La première di Daredevil: Born Again ha spiegato perché Matt Murdock (Charlie Cox) ha abbandonato il suo personaggio di vigilante per concentrarsi esclusivamente sulla sua carriera legale. I suoi principi vengono subito messi alla prova quando assume la difesa di Hector Ayala (Kamar de los Reyes), accusato di aver ucciso un agente di polizia. Le circostanze sono tutt’altro che semplici: Hector è intervenuto quando ha assistito al pestaggio di un uomo, senza sapere che gli aggressori erano agenti di polizia sotto copertura. Durante la colluttazione che ne è seguita, un agente è tragicamente caduto sui binari della metropolitana ed è rimasto ucciso. Nonostante si tratti di un incidente, Hector viene bollato come assassino di poliziotti.
L’agente sopravvissuto, Powell (Hamish Allan-Headley), inventa una storia in cui sostiene che Hector li ha attaccati senza motivo e nega la presenza di chiunque altro sulla scena – cancellando dalla narrazione Nicky Torres (Nick Jordan), l’uomo che Hector stava proteggendo. Alla fine del secondo episodio, Matt è costretto a confrontarsi con Powell e altri due agenti corrotti che tentano di eliminare Nicky, l’unico testimone che potrebbe confermare il racconto di Hector. La scena rivela un dettaglio inquietante: L’agente Powell ha un tatuaggio a forma di teschio sul polso, che indica la sua fedeltà al marchio di giustizia brutale del Punitore (Jon Bernthal).
ATTENZIONE: Di seguito sono riportati gli spoiler per Daredevil: Born Again Stagione 1, Episodi 3
Il terzo episodio di Daredevil: Born Again esplora ulteriormente l’inquietante influenza del Punitore all’interno della polizia di New York. Mentre si svolge il processo a Hector, la telecamera mostra numerosi agenti presenti con lo stesso tatuaggio del teschio di Powell, rivelando l’esistenza di una fazione più ampia all’interno delle forze di polizia che ha abbracciato l’etica del Punitore. Questi agenti operano impunemente, rifiutando il giusto processo a favore della loro versione della giustizia. La loro portata e le loro tattiche intimidatorie diventano dolorosamente evidenti quando attentano nuovamente alla vita di Nicky prima che possa testimoniare. Cherry (Clark Johnson), un agente di polizia in pensione che ora lavora come investigatore di Matt, crea un diversivo fingendo di scortare il vero testimone, allontanando gli agenti corrotti mentre Nicky viene portato al sicuro in tribunale. Tuttavia, la strategia riesce solo in parte.
Nonostante sia arrivato in tribunale fisicamente illeso, Nicky si trova di fronte a un’aula di tribunale piena di agenti in uniforme, molti dei quali esibiscono l’emblema del teschio dello squadrone della morte ispirato al Punisher. Sopraffatto dalla paura, ritratta la sua storia sul banco dei testimoni, testimoniando falsamente che non era presente alla stazione della metropolitana durante l’incidente. Questa devastante bugia demolisce la principale strategia di difesa di Matt e dimostra la terrificante influenza che questi agenti ispirati dai vigilanti esercitano all’interno del sistema giudiziario. La loro sola presenza è sufficiente a costringere un testimone a dichiarare il falso, evidenziando quanto profondamente la filosofia del Punitore abbia corrotto questi presunti guardiani della legge.
Per vincere il caso e garantire la libertà di Hector, Matt prende la drastica misura di rivelare alla giuria che Hector è la Tigre Bianca. Facendo leva sulla lunga lista di successi della Tigre Bianca come vigilante, Matt dimostra il carattere di Hector e la giuria lo dichiara non colpevole. La vittoria, però, non dura a lungo. La notte successiva, quando Hector indossa il costume della Tigre Bianca e scende in strada per proteggere la gente di New York, viene colpito a bruciapelo alla testa da una misteriosa figura che indossa un giubbotto antiproiettile con il logo del Punitore dipinto sopra.
Il Punitore non è un modello di comportamento per gli agenti di polizia

L’ironia di tutto ciò è che Frank Castle disprezza i poliziotti corrotti e sarebbe probabilmente disgustato da questi agenti che usano il suo simbolo pervertendo la giustizia. I metodi del Punitore, pur essendo avvincenti dal punto di vista narrativo, rappresentano una rottura fondamentale dell’ordine sociale che non dovrebbe mai essere glorificata o emulata. Frank Castle non è un eroe, ma un assassino di massa profondamente danneggiato che opera completamente al di fuori dei confini della legalità e della morale. Nel corso della sua storia a fumetti, Castle stesso ha ripetutamente riconosciuto questa verità sulla sua natura e sul suo scopo.
In Punisher #13, lo scrittore Matthew Rosenberg e l’artista Szymon Kudranski hanno affrontato direttamente il fenomeno reale dell’adozione del simbolo del teschio del Punitore da parte delle forze dell’ordine. In una scena di grande impatto, Frank incontra degli agenti di polizia che esprimono ammirazione per i suoi metodi, uno dei quali mostra addirittura un adesivo con il teschio del Punitore sulla sua auto di pattuglia. La risposta di Castle è immediata e inequivocabile:
“Lo dirò una volta sola. Non siamo uguali. Hai giurato di difendere la legge. Tu aiuti le persone. Io ho rinunciato a tutto questo molto tempo fa. Tu non fai quello che faccio io. Nessuno lo fa”.
Poi strappa violentemente l’emblema del teschio dall’auto, dicendo agli agenti: “Avete bisogno di un modello? Si chiama Capitan America e sarebbe felice di avervi con sé”.
Questo momento riflette la consapevolezza di Frank che la sua esistenza rappresenta un fallimento del sistema giudiziario, non un’aspirazione. In numerose storie – da quella fondamentale di Punisher MAX di Garth Ennis a interpretazioni più recenti – Castle ha esplicitamente rifiutato l’eroismo. “Non sono un uomo buono”, afferma in Punisher: War Zone. In PunisherMAX #21, ammette: “Non c’è fine alle uccisioni. C’è solo la missione. La guerra”. Queste non sono le parole di qualcuno che dovrebbe ispirare coloro che hanno il compito di proteggere e servire le comunità.

Gerry Conway, il creatore del personaggio, si è espresso in modo altrettanto esplicito sull’appropriazione indebita del simbolo del Punitore (via Uproxx): “Per me è inquietante ogni volta che vedo figure autoritarie abbracciare l’iconografia del Punitore, perché il Punitore rappresenta un fallimento del sistema giudiziario. Dovrebbe incriminare il collasso dell’autorità morale sociale e la realtà che alcune persone non possono dipendere da istituzioni come la polizia o l’esercito per agire in modo giusto e capace”.
Conway sottolinea ulteriormente la contraddizione insita nell’adozione del simbolo da parte delle forze dell’ordine: “L’antieroe vigilante è fondamentalmente una critica al sistema giudiziario, un esempio di fallimento sociale, quindi quando i poliziotti mettono i teschi del Punitore sulle loro auto o i membri delle forze armate indossano le toppe con il teschio del Punitore, in pratica si schierano con un nemico del sistema. Stanno abbracciando una mentalità da fuorilegge. Che si pensi che il Punitore sia giustificato o meno, che si ammiri il suo codice etico, è un fuorilegge. È un criminale. La polizia non dovrebbe abbracciare un criminale come proprio simbolo”.
Ciò che rende Daredevil: Born Again esplora questo tema in modo particolarmente incisivo è il modo in cui rivela le pericolose conseguenze di questo fenomeno. Gli agenti dello show, ispirati dal Punisher, hanno abbandonato completamente il giusto processo, sostituendolo con l’intimidazione, la manomissione delle prove, la coercizione dei testimoni e infine l’omicidio. Questo ritratto illustra chiaramente cosa succede quando gli agenti delle forze dell’ordine smettono di vedersi come funzionari pubblici e iniziano a vedersi come arbitri della punizione: diventano gli stessi criminali che dovevano arrestare.
A peggiorare ulteriormente le cose, Frank Castle, per quanto brutale, possiede un codice morale contorto ma coerente. Questi agenti hanno adottato i suoi metodi abbandonando ogni senso dei principi, diventando proprio il tipo di figure autoritarie corrotte che il vero Punitore probabilmente prenderebbe di mira. Mentre Daredevil: Born Again continuerà a sviluppare questa trama, ricordando che i simboli sono importanti e che il teschio del Punitore non è mai stato concepito come un distintivo d’onore, soprattutto per coloro che già indossano un vero distintivo.
I nuovi episodi di Daredevil: Born Again vengono trasmessi in anteprima su Disney+ ogni martedì. Come pensate che il Frank Castle del MCU reagirà alla notizia di avere un fanclub? Unitevi alla discussione nei commenti!


