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NerdPool > Blog > Libri > IL RICHIAMO di Loris Fabrizi: recensione
Libri

IL RICHIAMO di Loris Fabrizi: recensione

Ilaria Derosa
15 Novembre 2024
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6 Min
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Loris Fabrizi ci presenta la sua ultima opera intitolata Il richiamo, edito da Saga Edizioni. Il racconto è un viaggio spaventoso negli incubi delle persone, che può portare non solo allo smarrimento, ma anche alla morte.

Trama

Matteo e Dora sono due giovani ragazzi ricoverati presso un ospedale psichiatrico. Passano le loro giornate insieme e Dora si trova molto bene a parlare con Matteo, nonostante i suoi problemi a socializzare con le persone. La ragazza racconta a Matteo tutti gli incubi che fa, in particolar modo ve ne uno ricorrente in cui si ritrova circondata da ombre. Ogni notte che passa, Dora sogna le ombre che si avvicinano sempre di più a lei, rivelando la loro forma spaventosa, e sente un richiamo che urla il suo nome. Alla fine Dora muore di paura nel sonno e Matteo ne attribuisce la causa alle figure dei suoi incubi. La notte dopo la sua morte, Matteo inizia a sognare le medesime creature e anche lui sente una voce: il richiamo incessante proviene da un’entità seduta su un trono, che lui chiama l’uomo-spinato.

“questa era la più grande paura di Dora e la sua paura l’aveva uccisa”

Quando una sera trova l’inserviente morto e vede il corpo di Dora che viene portato via dalle ombre, decide di scappare dall’ospedale per inseguirle. Il suo scopo non è soltanto ritrovare Dora, ma la vuole riportare in vita a tutti costi, perché senza di lei si sente perduto.

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Inizia così una luna notte, dove Matteo incontrerà molte persone sul suo cammino e vivrà esperienze per di più spaventose. Il mondo al di fuori dell’ospedale non è per niente rassicurante e l’unica cosa che gli permette di continuare è quella voce che rimbomba nella sua testa. Sa che alla fine quel richiamo lo porterà dove è sempre voluto stare, ossia tra le braccia di Dora.

Recensione

Si può morire di paura nel sonno a causa di un incubo? E’ quello che capita a Dora una notte, scombussolando all’improvviso la vita di Matteo. Dora ci racconta di ombre che le si avvicinano sempre più perché il loro scopo è portarsela via. Lo spavento è così grande che il cuore di Dora non regge all’angoscia che la pervade. Un avvenimento così traumatico permette a Matteo di avere finalmente uno scopo nella vita: salvare la ragazza e riportarla indietro viva. Prende tutto il coraggio che serve ed evade da quella che ormai considerava un porto sicuro.

Il mondo che viene presentato nel romanzo è diviso da un muro: da un lato troviamo l’interno dell’ospedale, con i suoi spazi sicuri ed organizzati; dall’altro la città di notte, ovvero un vortice di paure, incubi e caos. Le persone che animano le strade sono anch’esse creature malvagie, che possono essere paragonate alle ombre stesse che hanno rubato il corpo di Dora. Matteo esce da quella che è la sua comfort zone per buttarsi nell’ignoto più assoluto. Non sa come affrontare ogni minima situazione e spesso si lascia trascinare dagli eventi.

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In questa notte che sembra non finire mai, Matteo impara pian piano a muoversi con le sue gambe e, per ogni sfida che affronta, riaffiora in lui un ricordo doloroso. In questo modo il lettore riesce a comprendere al meglio la figura del protagonista, venendo a conoscenza, verso la fine del romanzo, del motivo del suo ricovero.

Dopo un climax sempre più crudele, si arriva al finale che sorprende ma non convince, come tutta l’opera in sé. I tempi e i luoghi non sono precisati, il che ci fa pensare ad un viaggio più nel subconscio umano che nella realtà effettiva. Vi sono parti della narrazione che sembrano forzate, in cui si denota una certa violenza talvolta gratuita. Forse lo scopo principale è il mostrare la crudeltà del mondo e le creature che ne fanno parte, ma credo che la violenza possa esprimersi anche con piccole azioni o parole volutamente cattive. Il gesto plateale può provocare solo delle reazioni di disappunto nel lettore. Infine, i personaggi non sono ben approfonditi e questo porta al non provare completa empatia per loro, soprattutto nei confronti di Matteo. Nel complesso il romanzo è da considerarsi sufficiente e ve lo consiglio se volete farvi un viaggio di 160 pagine negli incubi di un malato di mente.

Il libro lo potete trovare qui

Autore

Loris Fabrizi è uno scrittore romano. Laureato in Scienze Storiche presso l’Università di Bologna, nel 2019 pubblica la sua prima silloge di poesie, dal titolo Il Grande Campo. Nel 2020 pubblica il suo primo romanzo, L’ora della scimmia. Il richiamo è il suo secondo romanzo, edito da Saga Edizioni. La maggior parte dei suoi lavori vengono pubblicati sul suo blog sonoloris.com.

ARGOMENTI:Recensione
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