Il Saggiatore ripropone in due edizioni illustrate da Mazzetti e Talentino i saggi del massimo esperto di filologia del ‘900 Károly Kerényi, Gli dèi e gli eroi della Grecia. Le opere sono state tradotte da Vanda Tedeschi.

Trama
I due volumi seguono narrazioni distinte, intrecciate da un unico comune denominatore affidato alle parole dello stesso autore: “Restituire la mitologia ai suoi legittimi proprietari: non gli specialisti della filologia, ma gli “adulti” in cerca di senso”.
–Gli dèi della Grecia (1951): nel primo volume, Kerényi si concentra sulle origini, dal Caos primordiale alla strutturazione del Pantheon olimpico, focalizzandosi non solo sull’aneddoto, ma anche sull’epifania, momento in cui la divinità si manifesta. Dalla sua lettura, gli dèi sono ambivalenti, crudeli e bellissimi, descritti come potenze cosmiche che hanno dato forma all’esistenza.
–Gli eroi della Grecia (1958): in questo secondo saggio, l’autore narra del tempo, del destino e della morte che incombevano sugli eroi antichi, Eracle, Teseo, Edipo e gli Atridi. Viene esplorato il concetto di heros non come paladino del bene, ma come legato al culto dei morti e al superamento del limite. Ogni eroe diviene archetipo di una particolare sofferenza o conquista umana.
Soltanto con la sovranità di Zeus essa [la mitologia greca] diventò la nostra mitologia.
Recensione
La scrittura di Károly Kerényi è altamente evocativa, oscillando tra rigore della filologia germanica e partecipazione favolistica al racconto mitologico. La sua peculiarità non è raccontare dall’esterno, ma adottare una prospettiva interna e lasciando parlare i suoi eroi e dèi; spesso adotta il “noi” ed eleva le storie antiche a realtà fenomenologica di cui si avverte forte il respiro ellenico. In questo modo, il lettore non si sente davanti a un libro di scuola, ma testimone di una rivelazione, l’epifania di cui sopra, appunto.
L’autore non inventa nulla perché ogni aggettivo che attribuisce a una divinità o a un eroe deriva da un frammento di Pindaro, un verso di Omero o un’iscrizione orfica e, spesso, invece di scegliere una sola versione di un mito, Kerényi spesso accosta le diverse varianti. Da qui, la struttura a mosaico dei due saggi.
Laddove Gli dèi della Grecia è ampio, solare e teso a mostrare l’aspetto eterno del mondo, Gli eroi della Grecia si fa tragico, cupo e volto a mostrare il limite umano e il suo superamento.
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L’Autore
Károly Kerényi (1897–1973) è stato uno dei giganti della filologia classica e della storia delle religioni del XX secolo.
Divenne una figura centrale della vita intellettuale ungherese, insegnando nelle università di Pécs e Budapest ma, con l’ascesa del nazismo e del comunismo, la sua libertà di ricerca fu minacciata, spingendolo verso l’esilio.
Stabilitosi in Svizzera, conobbe lo psichiatra Carl Gustav Jung e, insieme, esplorarono il legame tra la mitologia antica e la psicologia analitica.
Morì ad Ascona nel 1973 lasciando, tra le diverse opere, Prolegomeni allo studio scientifico della mitologia (1941), Eleusi: Archetipo del mondo dei misteri (1962) e Dioniso: Archetipo della vita indistruttibile (1976).

