Cosa succede quando la letteratura decide di premere “Start” e trasformarsi in un’esperienza ludica? Il libro di Metatron, a cura di Claudio Kulesko per D Editore, tenta proprio questo: far dialogare il linguaggio del videogioco con quello della narrazione. Il risultato è un’antologia coraggiosa, disomogenea, spesso criptica, che raccoglie trentadue racconti inediti, organizzati come fossero livelli da attraversare. Ma il lettore, più che un giocatore, finisce spesso per sentirsi disorientato.

Trama
La struttura del libro è chiaramente ispirata al controller PlayStation: quattro sezioni (Croce, Freccia, Triangolo, Cerchio), ciascuna dedicata a un tipo diverso di narrazione. Croce è l’altrove, il weird, dove la realtà viene distorta. Freccia è l’azione, il movimento, l’attraversamento. Triangolo è la magia, l’occulto, la visione. Cerchio è il concetto, il pensiero, la vita.
Ogni racconto vive di una propria autonomia e universo, eppure tutti sembrano essere mossi da una volontà comune: destrutturare. Il lettore non è guidato, non ci sono chiavi interpretative fornite in apertura, nessun percorso da seguire se non quello del caos narrativo. È come essere catapultati in una dimensione in cui i generi si mescolano e mutano forma a ogni pagina.
“Ogni racconto è un enigma da decifrare”.
Recensione
È indubbio che Il libro di Metatron abbia un intento nobile: spingere la narrativa italiana verso forme più libere, speculative, contaminate. Alcuni racconti riescono a colpire nel segno, sorprendendo con idee originali, linguaggi ibridi e immagini potenti. In particolare, le sezioni croce e Triangolo sono quelle che offrono spunti più riusciti: tra incubi cosmici, corpi che mutano, linguaggi alieni e rituali dimenticati.
IL RISCHIO DI PERDERSI È REALE
Allo stesso tempo, l’antologia non è per tutti. Non è un difetto, ma una consapevolezza necessaria. Alcuni racconti sono scritti in modo volutamente frammentario, altri appaiono autoreferenziali. La libertà stilistica, quando non sostenuta da un nucleo narrativo forte, può generare spaesamento. Per chi cerca un senso o un filo conduttore, Il libro di Metatron potrebbe risultare frustrante.
Molti testi lasciano la sensazione di essere più concept che racconto: idee interessanti che non sempre riescono a trasformarsi in esperienze narrative coinvolgenti. Il lettore rischia di restare spettatore esterno, più che partecipante.
CONCLUSIONE
Il libro di Metatron è un opera ambiziosa, certamente diversa, che porta in Italia un tipo di lettura ancora marginale: quella sperimentale, contaminata, ibrida. Ma come ogni esperimento, anche questo ha esiti alterni. È un testo che divide e che non fa nulla per piacere a tutti.
Potete trovare questo sperimentale e non convenzionale libro QUI.
L’autore
Claudio Kulesko, filosofo e scrittore italiano, è conosciuto per i suoi saggi sul realismo speculativo e il pensiero postumano. Con uno stile saggistico visionario, ha pubblicato con D Editore opere come Ecopessimismo. Sentieri nell’antropocene futuro, L’ abisso personale di Abn Al-Farabi e altri racconti dell’orrore astratto, Blackened. Frontiere del pessimismo nel XXI secolo, Il più forte del mondo. La filosofia di Dragon Ball, Al limite del possibile, La palude. Portando in Italia un linguaggio filosofico che si nutre di horror, fantascienza e antropologia. Il libro di Metatron rappresenta il suo tentativo di applicare quelle stesse intuizioni al mondo della narrativa.

