Edgar Wright ha lasciato il segno negli adattamenti a fumetti dirigendo il cult Scott Pilgrim vs. the World, ma non ha ancora firmato un film per Marvel o DC. Non per mancanza di tentativi: com’è noto, Wright era stato scelto per dirigere Ant-Man prima di abbandonare il progetto a causa di divergenze creative. Da allora ha preferito concentrarsi su film indipendenti come Baby Driver e The Running Man. Data la sua creatività, molti fan sognano di vederlo alle prese con un cinecomic ad alto profilo – ma dovrebbero esserci le condizioni giuste.
Durante un’intervista al podcast Happy Sad Confused, il conduttore Josh Horowitz gli ha chiesto se prenderebbe in considerazione l’idea di dirigere un progetto dei DC Studios, ricordando che James Gunn vuole trasformare DC in un “sandbox” creativo pensato per i registi. Wright ha risposto: «Non so… Dipende tutto dal titolo. Quando queste proposte arrivano – e Ant-Man ne è la prova – io sono attratto dai progetti che permettono di fare qualcosa di nuovo, di impostare il ritmo. Il Batman del 1989, quando uscì, era il film più grande dell’anno, ma allo stesso tempo era incredibilmente specifico, stravagante, profondamente tim-burtoniano. Lo stesso vale per il Spider-Man di Sam Raimi o per Batman Begins di Christopher Nolan.»
Wright ha poi aggiunto: «Senza entrare nei dettagli, e rispettando il mio NDA, il motivo per cui ho dovuto lasciare Ant-Man è che, dopo otto anni di lavoro sulla sceneggiatura, ormai esisteva una formula. Non solo una continuità da rispettare, ma anche un’estetica, un modo preciso di girare. Molte riprese di seconda unità, tanta VFX. Non avrei potuto realizzare quel film come avevo fatto con Scott Pilgrim vs. the World.»
Gli Elseworlds potrebbero essere la chiave per portare Wright nel DCU
Wright ha uno stile registico così riconoscibile che avrebbe senso assumerlo solo se gli si lasciasse piena libertà creativa, per realizzare un vero “film di Edgar Wright”. Esistono esempi di autori che hanno firmato grandi film di supereroi all’interno di universi condivisi senza perdere la propria identità – James Gunn è uno dei più evidenti, grazie a Guardiani della Galassia e Superman. Tuttavia, trovare un equilibrio tra visione personale e coerenza del DCU resta complicato. Anche concedendo margini ai registi (vedi il Clayface a budget medio), la continuità narrativa potrebbe rappresentare un ostacolo.
Se il DCU “principale” non fosse adatto a Wright, esiste però una strada alternativa. Gunn ha espresso interesse a sviluppare progetti Elseworlds, storie cioè ambientate al di fuori della continuità principale, proprio come nei fumetti. The Batman – Parte II di Matt Reeves rientra già in questa categoria, il che gli permette di realizzare il film che vuole senza preoccuparsi dei collegamenti con il DCU. Se questo approccio dovesse funzionare – e non confondere il pubblico – un film Elseworlds potrebbe essere perfetto per un autore come Wright, libero di realizzare l’opera esattamente come vuole.
Wright si divertirebbe davvero con un progetto Elseworlds
Nel corso della sua carriera, Wright ha dimostrato un talento unico nel costruire sequenze d’azione visivamente brillanti e ricche di stile. Ha una capacità innata di dare nuova linfa ai generi che affronta, ed è affascinante immaginare cosa potrebbe fare con un personaggio DC. I grandi eroi potrebbero essere off-limits – il DCU ha già piani per Batman e Wonder Woman – ma Gunn e Wright potrebbero esplorare il vastissimo archivio DC per dare risalto a un personaggio meno noto.
Con l’accoglienza tiepida riservata a The Running Man – tra recensioni miste e incassi deludenti – Wright potrebbe essere pronto per un progetto che gli permetta di rilanciarsi. Potrebbe tornare a collaborare con Simon Pegg su qualcosa di nuovo, certo, ma una collaborazione con i DC Studios potrebbe essere un altro modo per rimettersi in gioco. Nonostante il finale divisivo di Peacemaker stagione 2, l’era Gunn è partita bene e il pubblico è curioso di vedere cosa arriverà. Dare finalmente a Wright l’occasione di dirigere un grande film di supereroi potrebbe aumentare ancora di più l’attesa per il futuro del DCU.
