La notte degli Oscar si sta avvicinando, e i candidati a vincere i premi più prestigiosi del mondo del cinema sono tutti interessanti, alcuni discussi e altri meno, ma tutti meritevoli di un approfondimento. Quest’ultimo anno i candidati sono tutti molto diversi tra loro e le scelte sono state discusse; ci sono stati tanti film esclusi che secondo il pubblicano meritavano almeno una nomination, ma anche tanti titoli che hanno stupito e sorpreso gli spettatori.
Per questo, mi sembra doveroso approfondire il discorso di almeno quelli che sono i film candidati al premio più ambito: l’Oscar al Miglior film 2026.
In questo articolo parleremo di Hamnet – Nel nome del figlio.
Di cosa parla Hamnet – Nel nome del figlio?
Il film è tratto dal romanzo di Maggie O’Farrell, co-autrice della sceneggiatura.
La storia parla di William Shakespeare e della famiglia che costruisce insieme a sua moglie Agnes. Entrambi da sempre ritenuti degli “outsider” dalle rispettive famiglie, il loro amore è reale, forte e viscerale, in grado di superare ogni ostacolo. Eppure, la distanza tra Will e Agnes si fa sentire quando lui, lavorando a Londra, è costretto a stare lontano dalla famiglia per lavorare ai suoi spettacoli. La prematura morte di uno dei loro tre figli incrinerà il loro rapporto e ispirerà nell’autore quello che è forse il suo più grande capolavoro: Amleto.
Perché Hamnet – Nel nome del figlio meriterebbe la vittoria?
Gli attori, la storia e l’ambientazione suscitano nello spettatore una profondissima suggestione, smuovendo gli animi e risuonando nei cuori come i versi di Shakespeare sono da secoli in grado di fare. Il film commuove, regala stranezza e costante atmosfera, romantica e selvaggia.
Le interpretazioni dei protagonisti, grandi e piccini, raggiungono il cuore del pubblico e lo trasportano nel loro mondo senza difficoltà.
Ma la vera grandezza di questo film è il modo in cui Shakespeare viene rappresentato: quello che vediamo sullo schermo non è il poeta, il personaggio storico, il protagonista; è l’uomo, il marito, il padre, il ragazzo che ha paura di fallire, di non essere abbastanza per le persone che ama. Inoltre, la vera protagonista del film è Agnes, interpretata da una meravigliosa Jessie Buckley. Una donna forte, additata come strega perché vicina alla natura, alle sue origini, attenta al suo cuore e i suoi affetti. Una rappresentazione del femminile piena di forza, legame con la natura e resilienza.
La pellicola trasuda sentimento, realtà ed emozione.
Perché Hamnet – Nel nome del figlio non meriterebbe la vittoria?
Si avvicina pericolosamente al film di genere. È bizzarro, silenzioso e rumoroso al tempo stesso. La storia è piena di emozioni perfettamente riconoscibili ed individuabili dal pubblico, ma dalla trama che sembra quasi antica, piena di un’atmosfera sconosciuta, unita alla storia romanzata di un personaggio le cui opere si conoscono moltissimo ma della cui vita si parla poco.
Potrebbe sembrare un’esagerazione, una storia costruita ed esasperata, un racconto stregato costruito apposta per strappare al pubblico un pianto catartico.
E voi, cosa ne pensate di Hamnet – Nel nome del figlio? Ha le carte in regola per vincere?
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