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NerdPool > Blog > Anime > DOOM 64 – Recensione del capitolo più controverso della saga
Anime

DOOM 64 – Recensione del capitolo più controverso della saga

Christian Pollini
28 Marzo 2020
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7 Min
DOOM 64
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In questo periodo, con l’uscita di DOOM Eternal (del quale trovate qui la nostra recensione), la serie FPS più famosa della storia dei videogiochi sta passando un gran bel periodo, infatti il nuovo episodio dela fortunata saga sta riscuotendo un (meritatissimo) enorme successo di pubblico e critica

Ma oltre ad Eternal gli appassionati possono mettere le mani anche su un altro capitolo del franchise: infatti assieme all’ultimo episodio dello shooter di id Software è stato pubblicato su PC e console anche DOOM 64, versione rimasterizzata del capitolo “apocrifo” della saga uscito originariamente nel 1997 su Nintendo 64, per la prima volta pubblicato ufficialmente anche su piattaforme non Nintendo.

Ebbene, abbiamo provato per voi DOOM 64, ed ecco la nostra recensione by Nerdpool!

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Il trailer diannuncio di DOOM 64

Un po’ di storia

DOOM 64 è sempre stato considerato un capitolo un po’ controverso dalla fanbase della saga, per diversi motivi: dall’esclusività della console Nintendo allo stile visivo particolare ed unco per la serie, passando per lo sviluppo un po’ travagliato affidato a Midway e quindi non sviluppato internamente da id Software, fra gli appassionati ha quindi assunto la nomea di titolo “apocrifo” e in un certo senso minore, niente di più sbagliato signori.

DOOM 64
Avvicinati, oh mio caprino amico, ho qualcosa da dirti…

In realtà DOOM 64 è un vero DOOM a tutti gli effetti, veloce, brutale, adrenalinico e violento come solo un capitolo di questa storica saga può essere. Inoltre è canonico al 100%, come dimostra anche la straordinariamente dettagliata lore (e non solo) presente tramite il Codex in DOOM Eternal, la quale offre più di un riferimento a questo episodio.

Anche la questione dello sviluppo affidato a Midway non è un reale motivo per considerare DOOM 64 uno spin-off o poco più, in quanto id Software supervisionò l’intero progetto per assicurarsi che il gioco rispettasse determinati canoni e standard di gameplay per essere a tutti gli effetti un degno episodio della serie.

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Il design di armi, nemici e scenari piuttosto diversi rispetto ai primi capitoli originali è da attribuirsi alla volontà degli sviluppatori di offrire un titolo dalle tinte più oscure ed horror, stile che poi in parte venne ripreso in seguito dalla stessa id Software per DOOM 3, il capitolo ad oggi più dark della saga.

Demoni rimasterizzati

DOOM 64 torna sui nostri schermi dopo 23 anni nella forma più smagliante possibile senza ricorrere a stravolgimenti tecnici e di gameplay, ricordiamo che è in fin dei conti una remaster e non un remake.

DOOM 64
Tutti muscoli e niente cervello questi demoni… e lo so bene, li ho fatti esplodere e ho controllato!

Il gioco ha subito un trattamento equiparabile al lavoro fatto con le recenti remaster su console dei primi due capitoli classici di DOOM, con il framerate elevato fino a 60 fotogrammi al secondo, una certa pulizia dell’immagine per quanto riguarda gli ambienti grazie all’aumento della risoluzione e così via. Da segnalare, a differenza dei sopracitati primi episodi della serie, l’adattamento del formato video allo standard attuale di 16:9, ottenuto senza alcuna deformazione dell’immagine, un buon lavoro.

Per il resto gli elementi bidimensionali dello scenario, così come i nemici e le nostre armi mantengono l’aspetto grafico di allora, un po’ sgranato ma ben adattato e dal giusto sapore retrò, così come è rimasto invariato il comparto audio, con musiche decisamente d’atmosfera e incalzanti al punto giusto, ed effetti sonori spesso iconici e riconoscibilissimi.

Per questo motivo non troverete tra i nostri giudizi finali quelli riguardanti la grafica ed il sonoro, in quanto al netto delle migliorie ed aggiornamenti apportati questi due aspetti non sono giudicabili attraverso gli odierni parametri: abbiamo dunque optato per giudicare nel dettaglio gameplay e longevità, aspetti nei quali un titolo come DOOM 64 può assolutamente dire la sua anche al giorno d’oggi.

Che la carneficina (ri)cominci

Il gameplay di DOOM 64 si poggia sugli stilemi classici dei capitoli originali della saga: massacro indiscriminato di demoni, non morti e tutte le creature infernali che ci si pareranno davanti, esplorazione alla ricerca delle classiche id-key colorate per proseguire nei livelli, bocce di fuoco a profusione e segreti in quantità.

DOOM 64
Quei Cacodemoni non promettono nulla di buono, non trovate?

I ritmi si fanno sempre più serrati mano a mano che si avanza nei 30 livelli che compongono la campagna, e la difficoltà non è da prendere sotto gamba nelle fasi di gioco più avanzate, anche se si sceglie un livello di sfida non particolarmente elevato: DOOM 64 non fa sconti a nessuno, fa sul serio e non bisogna sottovalutare la sua cattiveria.

Il sistema di controllo è stato ben adattato all’utilizzo del pad, come avvenuto ai suoi illustri predecessori, rimanendo in ogni caso fedele al gameplay classico, ovvero rinunciando ad implementare la visuale libera, in su e in giù non è possibile spostare lo sguardo com’è giusto che sia. La versione da noi provata è quella Playstation 4 (testata su una Pro ma non vi è alcun miglioramento sulla console mid-gen), ma il gioco è disponibile anche su PC, Xbox One e Nintendo Switch.

La longevità è decisamente elevata, come detto sono ben 30 i livelli che compongono la campagna (non esiste alcuna modalità multigiocatore) e ci vorranno almeno una quindicina di ore per raggiungere i titoli di coda alla prima run, una durata considerevole per un titolo di questo genere.

Per tirare le somme questo ritorno di DOOM 64 è una ghiotta occasione per recuperare finalmente dopo 23 anni uno dei capitoli più bistrattati del franchise, ma che ha davvero molto da dire ancora oggi, e finalmente proposto al di fuori dell’esclusività che lo legava al Nintendo 64 è un’occasione irrinunciabile per qualsiasi amante degli FPS old-school, anche in virtù del prezzo quasi irrisorio (parliamo di meno di 5€ su tutte le piattaforme). Allora che aspettate, e ora di trucidare nuovamente demoni!

ARGOMENTI:Bethesdaid softwareRecensione
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DiChristian Pollini
Mi chiamo Christian, sono nato nel 1983 e più o meno dal 1989 (anno in cui ricevetti la mia prima console da gioco, il leggendario Nintendo NES) sono irrimediabilmente appassionato di videogiochi. Ho passato tutti i tipi di piattaforme, dai PC alle console di tutte le generazioni dagli 8 bit in poi mi sono sempre tenuto aggiornato ed informato su tutti gli aspetti di questa piccola grande passione. Appassionato inoltre di cinema, fumetti, libri, giochi di ruolo, serie TV e più o meno tutto ciò che ruota attorno alla cultura nerd.
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2 commenti 2 commenti
  • Paolo Celli ha detto:
    28 Marzo 2020 alle 22:43

    salve, nella terza foto sono cacodemoni, non elementali del dolore 🙂

    Rispondi
    • Christian Pollini ha detto:
      1 Aprile 2020 alle 14:08

      Corretto grazie, avendo il look classico degli Elementali del Dolore ho dato per scontato fossero loro e che avessero omesso i Cacodemoni, non essendoci un bestiario in game è un po’ difficile capire con tutte quelle modifiche estetiche, in effetti dopo una ricerca ho capito che in DOOM 64 sono considerati Elementali del Dolore quelli con le due bocche rognosissimi da affrontare

      Rispondi

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