La notte degli Oscar si sta avvicinando, e i candidati a vincere i premi più prestigiosi del mondo del cinema sono tutti interessanti, alcuni discussi e altri meno, ma tutti meritevoli di un approfondimento. Quest’ultimo anno i candidati sono tutti molto diversi tra loro e le scelte sono state discusse; ci sono stati tanti film esclusi che secondo il pubblicano meritavano almeno una nomination, ma anche tanti titoli che hanno stupito e sorpreso gli spettatori.
Per questo, mi sembra doveroso approfondire il discorso di almeno quelli che sono i film candidati al premio più ambito: l’Oscar al Miglior film 2026.
In questo articolo parleremo di Sentimental Value.
Di cosa parla Sentimental Value?
Nora è un’attrice di teatro con un passato di problemi psicologici, non totalmente risolti. Al funerale della madre, lei e sua sorella Agnes rincontrano il padre, Gustav, da sempre assente, inconsistente e narcisista. L’uomo, un capace regista che però non ha mai davvero sfondato, offre a Nora una parte da protagonista nel suo ultimo film, la cui sceneggiatura “ha scritto apposta per lei”, dicendole che non potrebbe mai dare quel ruolo a nessun’altra. La ragazza rifiuta, convinta che lavorare con la principale causa dei suoi traumi sia impossibile, ma il film del padre attirerà la sua attenzione quando verrà annunciato che ad interpretare il ruolo della protagonista sarà una famosa attrice di Hollywood.
Perché Sentimental Value meriterebbe la vittoria?
Per la verità dei sentimenti rappresentati. D’altronde, nome omen: quelle che vediamo sul viso dei protagonisti sono emozioni vere, laceranti, commoventi e riconoscibili. Renate Hansen Reinsveen e Stellan Skarsgård (entrambi candidati all’Oscar) sono fenomenali, e la complessità dei sentimenti messi in gioco è toccante e raffinata. Negli occhi della Reinsveen c’è un mondo: un’intera infanzia di assenza, la complicità con la sorella, il ricordo della freddezza della madre, la ricerca costante della forza per andare avanti. È una storia reale, rappresentata in un film dalla fotografia limpida e pesante quanto basta, che armonizza con una regia tipicamente nordica: poetica, ma senza troppi fronzoli.
Perché Sentimental Value non meriterebbe la vittoria?
Se da un certo punto di vista, ovvero quello delle emozioni, è una storia complessa, d’altra parte si tratta di un film semplice, raccontato in modo lineare: non si tratta assolutamente di un difetto, ma in questo periodo in cui la spettacolarità punta alle stelle, Sentimental Value rischia di passare inosservato.
E voi, cosa ne pensate di Sentimental Value? Ha le carte in regola per vincere?


