La notte degli Oscar si sta avvicinando, e i candidati a vincere i premi più prestigiosi del mondo del cinema sono tutti interessanti, alcuni discussi e altri meno, ma tutti meritevoli di un approfondimento. Quest’ultimo anno i talenti hanno proliferato e moltissimi artisti hanno dato il meglio di sé, rendendo difficile lanciare scommesse o schierarsi totalmente in favore di un solo cavallo.
Per questo, mi sembra doveroso approfondire il discorso di almeno quelli che sono i film candidati al premio più ambito: l’Oscar al Miglior film 2025.
In questo articolo parleremo di Emilia Pérez.
Di cosa parla Emilia Pérez?
Juan “Manitas” Del Monte (Karla Sofía Gascón) è il boss del cartello. Juan “Manitas” Del Monte è un duro, cresciuto con i lupi e a capo dei peggiori criminali del Messico. Juan “Manitas” Del Monte vorrebbe essere una donna. Lo desidera così tanto da chiamare Rita (Zoe Saldaña), un’avvocatessa sfruttata e poco riconosciuta, che fa proprio al caso suo: Rita è intelligente, furba, discreta, empatica e, soprattutto, molto brava nel suo lavoro. Manitas si affida a lei affinché possa trovargli le cliniche giuste ai prezzi giusti, tutte le informazioni necessarie, i medici migliori e più discreti per realizzare il suo sogno. Da tempo ha iniziato la cura ormonale, ora ciò che manca è il fisico.
Rita svolge il suo lavoro alla perfezione, il senso di colpa per essere al servizio di un cliente che porta sulle spalle il peso di una buona parte dei crimini commessi nel suo paese è forte, ma alleviato dalla confessione di Manitas: questa è sempre stata la sua natura, una natura femminile, docile e amorevole, da sempre costretta ad essere repressa a causa del contesto in cui è nato e cresciuto.
Il tempo passa, e Rita si è fatta una nuova vita grazie al compenso di Manitas per un lavoro che si porterà nella tomba. Inscenata la sua morte, il criminale ha fatto lo stesso: nel suo nuovo corpo di donna si sente più felice che mai, e vive la sua quotidianità come Emilia Pérez.
Quattro anni dopo il loro primo incontro, Rita si ritroverà a fare i conti con il passato: Emilia le si presenta davanti, con un’altra richiesta per l’unica persona che è a conoscenza della verità. Vuole riavere i suoi figli, i figli di Manitas, relegati in Svizzera insieme alla madre per motivi di sicurezza.
Perché Emilia Pérez meriterebbe la vittoria?
Emilia Pérez è un film che avrebbe tutte le carte in regola per essere un filmaccio buonista e costruito su misura per rientrare nella categoria “woke”. Invece, in qualche modo, riesce ad essere un musical raffinato, fresco, innovativo, coinvolgente e commovente dall’inizio alla fine. Gli interpreti sono eccezionali, le canzoni risultano in buonissime idee e la storia sembra una barzelletta, eppure risulta credibilissima.
Ha tutto ciò di cui ha bisogno un film, tuto ciò di cui ha bisogno uno spettatore e, diciamolo, tutto ciò di cui ha bisogno un film per vincere un Oscar.
Emilia Pérez è spettacolare, triste, euforico e liberatorio.
Perché Emilia Pérez non meriterebbe la vittoria?
Non mi viene in mente neanche un motivo.
E voi, cosa ne pensate di Emilia Pérez? Ha le carte in regola per vincere?
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