La notte degli Oscar si sta avvicinando, e i candidati a vincere i premi più prestigiosi del mondo del cinema sono tutti interessanti, alcuni discussi e altri meno, ma tutti meritevoli di un approfondimento. Quest’ultimo anno i candidati sono tutti molto diversi tra loro e le scelte sono state discusse; ci sono stati tanti film esclusi che secondo il pubblicano meritavano almeno una nomination, ma anche tanti titoli che hanno stupito e sorpreso gli spettatori.
Per questo, mi sembra doveroso approfondire il discorso di almeno quelli che sono i film candidati al premio più ambito: l’Oscar al Miglior film 2026.
In questo articolo parleremo di L’agente segreto.
Di cosa parla L’agente segreto?
Ci troviamo nel 1977, durante la dittatura militare brasiliana. Il protagonista, Armando Alves, è un ex professore universitario che dopo un lungo viaggio raggiunge Dona Sebastiana, un’anziana ex anarchica e comunista, che ora gestisce un complesso di appartamenti a Recife, in cui varie persone in pericolo possono trovare rifugio. Armando, usando lo pseudonimo di Marcelo, cerca di crearsi una nuova vita per fuggire con suo figlio, in seguito ad una minaccia di morte.
Perché L’agente segreto meriterebbe la vittoria?
Il film racconta di un pezzo di storia terribile per il Brasile, che non è possibile dimenticare, e che anzi, anche attraverso altri film negli ultimi anni (un esempio calzante può essere Io sono ancora qui, tra i candidati all’Oscar dell’anno scorso) sta riacquistando una voce narrante. È un film girato in modo brillante, con un ottimo espediente narrativo; la tematica è seria e trattata come tale, in modo coinvolgente e originale. È un mix perfetto tra originalità e drammaticità, e anche le interpretazioni degli attori sono impeccabili.
Perché L’agente segreto non meriterebbe la vittoria?
Nonostante l’argomento sia di notevole interesse, e se ne stia parlando anche attraverso l’arte negli ultimi anni, la strada è ancora lunga: per alcuni paesi, in particolare l’Europa e gli Stati Uniti, è ancora difficile immedesimarsi, soprattutto come totalità di audience. È fantastico che questo argomento non passi inosservato, ma, purtroppo, è ancora difficile, soprattutto per il pubblico più giovane, che film come L’agente segreto abbiano una risonanza pari ad altri in gara. Purtroppo, l’informazione sembra essere ancora poca, ma speriamo di sbagliarci!
E voi, cosa ne pensate di L’agente segreto? Ha le carte in regola per vincere?
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