Nella storia di Westeros il potere non è mai stato solo una questione di sangue, spesso è stato deciso dal caso, dalla politica, dalla guerra o dalla pura sfortuna. Ed è proprio per questo che alcune delle figure più affascinanti della saga non sono quelle che hanno regnato, ma quelle che avrebbero dovuto farlo. Sono i “re e le regine che non furono” gli eredi legittimi, principi e principesse destinati alla corona, ma fermati prima dal destino.
La prima ingiustizia: Rhaenys e l’eredità negata
Il caso più emblematico è quello di Rhaenys Targaryen, passata alla storia come “la Regina che non fu”. Rhaenys era figlia del principe Aemon, primogenito del grande re Jaehaerys I, in linea puramente dinastica, era lei l’erede più diretta del Trono di Spade.
Eppure, nel Gran Consiglio del 101 d. l .C. i lord di Westeros scelsero di scavalcarla solo perché donna, al suo posto venne incoronato Viserys I, figlio del fratello minore di Aemon, una decisione politica, non dinastica, che avrebbe aperto una ferita destinata a sanguinare per generazioni.
Rhaenys morì anni dopo combattendo nella Danza dei Draghi, schiantata in cielo durante l’assedio di Riposo del Corvo mentre cavalcava Meleys, aveva il diritto al trono, ma non ebbe mai nemmeno la possibilità di sedervisi.
Rhaenyra, la regina cancellata dalla storia
Quella ferita si trasformò in guerra con Rhaenyra Targaryen, figlia proprio di Viserys I e proclamata erede ufficiale dal padre, Rhaenyra fu la prima donna designata apertamente come futura sovrana di Westeros. Alla morte del re, però, il trono le venne sottratto dal fratello Aegon II, da lì esplose la Danza dei Draghi, una guerra civile che distrusse i draghi e con loro tutta la potenza di casa Targaryen.
Rhaenyra riuscì perfino a regnare per alcuni mesi su Approdo del Re, ma venne tradita, catturata e infine divorata dal drago di suo fratello, davanti al figlio. Nei libri di storia non viene nemmeno contata tra i sovrani ufficiali, una regina che ha governato, ma che la storia ha deciso di dimenticare.
Baelor Lancia Spezzata, il re che Westeros ha perso
Non tutti i destini spezzati sono frutto di intrighi, alcuni sono semplicemente tragedie. Baelor Targaryen, detto Lancia Spezzata, era il primogenito di Daeron II e l’erede naturale al trono, un cavaliere valoroso, giusto, amato dal popolo e rispettato dalla nobiltà, incarnava l’idea stessa del “re perfetto”.
Morì però durante il torneo di Ashford colpito accidentalmente da suo fratello Maekar durante il giudizio dei sette, non perse una guerra, non fece errori politici, semplicemente morì troppo presto. Con lui scomparve una delle migliori possibilità di governo nella storia dei Sette Regni.
Aemon, il re che disse di no
Al contrario, Aemon Targaryen (terzo figlio di Maekar) ebbe la possibilità concreta di diventare re ma la rifiutò. Fratello maggiore di Aegon V, Aemon rinunciò volontariamente alla corona per entrare nell’ordine dei maestri, scelse una vita di studio e poi di servizio alla Barriera, lontano dal potere e dagli intrighi.
Visse oltre cento anni come semplice Guardiano della Notte, diventando una delle figure più sagge dell’intera saga. Forse il sovrano ideale era proprio quello che non volle mai esserlo.
Rhaegar, il principe della profezia
Poi c’è Rhaegar Targaryen, fratello maggiore di Daenerys, l’erede del re folle Aerys II (il re folle) Colto, malinconico, ossessionato dalle profezie, Rhaegar era visto da molti come la vera speranza di rinascita dei Targaryen.
La sua storia d’amore con Lyanna Stark scatenò però una ribellione passata alla storia come la ribellione di Robert Baratheon. Morì sul campo del Tridente, ucciso in battaglia da quest’ultimo, prima ancora di poter reclamare il trono. Non fu mai incoronato, ma per molti personaggi della saga resta il “vero re mancato”.
Governare senza corona: Visenya
Diverso ancora il caso di Visenya Targaryen, sorella e moglie di Aegon il Conquistatore. Guerriera temuta, stratega brillante, fondatrice della Guardia Reale, Visenya aveva un potere reale enorme. Avrebbe potuto reclamare il trono per sé, ma scelse di restare nell’ombra governando senza titolo, in pratica una regina senza corona.
Il filo rosso del destino
Ciò che accomuna tutti questi personaggi è una verità amara: molti dei sovrani migliori di Westeros non sono mai saliti sul trono.
Alcuni sono stati fermati dalla politica, altri dalla guerra, altri ancora dalla sfortuna o da scelte personali. Ma tutti dimostrano che, nei Sette Regni, il potere non va quasi mai a chi lo meriterebbe davvero. In un mondo ossessionato dal sangue e dalle profezie, il destino è spesso più crudele dei draghi. E a volte la storia non viene scritta dai re… ma da quelli che non lo sono mai diventati.
Aegon Targaryen VI (Jon Snow): Il figlio del ghiaccio e del fuoco
A chiudere idealmente la galleria dei sovrani mancati c’è Jon Snow, il personaggio che più di tutti incarna il paradosso del potere in Westeros. Nato come Aegon Targaryen, figlio segreto di Rhaegar e Lyanna Stark, Jon era in realtà il legittimo erede del Trono di Spade.
Quando la verità viene finalmente a galla, Jon rifiuta ogni pretesa dinastica, non rivendica il trono, non cerca alleanze, non sfrutta il suo nome. Dopo aver ucciso Daenerys per impedire che diventasse una tiranna, viene esiliato oltre la Barriera. L’ultimo erede dei Targaryen sceglie così una vita lontana dal potere, dimostrando che, a volte, il miglior re è proprio quello che decide di non esserlo.



