Nel 2018 DC Comics ha lanciato l’etichetta Black Label, sotto la quale ha iniziato a pubblicare serie destinate a un pubblico più maturo, ambientate non solamente nell’universo DC. Tra le varie iniziative, l’anno successivo è nata anche la Hill House Comics, sottoetichetta gestita da Joe Hill, alias Joseph Hillström King, figlio del re del terrore Stephen King e autore di numerosi romanzi e fumetti, compresa la serie Locke & Key. Ideata allo scopo di raccontare diverse sfumature di orrore, quest’operazione non ha avuto forse il clamore e il successo sperato e si è, per il momento, conclusa con un totale di sei miniserie (più una storia uscita in appendice alle altre), firmate da diversi team creativi. Dopo averle proposte in volumi unici, Panini Comics le sta ora ristampando nel nuovo formato tascabile DC Horror Compact e ad ora sono usciti due volumi.

Basketful of Heads
La protagonista di Basketful of Heads è June, una ragazza in visita a Brody Island per incontrare il suo ragazzo che lavora lì come poliziotto. Quello stesso giorno, alcuni detenuti fuggono dalla prigione locale e la sera i due ragazzi vengono attaccati in casa proprio dai malviventi. Per difendersi June impugna un’antica ascia vichinga e riesce a tagliare la testa a uno di loro, scoprendo che l’arma possiede un potere magico. Pur essendo staccata dal corpo, la testa rimane in vita e June decide allora di tenerla con sé per farsi aiutare a ritrovare il suo ragazzo scomparso.
Joe Hill costruisce una storia che ricorda i film slasher, con protagonista una perfetta final girl, che qui si prende tutta la scena. June deve affrontare qualcosa di imprevisto e traumatico, ma dimostrerà di avere grande coraggio e spirito di sopravvivenza. Scene sanguinolente si alternano a battute ironiche che danno alla storia un tono grottesco, pur mantenendo una sensazione di tensione e una forte curiosità nel corso di tutta la miniserie. Molto divertenti le interazioni tra la ragazza e le teste, mentre numero dopo numero scopriamo una realtà ben diversa da quella che June pensava di conoscere sull’isola e sui suoi abitanti. Inoltre, i disegni di Leomacs sono perfetti e il suo tratto pulito contribuisce a dare vita a un’atmosfera a metà tra ironia e orrore.

Refrigerator Full of Heads
In California, una banda di ladri entra in una casa per rubare il Pugnale di Fenrir, che si dice possa lasciare le sue vittime in uno stato catatonico, e uccidono tutti gli inquilini. A Brody Island, i coniugi Marshall si sono appena trasferiti sull’isola e per caso notano un oggetto sul fondo del fiume. Immergendosi recuperano un’ascia e non tardano a scoprire lo strano potere che nasconde quando si trovano ad affrontare prima uno squalo e poi un gruppo di motociclisti. Qualcuno è infatti a caccia di questi oggetti magici e la ricerca coinvolge anche June Branch, la ragazza sopravvissuta agli eventi drammatici che hanno sconvolto l’isola qualche mese prima.
Rio Yours ai testi e Tom Fowler ai disegni sono il team creativo di Refrigerator Full of Heads, la serie che ha chiuso, per ora, l’iniziativa Hill House Comics, e che è a tutti gli effetti un sequel della storia precedente. Stavolta la trama si complica ed entrano in gioco più strumenti, insieme alle risposte sulla loro natura e origine, ma il tono resta grottesco. Inoltre, si pone maggiormente l’accento sulla violenza, con scene molto splatter, rese in maniera convincente dal tratto più spigoloso di Tom Fowler. Basketful of Heads e Refrigerator Full of Heads è un’accoppiata di storie che quindi consigliamo a chi ama questa tipologia di horror e il formato pocket è perfetto perché vi permette di leggere entrambe in un colpo solo.

The Dollhouse Family
Il secondo volume si apre con The Dollhouse Family, realizzata dal team creativo della celebre serie Vertigo The Unwritten, Mike Carey e Peter Gross. Alice riceve in dono da una prozia sconosciuta una casa delle bambole, che diventa subito per lei un rifugio da una realtà di violenza domestica. Un giorno, la casa inizia a parlarle e la bambina scopre così di poter entrare al suo interno. Inoltre, un’oscura entità che vive lì propone a Alice un patto per aiutarla a fermare suo padre prima che sia troppo tardi, ma che richiede un prezzo.
Mike Carey costruisce una storia che si sviluppa con diversi salti temporali, intervallando il racconto della vita di Alice ad alcuni eventi accaduti un centinaio di anni prima, all’apparenza scollegati ma che inizieranno ad assumere un senso ben preciso con il passare dei capitoli. La violenza non è mai mostrata in maniera troppo esplicita, aumentando solo verso il finale, ma l’orrore è più psicologico ed è qualcosa che si annida nell’animo umano. Oltre al tema della violenza domestica si parla anche di razzismo e del passaggio dall’infanzia all’età adulta attraverso le varie fasi della vita di Alice, mentre la trama del passato mette in luce una componente più esoterica e sovrannaturale. Una storia che, anche per i nomi coinvolti, sembra uscita dal periodo d’oro della Vertigo.

Daphne Byrne
Chiudiamo con Daphne Byrne, scritta da Laura Marks e disegnata da Kelley Jones, che ci portano a New York alla fine dell’800. Sul blog avevamo già parlato di questa storia in occasione dell’uscita in volume. La protagonista è Daphne, una ragazzina che vive con la madre e la governante, rimasta orfana del padre al quale era fortemente legata. Mentre sua madre decide di rivolgersi a una medium per parlare nuovamente con il marito defunto, Daphne inizia a vedere e sentire i pensieri di un misterioso ragazzo che la segue ovunque e che sembra nascondere un oscuro segreto.
Con il passare dei capitoli, veniamo trascinati sempre più nelle profondità della mente della protagonista e viene da chiedersi se le sue visioni siano reali o il risultato dei traumi vissuti nel suo passato. Un horror dalle atmosfere gotiche che gioca molto con il sovrannaturale pur lasciando grande spazio, come la storia precedente, all’aspetto psicologico. Se la storia non brilla per originalità, sono i disegni di Kelley Jones a prendersi la scena, dando vita a visioni inquietanti e creature mostruose.

Diverse forme di orrore
Tirando le somme su queste quattro storie, possiamo affermare come uno dei punti di forza della Hill House Comics fosse la varietà dei racconti e la libertà data ai team creativi di esplorare diverse forme di orrore. Dallo splatter all’horror psicologico, ogni appassionato del genere può trovare in questi volumi pane per i suoi denti, pur non avendo di fronte dei capolavori imperdibili. Dalla riedizione in formato pocket restano fuori ad ora The Low, Low Woods, Plunge e Sea Dogs, quest’ultima suddivisa in brevi capitoli presenti in appendice a tutte le testate della linea editoriale. Speriamo che trovino presto posto in un ultimo (?) volume per poter avere il quadro completo del progetto di Joe Hill.


