Quando si parla di letteratura horror è impossibile non citare Howard Phillips Lovecraft. Lo scrittore di Providence, pur avendo una vita breve, ha scritto tantissimi racconti che mescolano l’orrore, la fantascienza, il fantasy e tanto altro. Le sue opere continuano a essere citate e prese come ispirazione in ogni medium narrativo, anche nel fumetto. Il Bestiario del Crepuscolo è, in qualche modo, un sentito omaggio di Daria Schmitt a Lovecraft, ma non solo.
Il Signor Providence e il Parco

In una città non ben definita c’è un Parco dove bambini e famiglie vanno a divertirsi e a trascorrere il loro tempo libero. Il signor Providence è il guardiano e sembra l’unico a rendersi conto della presenza di oscure creature che si annidano nei meandri del giardino. L’uomo cerca in ogni modo di proteggere i visitatori da questi esseri, ma è spesso oggetto delle critiche e delle lamentele dei colleghi e della direttrice, che lo considera un folle. In realtà, non è l’unica figura particolare di questo luogo. Nel parco ci sono anche tre vecchie signore che continuano a comparire qua e là ma che non sembrano avere un ruolo preciso.
Tra una visione e l’altra, la vita di Providence si complica incredibilmente quando trova per caso un libro emerso dal lago. Nuove creature iniziano a mostrarsi nel giardino e Providence è ricercato dai membri dei servizi psico-sanitari, che vorrebbero forse rinchiuderlo o curare in qualche modo la sua “pazzia”.
Tra realtà e fantasia
Providence sembra affetto dalla cosiddetta fantasia compulsiva, cosa che lo rende l’unico in grado di camminare sul confine tra realtà e immaginazione. Il suo compagno più fidato all’interno del parco è un gatto parlante di nome Maldoror, forse l’unico insieme alle tre signore a prenderlo sul serio.

Con il passare delle pagine la storia si fa sempre più serrata e a tratti angosciante, mentre diventa sempre meno chiaro cosa sia reale e cosa solo frutto della mente di Providence. Le creature dell’altro mondo sembrano entrare sempre più nel mondo reale e il colore si fa spazio nelle tavole del racconto. Il Bestiario del Crepuscolo è infatti per la maggior parte in bianco e nero, ma il colore serve all’autrice (e ai lettori) proprio per distinguere i due mondi. Inoltre, nella parte finale, l’omaggio a Lovecraft si fa ancora più forte con l’inserimento di un intero racconto dello scrittore, strettamente legato alla storia di Daria Schmitt.
Un volume che non è solo un omaggio (ben riuscito) a uno dei più grandi scrittori di sempre, ma anche una storia affascinante e poetica, che vi trascinerà in un mondo di sogno e follia.

