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NerdPool > Blog > Libri > CUCINARE NEL SECOLO SBAGLIATO di Teresa Präauer: recensione
Libri

CUCINARE NEL SECOLO SBAGLIATO di Teresa Präauer: recensione

Ilaria Derosa
12 Marzo 2026
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8 Min
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6
CUCINARE NEL SECOLO SBAGLIATO

Marsilio Editore ci presenta Cucinare nel secolo sbagliato della scrittrice austriaca Teresa Präauer, tradotto in italiano da Alessandra Luise. Diventato un caso letterario nei paesi di lingua tedesca, grazie a un formidabile passaparola, questo breve romanzo ci racconta le convenzioni sociali e i riti della borghesia contemporanea attraverso il pretesto di una cena tra amici.

Trama

Vienna. Una donna di circa 40 anni decide di organizzare una cena a casa sua per inaugurare il nuovo appartamento. Sebbene in casa siano ancora presenti molti scatoloni, ci tiene che tutto sia impeccabile, a partire dalle pietanze. Per la padrona di casa il cibo è sempre stato legato al suo processo di crescita, partendo dalle omelette della nonna fino ad arrivare alla scelta quasi maniacale del menu per la serata. Oltre alla volontà di servire una cena perfetta, la donna piega con cura i tovaglioli, sistema i fiori di campo e fa partire una playlist di musica jazz da tenere in sottofondo. I primi ospiti ad arrivare sono una coppia di amici sposati, seguiti dopo un po’ di tempo da uno svizzero. Viene fatto un brindisi alla bella serata che li aspetta e tutti appaiono felici.

Ma siamo scuri che sia andata veramente così? E se ad arrivare in ritardo di oltre mezz’ora fossero stati gli sposi, in un evidente stato alcolico, anziché lo svizzero? Come un nastro riavvolto in continuazione, la serata viene rivissuta più volte, mostrando come degli avvenimenti differenti possano accadere e come essi possano influenzare o meno l’andamento della cena. Il tutto per dimostrare quanto le convenzioni sociali siano fragili e che basta anche solo un piccolo imprevisto per incrinare la facciata di perfezione borghese che si tenta di mostrare.

La serata, dunque, avrebbe potuto cominciare più o meno così. Ma se anche un solo ospite fosse arrivato davvero puntuale, questi non sarebbero gli anni Venti del nuovo millennio, l’era degli smartphone, un’epoca piena di distrazioni e alternative migliori.

Recensione

A tutti noi capita di organizzare una cena e di voler fare bella figura con gli ospiti, servendo buon cibo e facendo trovare la casa in ordine. La stessa sensazione viene provata dalla protagonista del romanzo che dedica un’attenzione quasi maniacale a ogni minimo dettaglio della serata, dalla scelta di cibo di ottima qualità alla tavola apparecchiata con stoviglie ricercate e di valore. Il suo motivo si rifà principalmente al desiderio personale di distinguersi dalla massa, nel tentativo di affermare la propria identità e il proprio status sociale. L’arrivo degli ospiti fa vacillare questa idea, poiché entrano nell’appartamento con scarpe bagnate, brilli e decisamente in ritardo. Inoltre la cena viene costantemente interrotta dagli smartphone, da discussioni su temi contemporanei, che rivelano attriti culturali e tensioni erotiche tra i commensali, e da incidenti non previsti, come la cenere sul parquet o la bottiglia di crémant che esplode in freezer. La padrona di casa fatica a tenere sotto controllo la serata, la cui evoluzione prende una piega che non si sarebbe aspettata e per questo motivo il nastro viene riavvolto più volte cambiando le dinamiche, per provare a riviverla e per cercare di darle un esito finale positivo.

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Il romanzo si presenta come un’analisi della cena perfetta che fallisce continuamente sotto il peso delle aspettative sociali contemporanee, in cui i quarantenni descritti appaiono sospesi tra il desiderio di rispettare le tradizioni, che ormai non gli appartengono più del tutto, e l’incapacità di trovare dei nuovi modelli autentici da seguire. Da qui il titolo “Cucinare nel secolo sbagliato“, ovvero l’aspirazione a una convivialità classica che si scontra con la realtà di una generazione iperconnessa e alienata, trasformando così un evento mondano in un esperimento sulla condizione umana odierna.

La narrazione si svolge nell’arco di una singola serata e la trama non segue una linea temporale tradizionale: la stessa scena o lo stesso dialogo vengono riproposti più volte con sfumature diverse, soffermandosi su ciò che sarebbe potuto accadere se un commento fosse stato diverso o se un determinato oggetto non si fosse rotto. L’obiettivo della scrittrice è di mostrare la fragilità della società contemporanea, nel quale basta anche un piccolo disguido per mettere in discussione la facciata di perfezione che si vuole sempre mostrare come autentica, quando in realtà per la maggior parte delle volte è costruita.

A fare da sottofondo è il cibo che per la protagonista è un modo per affermare il proprio status sociale e intellettuale. Attraverso l’uso di continui flashback, la scrittrice vuole mostrare come l’età di una persona possa influenzare il rapporto che si ha con il cibo: i ricordi d’infanzia nel quale la protagonista cucinava con la nonna rappresentano un tempo in cui il cibo era solo un qualcosa di semplice e affettivo, l’opposto della rigidità della cena preparata per i suoi ospiti, a dimostrazione di come vi sia stata la perdita della spontaneità in età adulta e di come tutto si riduca a una semplice performance sociale.

Il risultato finale è un romanzo che da vita a una commedia di costume moderna, che mette a nudo la nostra società e tutti i suoi difetti. Sebbene presenti delle tematiche molto interessanti, il romanzo non riesce a decollare del tutto, lasciando il lettore un po’ deluso alla fine della sua lettura. I capitoli si susseguono uno dietro l’altro senza lasciare davvero un segno tangibile e la trama di per sé non è del tutto interessante. I personaggi non hanno un nome e ognuno di loro presenta delle caratteristiche personali basilari, senza mai che la scrittrice le approfondisca. La stesura del romanzo è ben strutturata, ma si ha la sensazione di una buonissima occasione sprecata ed è un vero peccato.

Il libro lo potete trovare qui

Autrice

Teresa Präauer (Linz, 1979) è una pluripremiata scrittrice, artista visiva e illustratrice austriaca, nota per la sua capacità di far dialogare letteratura e arte contemporanea. Cresciuta tra le montagne di St. Johann im Pongau, si è successivamente trasferita a Vienna, dove vive e lavora. La sua formazione accademica riflette il suo doppio interesse per la parola e l’immagine: ha studiato filologia germanica presso l’Università di Salisburgo e la Humboldt di Berlino, oltre che diplomarsi in arti visive al Mozarteum di Salisburgo e all’Accademia di Belle Arti di Vienna. La sua produzione spazia dai romanzi ai saggi, spesso accompagnati dalle sue stesse illustrazioni: il suo romanzo d’esordio s’intitola Für den Herrscher aus Übersee, uscito nel 2012 e vincitore del premio Aspekte-Literaturpreis per il miglior esordio in lingua tedesca. Cucinare nel secolo sbagliato (Kochen im falschen Jahrhundert) è il suo ultimo romanzo, edito in Italia da Marsilio Editori e vincitore del Premio Letterario della città di Brema.

CUCINARE NEL SECOLO SBAGLIATO
6
IL NOSTRO VOTO 6
In Breve
Cucinare nel secolo sbagliato è una commedia in costume in chiave moderna, nel quale la scrittrice disegna il ritratto di una generazione invaghita più dalle forme e immagini che dalla sostanza.
ARGOMENTI:Marsilio EditoriRecensione
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