Anna Mazzola ci presenta il suo ultimo romanzo dal titolo Il libro dei segreti, edito da Giunti Editore e tradotto da Sara Congregati. L’autrice ci racconta una vera indagine condotta a Roma nel 1659, causata dal fatto che un cospicuo numero di uomini era morto a causa di un veleno potentissimo.

Trama
Roma 1659. La capitale dello Stato Pontificio si sta riprendendo da un’ondata di peste che ha spazzato via parte della popolazione. Ma in città vi sono moltissimi uomini che continuano a morire e che presentano le stesse caratteristiche: il cadavere non si decompone come dovrebbe, e prima di spirare, tutti lamentano di dolori allo stomaco e al fegato. Queste morti preoccupano il Papa Alessandro VII poiché non vorrebbe mai che si diffondesse nella sua capitale un’altra malattia mortale. Il Governatore di Roma, Francesco Baranzone, incarica il giovane magistrato Stefano Bracchi d’indagare, iniziando così una inquisitio. Insieme al dottor Marcello, Stefano scopre che la causa di queste morti non è una malattia, bensì l’uso di un veleno potentissimo, che prende il nome di Aqua Tofana, la cui particolarità è di essere trasparente, inodore ed insapore. Tramite l’aiuto di una prostituta, Stefano viene a conoscenza di un gruppo di donne che fornisce il veleno ad altrettante donne vittime di violenze e soprusi da parte dei loro familiari, per lo più mariti, che pensano siano di loro proprietà e che ne possano fare ciò che vogliono. Queste donne intervengono dove la società misogina non lo fa, fornendo una via di salvezza da morte certa.
“..Come hanno fatto molte delle donne che ora verranno impiccate o bandite per sempre dalle loro case. Hanno agito come sentivano di dover fare per sfuggire all’inferno in terra, reale, non immaginario..”
Ma chi c’è a capo di tutto questo? C’è chi la chiama La Strologa, chi la Profetessa, o chi una vecchia strega che legge le stelle e vende pozioni. É lei, Girolama Spana, figura enigmatica e astuta, che comanda la rete di donne per tutta la capitale, con l’unico scopo di aiutare a dare ad altre donne una vita migliore. É lei che ha in mano il potere e possiede il famigerato Libro dei Segreti, in cui tutte le ricette sono scritte. Ci sarà anche quella dell’Aqua? Ma soprattutto, è davvero Girolama colei che ha dato inizio a tutto ciò o bisogna tornare indietro di decenni?
“..La chiesa non desidera vedere alcun tipo di potere nelle mani di una donna, men che meno il potere che minaccia il proprio. Vuole detenere il monopolio dei miracoli e ha demonizzato tutti gli altri rituali e magie..”
Attraverso le voci delle indagate imprigionate nella Tor di Nona, la verità viene pian piano a galla e quello che emerge è un mondo fatto di disperazione, violenza, soprusi, ma anche di speranza per un futuro migliore. In una città comandata da uomini che divide le donne in tre categorie, ovvero suora, moglie e prostituta, un gruppo di donne coraggiose prova a cambiare il proprio destino, utilizzando i mezzi che ha a disposizione e cercando una via di fuga che, nella maggior parte delle volte, non c’è.
Recensione
Anna Mazzola ricostruisce, in chiave romanzata, un fatto di cronaca realmente avvenuto a Roma nel 1659. Lei stessa ci informa che ha potuto analizzare svariati documenti storici sull’argomento ma, essendo passati parecchi secoli, tale documentazione risulta incompleta e frammentaria. Quello che abbiamo ora sono solo documenti redatti da autorità legali e avvisi pubblicati dalle gazzette dell’epoca. Delle trenta donne imputate nel caso, è rimasta solo una testimonianza femminile registrata dal notaio, ma si presenta più come una trascrizione che una vera e propria confessione. Girolama Spana, Vanna de Grandis e Maria Spinola sono realmente esistite, come le figure del magistrato Stefano Bracchi e del Governatore di Roma, Francesco Baranzone. Sicuramente vi è stata anche la figura di un medico incaricato di esaminare i cadaveri, ma di cui non abbiamo il nome corretto; per questo l’autrice ha voluto dargli il nome fittizio di Marcello. L’intera inchiesta sugli avvelenamenti deve essere contestualizzata al momento storico in cui la vicenda è avvenuta.
Nel 1659, Roma è la capitale dello Stato Pontificio, che si sta ancora riprendendo dall’ondata di peste bubbonica che ha colpito l’intera Europa tra il 1629 e il 1633. La cosiddetta peste Manzoniana, aveva decimato la popolazione e creato uno stato di paura perenne nelle menti delle persone. Il Papa vuole che la capitale si riprenda subito e, per questo motivo, richiede una serie di costruzioni di edifici e chiese, per mostrare la grandezza dello Stato Pontificio. Roma si presenta così come una cantiere a cielo aperto, in cui nuovi strati vengono aggiunti a quelli esistenti ormai da secoli. Roma deve essere l’immagine della maestà e del trionfo della Chiesa Cattolica: per secoli i Papi hanno sempre investito un’ingente somma di denaro nella capitale, riprogettandola e cercando di rimodellarla con l’intento di soffocare qualsiasi azione sovversiva, a favore del trionfo della fede. Dietro tutto questo, però, si cela una parte nascosta, che si muove di notte nei vicoli stretti e bui, offrendo servigi considerati illegali dalla Chiesa. Quando Stefano e Marcello cercano informazioni sul veleno, non vanno a chiedere nei palazzi sfarzosi, bensì dentro il Colosseo, dove di notte si affolla di prostitute, ladri, venditori e acquirenti di servizi che non possono essere offerti di giorno. Si possono trovare loschi speziali, donne che leggono le carte, abortisti, falsificatori di documenti ed ecclesiastici che si esibiscono in numeri di magia nera. Lo strato abbiente della società fa finta di non sapere della sua esistenza, quando in realtà sono i primi che ne beneficiano.
Quella è la città dei santi e delle reliquie, delle pozioni e dei presagi, dove farfalle rosse in volo potrebbero essere viste come un presagio di morte
Non appena il Papa viene a sapere di queste morti sospette di uomini, decide che bisogna intervenire immediatamente, poiché il suo Stato non può permettersi altre malattie o, peggio, scandali. Qui entra in gioco la figura di Stefano Bracchi. Figlio di un mercante di stoffe, all’epoca dei fatti ha trentatré anni ed è un giovane magistrato che non si è fatto ancora strada nella corte papale. Di salute cagionevole fin da bambino, è sempre stato schernito dai fratelli maggiori per la sua statura bassa, la sua corporatura esile e la sua sensibilità. Per questo motivo, viene poco stimato dal padre in quanto considerato debole. Il compito che Baranzone gli assegna gli permette di dimostrare la sua capacità ed intelligenza di fronte alla sua famiglia. Tutte le donne che interroga ed imprigiona però, lo destabilizzano, mettendolo di fronte ad un conflitto interiore tra ciò che la società vuole che faccia e quello che invece gli detta il suo cuore.
La figura che scuote maggiormente il suo animo è soprattutto Girolama Spana. Nata a Palermo, viene cresciuta da Giulia e Tofana, due donne forti e coraggiose che le hanno insegnato a sopravvivere in un mondo fatto di uomini. Ha 43 anni e viene considerata ormai vecchia ed inutile, ma lei conosce il suo valore e sa che contributo sta dando alla società. Girolama è una sorta di levatrice, un’astrologia, legge le carte e cura le persone preparando intrugli con erbe. La sua è una vera a propria attività commerciale e sente di avere una responsabilità sulle spalle, poiché deve procurare da vivere alle altre donne che lavorano per lei. Il cognome importante del suo secondo marito le permette di entrare in tutti gli ambienti dell’alta società, dove vende le sue acque per il viso e i suoi segreti. La sua missione principale, però, è permettere alle donne di avere una via di fuga dai mariti violenti, che provocano anche la morte di alcune di esse, mediante un potente veleno inodore ed insapore. Bastano poche gocce al giorno per vedere rinascere la speranza nei loro occhi. Con Stefano Bracchi vi sono innumerevoli scontri verbali su cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. Girolama cerca di spiegare che il suo è un modo per aiutare le donne bisognose che vivono in un mondo maschile, in cui le norme della legge favoriscono solo ed esclusivamente l’uomo. Spesso non c’è stata altra via d’uscita e, se ci sono persone alle quali ha afflitto dolore e morte, ce ne sono state altre che ha salvato. Inoltre Girolama non avvelena tutta le gente di persona, ma fornisce i mezzi a chi ne ha bisogno. Alla fine, la decisione finale spetta alla diretta interessata, non a lei.
In Conclusione
Il Libro dei Segreti si presenta come un romanzo storico interessante, la cui lettura risulta scorrevole, oltre che la descrizione dei concetti molto chiara e semplice. Si vede che vi è stato uno studio delle fonti e del periodo storico. La ripetizione in ogni capitolo di quanto accade lo rende a tratti pesante, ma alla fine può essere utile per tenere sempre a mente il filo della storia.
Anna Mazzola prova a dar voce a tutte le donne che hanno subito violenze nel corso dei secoli, in quanto considerate solo una proprietà maschile. Lei stessa ci dice che di alcune di esse imprigionate, si conoscono solo i nomi. Per questo motivo si è sentita libera di ricostruire per loro una vita ed una personalità. Inoltre l’autrice ci tiene a precisare che in alcuni casi si è volutamente discostata dalla documentazione esistente, per creare una storia più intrigante e moderna. Un esempio è il fatto che durante il processo, la prima indagata ha confessato subito, mentre nel libro si è voluto diluire il flusso delle rivelazioni lungo tutto il corso delle indagine, per meglio adattarlo al romanzo. Infine, l’autrice ha volutamente cambiato il finale della storia e per questo chiede scusa ai lettori. Cosa ha causato ciò?
Sicuramente la ricostruzione in chiave moderna di alcune parti ha portato a rendere poco veritiera l’idea di donna nella società del ‘600. Di certo vi sono stati uomini che potevano empatizzare con la loro condizione, ma far si che siano proprio Stefano e Marcello sembra un po’ forzato. Sono comunque uomini che hanno avuto il compito di smascherare qualsiasi complotto contro la Chiesa e per questo non hanno guardato in faccia a nessuno, a maggior ragione se questa persona era una donna.
La volontà di cambiare il finale della storia può essere vista come un modo di dare giustizia a tutti coloro che sono stati incriminati ingiustamente. Il fatto che non venga del tutto spiegato, lascia un po’ l’amaro in bocca al lettore curioso.
Nel complesso, il romanzo si presenta come un buon prodotto ed una cosa è certa: grazie ad Anna Mazzola, siamo venuti a conoscenza dell’incredibile coraggio e forza di tante donne, che sapevano di commettere un crimine, ma il loro agire era sempre dettato dalla volontà di proteggere loro stesse e gli altri. Una storia da diffondere e da raccontare, con l’auspicio e la speranza che questo non accada più.
Il libro lo potete trovare qui
Autrice
Anna Mazzola è una scrittrice e avvocata inglese di origini italiane. Nata a Croydon, South London, nel 1978, si laurea in discipline umanistiche presso il Pembroke College di Oxford e si specializza in Giurisprudenza presso l’University of Law. Il suo primo romanzo, The Unseeing, ha vinto l’Edgar Allan Poe Award, mentre il suo quarto romanzo, The House of Whispers, ha vinto il Fingerprint Award per miglior crime storico.
Il suo quinto romanzo, Il libro dei segreti (The Book of Secrets), è stato scelto dal Times come romanzo storico della Primavera del 2024. In Italia è stato pubblicato da Giunti Editore a Maggio del 2025 con la traduzione di Sara Congregati.
Quando non scrive, lavora come avvocato per i diritti umani occupandosi delle vittime di reati. È anche una volontaria della Doorstep Library che aiuta i bambini svantaggiati.
Vive a sud di Londra, con il marito, due figli, un gatto nero e un serpente.
