Non si può negare quanto la popolarità di Dune abbia cambiato il cinema di fantascienza su scala epica. Il primo film ha guadagnato 410 milioni di dollari in tutto il mondo, mentre il secondo lo ha superato con 714 milioni di dollari in tutto il mondo, battendo i record e guadagnandosi il posto di uno dei migliori film del 2024 (non a caso è uno dei candidati all’Oscar per il miglior film di quest’anno). Per ottenere un tale successo, Denis Villeneuve si è addentrato nella saga letteraria di Frank Herbert, riuscendo a capire come adattarla in modo da rivolgersi ad un pubblico il più vasto possibile (cosa che purtroppo David Lynch non riuscì a fare nel 1984). Certo, gli adattamenti comportano dei cambiamenti, ma Villeneuve è rimasto il più fedele possibile alla storia, tanto che alcuni potrebbero sostenere che i due film superano addirittura il materiale originale.
Dune si sta preparando per un altro sequel, ma i fan hanno già una solida idea di cosa aspettarsi, visto che i primi due film hanno regalato alcune scene assolutamente brillanti e indimenticabili (impressionando persino altri grandi registi). Ma quali sono stati i momenti più importanti che sono andati al di là di quanto contenuto nel libro?
Paul scopre la verità sulla sua discendenza

Questo momento è drammatico e carico di tensione. Non solo Paul rivela al pubblico di essere il nipote del Barone, ma si rende anche conto di non essere una figura completamente virtuosa. Riconoscendo il suo lignaggio Harkonnen, Paul inizia a vedere che le sue azioni non sono poi così diverse da quelle della casata che è cresciuto disprezzando. Questo lo costringe a confrontarsi con una scomoda verità su se stesso: per molti versi, è un prodotto della stessa violenza e ambizione che un tempo condannava. Cambiare il momento in cui questo segreto viene alla luce è stata una mossa intelligente.
Feyd-Rautha in lotta nell’arena

Adattare un libro non è facile, ma la scena di combattimento di Feyd-Rautha che mostra di cosa è capace è sicuramente uno di quei momenti in cui la storia riesce a colpire di più sullo schermo. Una delle scelte di Villeneuve in Dune è stata quella di dare al pianeta Giedi Prime un’estetica totalmente distinta dagli altri mondi, che vale la pena menzionare da sola. Ma nel secondo film, Feyd-Rautha viene presentato come uno psicopatico, quindi ogni scena in cui si trova aveva bisogno di una vibrazione intimidatoria. Addestrato a diventare un leader e destinato a prendere il posto dello zio, il barone Vladimir Harkonnen, i suoi combattimenti nell’arena servono solo a mostrare al pubblico la sua abilità e il suo coraggio.
Nel libro, questa scena avviene, ma non è incentrata su Feyd: è più incentrata sulla prospettiva del Barone e delle persone che lo accompagnano, mostrando le manipolazioni e gli schemi politici del cattivo. In Dune – Parte Due, però, la scena si sposta completamente per mettere i riflettori su Feyd-Rautha nell’arena, che combatte e uccide brutalmente i suoi avversari (non del tutto consapevoli). Questo dà al pubblico uno sguardo molto più diretto e intenso su chi è Feyd e prepara quello che ci si può aspettare quando alla fine si scontrerà con Paul.
Il discorso di Paul come Lisan al-Gaib

Questo è uno dei momenti più indimenticabili e intensi di Dune – Parte Due. L’interpretazione di Timothée Chalamet è assolutamente incredibile e aggiunge molto al peso drammatico della scena, ma è anche una grande vittoria per la sceneggiatura, soprattutto perché il discorso di Paul ai Fremen nel sietch non esiste nel libro. Nel materiale di partenza, Paul assume il ruolo di leader e di messia, ma senza un momento decisivo, che cambi il gioco. La sua ascesa si costruisce invece attraverso piccole interazioni che convincono gradualmente i Fremen del suo status profetico.
Nel film, il viaggio di Paul è presentato in modo più diretto e completamente drammatizzato, il che funziona brillantemente per mostrare la portata della preparazione di una guerra che è fondamentale per la storia di Dune. Mentre alcuni Fremen hanno ancora dei dubbi, è quando Paul rivela con sicurezza e un po’ di intimidazione dettagli personali sulle loro vite che lo shock colpisce, non lasciando spazio a dubbi sul fatto che sia il leader che stavano aspettando. È anche un grande punto di svolta per Paul stesso, che per la prima volta entra veramente nel suo ruolo e si assume la responsabilità di un destino che è stato tracciato per lui. Per i fan, questa è una di quelle scene che non si può fare a meno di rivedere.
Il raccoglitore di spezie e il verme nel deserto

In Dune, i Vermi delle Sabbie (sandworm) sono creature terrificanti per chiunque non sia un Fremen. I film fanno un ottimo lavoro nel mostrarlo, poiché la loro presenza è sempre d’impatto. Ma la prima volta che questo mostro del deserto appare, è imprevedibile e pieno di adrenalina, a differenza di come viene presentato nel libro. Quando Paul, il Duca Leto, Gurney e Liet-Kynes stanno effettuando un’ispezione aerea di una miniera di spezie, vedono una navicella che non riesce a recuperare un raccoglitore di spezie pieno di lavoratori, con un verme che si avvicina da sotto il deserto.
Nel libro, ci si affretta a pianificare il salvataggio, ma Paul rimane nell’ornitottero, osservando con orrore il verme che alla fine consuma l’area – non mette mai piede sulla sabbia. Nel film, Paul vuole immediatamente partecipare alla missione di salvataggio. Nel bel mezzo della missione, ha un momento di preveggenza e vede una visione di Chani. Si blocca, cadendo in trance sulla sabbia, fino a quando Gurney non lo fa scattare. Dune non è propriamente una storia di azione e avventura, ma per il film questo cambiamento di Villeneuve aggiunge un potente tocco cinematografico. È ancora più simbolico, con Paul sulla sabbia di Arrakis mentre le particelle di Melange si alzano intorno a lui, alludendo al suo legame più profondo con il pianeta.
Paul in sella a un Verme delle Sabbie per la prima volta

Cavalcare un sandworm è un importante rito di passaggio nella cultura Fremen, e vedere Paul farlo per la prima volta è qualcosa che tutti aspettavano. Ancora una volta, l’adattamento di Villeneuve si è preso dei rischi, arricchendo il momento con tonnellate di dettagli e creando emozioni sia per i personaggi che per il pubblico. Nel libro, la situazione viene discussa in anticipo, ma quando accade davvero, c’è poca suspense e la scena si conclude rapidamente. Paul riesce a montare lo Shai-Hulud da solo, ma presto si uniscono a lui Stilgar e altri Fremen. È più una prova che la sfida intensa e determinante mostrata in Dune – Parte Due.
Nel film, i Fremen si riuniscono per assistere al momento e un pesante silenzio cala sul deserto. La telecamera si concentra su Paul e l’intera scena è carica di tensione. Mentre il verme si avvicina, l’attesa cresce e quando Paul riesce a montarlo, il modo in cui la scena è inquadrata e ripresa trascina lo spettatore nell’esperienza. Il processo è mostrato in dettaglio, senza fretta, sottolineando la lotta che Paul deve affrontare per resistere. Quando finalmente ci riesce, i Fremen scoppiano in festa. È ancora più significativo perché riesce a cavalcare un enorme esemplare senza alcun aiuto, il che porta Stilgar a rafforzare l’idea che Paul sia davvero Lisan al-Gaib.




