Il Dracula di Bram Stoker è una pietra miliare della letteratura che ha plasmato l’immaginario collettivo sul tema del vampirismo e ha ridefinito il gotico per i secoli a venire. L’ultima, meravigliosa edizione, è stata pubblicata dalla casa editrice Giunti nel 2024 e tradotta da Stefano Travagli.

TRAMA
La storia si sviluppa attraverso documenti, diari, lettere, ritagli di giornale e registrazioni su fonografo, il che le conferisce immediatezza e realismo documentaristico e, di conseguenza, un’amplificazione del senso di terrore e autenticità della minaccia.
Il giovane avvocato Jonathan Harker si reca in Transilvania, nel castello del conte Dracula, per concludere una transazione immobiliare. Qui, Harker scopre la natura mostruosa del suo ospite. Una volta giunto in Inghilterra, Dracula inizia la sua opera di corruzione e morte, prendendo di mira prima Lucy Westenra, poi l’amata Mina Murray. L’unico in grado di comprendere e contrastare la minaccia è il professor Abraham Van Helsing, il cui team di “cacciatori di vampiri” si lancia in un’epica caccia per sconfiggere il male.
“LA VITA IN FONDO COS’È? SOLO L’ATTESA DI QUALCOSA D’ALTRO, NO? E LA MORTE È L’UNICA COSA CHE POSSIAMO ESSERE SICURI CHE VIENE”
RECENSIONE
Il vero valore di Dracula risiede nel suo impatto duraturo sulla letteratura e sulla cultura popolare.
Stoker ha elevato il vampiro a figura letteraria complessa e affascinante, da rozza e grottesca qual’era in ambito folkloristico. Infatti, Dracula è un nobile decaduto, colto e seducente, che incarna il fascino pericoloso, l’erotismo latente e la tentazione dell’immortalità. Nel caratterizzarlo, l’autore fissa il canone sui vampiri sulla debolezza alla luce del sole, l’avversione per l’aglio e i simboli sacri, il bisogno di dormire nella propria terra natia.
“UN NOSFERATU NON MUORE COME APE DOPO CHE HA PUNTO”
Dietro tale apparenza si nascondono le ansie della società vittoriana di fine secolo: Dracula, che arriva dall’Europa orientale barbara per infettare la pura Inghilterra occidentale, simboleggia la paura vittoriana dell’invasione, dell’ignoto e della contaminazione morale e razziale. Inoltre, il Conte rappresenta la repressione sessuale dell’epoca e la successiva caccia al mostro diventa battaglia per ristabilire l’ordine morale e sessuale della società. A portarla avanti è Van Helsing, il medico-filosofo che unisce l’approccio razionale della scienza moderna con le antiche leggende.
Il romanzo potete trovarlo QUI
STOKER – BESSON: SCONTRO PERSO IN PARTENZA
Dracula ha generato un numero considerevole di film, dalle prime rappresentazioni come Nosferatu (1922) con Max Schreck, alle interpretazioni di Christopher Lee e Gary Oldman, per arrivare all’ultima di Caleb Landry Jones, diretto da Luc Besson in Dracula – L’amore perduto.
Francamente, considero la pellicola del 2025 uno degli sforzi peggiori mai visti sul grande schermo negli ultimi anni. La scelta di trasformare il conte più terrificante della storia in un generico uomo motivato da un amore sdolcinato e forzato, è il primo tasto dolente di questo film. Il dramma interiore di Dracula è trattato con una superficialità disarmante, sfociando in dialoghi che strappano risate involontarie anziché suscitare empatia o terrore.

L’attore protagonista è intrappolato in una sceneggiatura che lo rende nient’altro che una figurina patinata. Il suo Dracula non ha nulla della minaccia gotica, del fascino decadente o dell’orrore primordiale che ci si aspetta e gli altri personaggi non sono altro che fastidiosi cliché: la damigella in pericolo o il cattivo di turno con motivazioni abbozzate. Anche gli effetti speciali lasciano a desiderare, soprattutto nelle scene di combattimento in CGI.
Invece di evocare l’ombra e il mistero, ci ritroviamo inquadrature patinate, musica epica fuori luogo e un montaggio frenetico che annulla ogni senso di pericolo reale.
CHI È BRAM STOKER
Abraham Bram Stoker nacque a Dublino, in Irlanda, nel 1847 e trascorse a letto i primi sette anni di vita per una lunga malattia. Questa fase fu importante per la sua fantasia, alimentata dai racconti di fantasmi e folklore della madre.
Un evento cruciale della sua vita fu l’incontro con il celebre attore Henry Irving, di cui divenne assistente personale e in seguito direttore economico del Lyceum Theatre di Londra, di proprietà dello stesso Irving.
Dopo la morte di Henry Irving nel 1905, Stoker (che aveva già raggiunto una certa notorietà con il suo Dracula nel 1897) pubblicò altre opere, tra cui le memorie Personal Reminiscences of Henry Irving (1906). Morì a Londra il 20 aprile 1912, all’età di 64 anni.




