Con la fine della 36ª stagione e dopo aver festeggiato ben 35 anni di trasmissione, I Simpson continuano a evolversi, adattandosi ai tempi e affrontando nuovi cambiamenti. Ma in un universo narrativo così duraturo e ricco di episodi iconici, cosa resta davvero “canonico”? A chiarire la questione ci ha pensato Matt Selman, attuale showrunner della serie, in un’intervista rilasciata a Cracked.
Secondo Selman, il concetto di “canone” — ovvero la coerenza temporale e narrativa interna alla serie — è sempre stato trattato in maniera flessibile. “Non lasceremmo mai che il canone ci impedisca di raccontare una storia divertente”, ha affermato, sottolineando come l’importante sia rimanere fedeli allo spirito e alla personalità dei personaggi, anche se in un contesto narrativo “elastico”.
Selman ha riconosciuto che molti fan sono affezionati a una certa coerenza e si divertono a cercare una logica che colleghi tutti gli eventi della serie. “Se per qualcuno è importante che tutto si incastri come un puzzle perfetto, va benissimo. Non è il mio approccio, ma rispetto il loro”, ha detto. Ha poi paragonato la serie a Ricomincio da capo (Groundhog Day), dove i personaggi hanno un’idea vaga di ciò che è accaduto in passato, ma senza una memoria emotiva dettagliata. “Altrimenti sarebbero paralizzati dalla follia”, ha scherzato.
La recente puntata finale della stagione 36, ambientata 35 anni nel futuro, ha ulteriormente confermato questo approccio fluido: si tratta solo di un’altra possibile versione del futuro dei personaggi, diversa da quelle già viste in passato. Insomma, tutto è relativo e riscrivibile.
E per quanto riguarda i fan più “rigidi” sulla coerenza interna? Selman li prende con filosofia: “Sono una minoranza. E poi, I Simpson hanno sempre preso in giro proprio questo tipo di fan, basti pensare a personaggi come l’Uomo dei Fumetti o Database. Ma li adoro: sono appassionati, intelligenti e ci tengono davvero. Voglio che continuino a guardare la serie”.
Il messaggio è chiaro: I Simpson non sono mai stati pensati per essere una saga perfettamente coerente, ma una satira giocosa e surreale. E dopo 35 anni, la loro forza è proprio quella capacità di reinventarsi, senza restare prigionieri del proprio passato.
