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Videogiochi

Dustborn – Recensione

Davide Viola
14 Agosto 2024
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8 Min
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Viviamo in un mondo in cui la propria voce ha una cassa di risonanza molto importante come internet. Un luogo dove ognuno è in grado di esprimersi e di portare le proprie idee, ma è anche il luogo dove la falsità delle informazioni, spesso strillate a gran voce, si propaga come un virus intaccando le menti e cambiando le convinzioni e il comportamento delle persone. Proprio il ruolo della voce è centrale in Dustborn, il nuovo titolo targato Red Thread Games e Spotlight by Quantic Dream, così come lo sono la relazione tra i personaggi che caratterizzano questo titolo single player. Andiamo insieme a scoprire cosa ne pensiamo nella nostra recensione!

Un viaggio in compagnia

Pax, Theo, Noam e Sai sono in macchina, stanno fuggendo da una pattuglia e, dopo esserci riusciti, arrivano a La Torre, un luogo nel quale cambieranno il loro mezzo di trasporto perché devono attraversare quelli che un tempo erano gli Stati Uniti d’America. Qui, dopo una breve pausa atta a riposare e a curare delle ferite, ha davvero inizio il loro viaggio dove, a bordo di un vecchio pullman, cercheranno di raggiungere la Nuova Scozia per portare loro dei dati segreti che hanno trafugato dai Puritani, la società che controlla lo stato di Pacifica, altamente tecnologica e che non vuole più Anomali.

Per raggiungere la Nuova Scozia però dovranno attraversare il territorio della Repubblica, sotto le mentite spoglie di una band punk-rock, dove la Giustizia, una forza di giustizia di stampo fascista, mantiene l’ordine e desidera anch’essa mettere un freno agli Anomali, curandoli o uccidendoli.

Chi sono gli Anomali?

Gli Anomali sono persone capace di influenzare altre persone o se stesse, grazie al potere della voce. Una forza capace di cambiare animi e azioni in un singolo istante, che chi è al comando non può far altro che temere perché, per loro, rappresenta un pericolo a quello che loro propongono. Pax, Sai e Noam sono degli Anomali, ognuno con un potere diverso e ben preciso, in grado di far cambiare completamente l’animo delle altre persone, ma non sono gli unici che incontreremo all’interno di Dustborn, ma non vogliamo svelarvi troppo perché la storia di questo titolo è da vivere sulla propria pelle.

Stile Punk-Rock

Lo stile grafico di Dustborn è molto fumettistico e, sin dal primo momento, ricorda moltissimo Borderlands. Un fatto ci ha lasciato piacevolmente stupiti perché dona al titolo uno stile riconoscibile e adatto alla storia. Il livello è decisamente alto, seppur ci sia ogni tanto bug grafici di collisione o di trapasso, ma questo non mina in alcun modo l’esperienza di gioco. Per quanto riguarda il comparto sonoro siamo su ottimi livelli, perché i suoni sono molto realistici, ma la vera chicca sono le canzoni che andremo a suonare durante il nostro tour e che Pax creerà per riuscire a dimostrare di essere un gruppo di musicisti durante il loro viaggio.

Una menzione a parte va fatta per il doppiaggio, in inglese, che ci immerge nel mondo di Dustborn in maniera fantastica, con voci quanto mai calzanti per ogni personaggio, e queste elevano l’esperienza in maniera incredibile.

Un loop divertente e introspettivo

Il gameplay di Dustborn è molto lineare e stabile: si raggiunge una nuova location, si cercano gli Echi (non vogliamo fare spoiler su cosa siano), si completa la missione, ci si ritrova attorno al focolare con i propri compagni, e si torna sul bus prima di raggiungere un nuovo luogo. Questo può sembrare ripetitivo, ma nasconde molto di più. In primo luogo perché ogni missione è differente e nasconde spunti narrativi, coi quali possiamo conoscere il comportamento di alcuni nostri compagni in diverse situazioni, ma la cosa più importante è sicuramente il momento conviviale attorno al falò. Questi sono i momenti in cui i personaggi che accompagnano Pax nella sua avventura, che aumentano col proseguire della storia, hanno un confronto e questo ci permette di vedere le loro reazioni alle nostre azioni e come le nostre parole siano in grado di influenzare il loro carattere. Inoltre, anche Pax in questi momenti tranquilli può fermarsi a riflettere per cercare di mettere ordine nei propri pensieri e capire come le sue azioni, e le sue parole, cambino le persone accanto a lei.

Le missioni, oltre a essere sempre diverse, mostrano il lato più action del titolo, infatti, molto spesso ci troveremo costretti a lottare per la nostra sopravvivenza grazie alla nostra mazza da baseball leggermente modificata e potenziabile. Oltre a questo, durante le missioni avremo modo di utilizzare anche la Vox di Pax per proseguire, evitando scontri e aiutando le persone vicine a noi. In alcuni momenti, invece, dovremo dimostrare la bravura della nostra band, in questi momenti avrà inizio un breve rhythm game dove, in maniera molto classica, dovremo premere il tasto giusto a tempo con la musica.

La potenza delle parole

Dustborn è un gioco che ci mostra la vera potenza delle parole, come queste siano in grado di cambiare il mondo nel quale viviamo, ma anche di come queste influenzano le persone accanto a noi. Proprio questo, ci sprona a ragionare sull’impatto che le nostre voci, scritte o parlate, hanno su noi stessi e sulle altre persone. Le parole, in Dustborn, si trasformano in scelte, capaci di cambiare il nostro cammino e, soprattutto, il finale della storia donando rigiocabilità e longevità al titolo che, a una prima run, si attesta circa sulle quindici ore. Le conseguenze delle nostre scelte, inoltre, potremo vederle al termine di ogni capitolo dove potremo vedere un recap delle nostre avventure sotto forma di fumetto, una feature che ci permette di non perdere mai il filo della narrazione.

Critica sociale

Dustborn, come molti titoli di questo genere, mette in evidenza una critica sociale importante, dove il diverso, in questo caso gli Anomali, non sono accettati, così come le fallace di uno stato di polizia o di uno completamente al servizio della tecnologia. Ovviamente, questo è dovuto a degli importanti eventi storici appositamente rivisitati, ma anche a ciò che ha portato alla creazione degli Anomali, che però non vogliamo rivelarvi perché crediamo fermamente che questa storia meriti di essere giocata e vissuta in prima persona.

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ARGOMENTI:DustbornIndie GamesRed Thread Games
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DiDavide Viola
Nerd appassionato di lettura e storie. Quando non ho un fumetto o un pad in mano, costruisco Lego, Gunpla, mondi, storie, progetti editoriali e, soprattutto, castelli in aria.
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