, è davvero variegato e ognuno ha un ruolo preciso nella fitta trama che si dipana nei vari capitoli. Momenti di tranquillità si alternano a scene oniriche e combattimenti all’ultimo sangue tra eroi e nemici dalle fattezze spesso grottesche o estremizzate.

Tantissimi i temi che si intrecciano tra le pagine del Marvel Omnibus, in perfetto stile anni ’80. In questo decennio sono comparse opere che hanno rivoluzionato il genere, vedi anche la stessa Watchmen di Moore, e spesso le storie presentavano un connubio tra due “estremi”. Da una parte, la paura di un futuro iper-tecnologico dominato dalle macchine che avrebbero preso il controllo sull’uomo. Dall’altra, gli anni ’80 erano anche un periodo di grandi eccessi e di forte critica sociale, soprattutto tra i giovani. Così, la politica entra prepotentemente anche tra le pagine di Capitan Bretagna, mostrandoci il potere dei media nell’influenzare l’opinione pubblica e come le alte sfere li utilizzino per i propri tornaconti. C’è poi la paura del diverso e la caccia ai supereroi, visti come troppo potenti e per questo una minaccia all’ordine costituito.

Ogni elemento si affianca all’altro in una storia ricchissima di colpi di scena e sempre imprevedibile, dalla prima all’ultima pagina. State certi che verrete catturati dalla trama e non riuscirete a staccare gli occhi dal volume. Se poi ne vorrete di più, vi invito a recuperare un altro Marvel Omnibus, Excalibur, che contiene i primi 34 capitoli dell’omonima testata. Diretta prosecuzione di queste storie, vede ancora la presenza ai disegni di Alan Davis, a ulteriore garanzia dell’ottima qualità del prodotto.

CONSIGLIATO?

Se siete arrivati fin qui, avrete capito quanto queste storie siano valide e un acquisto obbligatorio per ogni fan Marvel e non solo. Lo stile potrebbe essere considerato un po’ retrò, nella scrittura e per alcune scelte narrative, pur restando a mio parere perfettamente godibile, se non maggiormente apprezzabile con un occhio moderno. Il prezzo di 65€ è forse la nota dolente, ma dovete considerare che si tratta di un volumone di 650 pagine, quindi il rapporto quantità-prezzo mi sembra adeguato!

Chiudo con una breve postilla per chi come me aveva acquistato in passato il volume Marvel History dedicato a Capitan Bretagna. La prima parte, fino a Mighty World of Marvel #13 è identica, ma il resto è materiale aggiuntivo e sono circa 400 pagine. Inoltre, sono storie che reputo tanto affascinanti, divertenti e interessanti quanto le prime. Mi dispiace per il vostro portafoglio, ma in questo caso ci tengo a consigliarvi vivamente l’upgrade 😉

ARGOMENTI:Alan MooreMarvel ComicsPanini ComicsPanini Marvel ItaliaPanini ReviewsRecensione
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DiSimone Giorgi
Tra le letture nel tempo libero e il lavoro sono sempre in mezzo ai libri. Da Topolino ai manga, passando per i comics americani, il fumetto italiano e quello franco-belga, non rinuncio a esplorare ogni sottogenere di questo mondo così vasto. Ogni tanto faccio qualche incursione nell'ambito di cinema, serie tv e videogiochi, altre mie grandi passioni.
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