La notte degli Oscar si sta avvicinando, e i candidati a vincere i premi più prestigiosi del mondo del cinema sono tutti interessanti, alcuni discussi e altri meno, ma tutti meritevoli di un approfondimento. Quest’ultimo anno i candidati sono tutti molto diversi tra loro e le scelte sono state discusse; ci sono stati tanti film esclusi che secondo il pubblicano meritavano almeno una nomination, ma anche tanti titoli che hanno stupito e sorpreso gli spettatori.
Per questo, mi sembra doveroso approfondire il discorso di almeno quelli che sono i film candidati al premio più ambito: l’Oscar al Miglior film 2026.
In questo articolo parleremo di Frankenstein.
Di cosa parla Frankenstein?
La storia è quella che conosciamo: il Dottor Frankenstein, o “il moderno Prometeo”, protagonista del celeberrimo romanzo di Mary Shelley, posseduto dall’idea di sfidare la morte, riesce a portare in vita una creatura mostruosa, composta da parti di diversi cadaveri. Il rapporto tra Frankenstein e il suo “mostro” è di natura ambigua e conflittuale: padre e figlio, creatore e seguace. Un rapporto destinato ad uno sviluppo violento. Il mostro, incapace di morire, soffrirà e proverà dolore senza poter avere tregua, e incolperà il suo creatore.
Perché Frankenstein meriterebbe la vittoria?
La regia di Guillermo del Toro trasforma questa storia dell’orrore gotica in una grottesca e meravigliosa favola barocca. I colori sono accesi e simbolici, i rapporti tra i vari personaggi sono squisitamente complessi; Frankenstein è un uomo pieno di mancanze, pieno di torbido dolore e di traumi. In una storia classica e così conosciuta si nascondono miti, leggende e racconti per bambini.
Meriterebbe la vittoria per la straordinaria messa in scena, piena di colore e di oscurità.
Perché Frankenstein non meriterebbe la vittoria?
Perché non è ciò di cui il pubblico ha bisogno in questo momento. Per quanto pieno di simbologia e metafore, il Frankenstein di del Toro fa parte di un mondo a cui noi non apparteniamo, ci trasporta in un’altra dimensione, che potrebbe risuonare meno di altri candidati, soprattutto nel periodo cinematografico che stiamo vivendo.
E voi, cosa ne pensate di Frankenstein? Ha le carte in regola per vincere?
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