La casa editrice Adelphi pubblica l’ultima opera del francese René Daumal, una raccolta di dodici scritti che ci offrono importanti spunti per iniziare a capire chi siamo: Il rovescio della testa.

Trama
I racconti del filosofo francese indagano gli angoli più reconditi dell’individuo con slancio onirico e spingendosi oltre il mondo tangibile. Degni di menzione, due racconti, tra cui quello che dà il titolo alla raccolta stessa.
TESTE STANCHE: racconta di Cefalo e di ciò che scoprì contenere il suo cervello: etichette, schede e cartellini, mere sostituzioni delle illusioni perdute. Il testo prosegue con:
-considerazioni sul biliardo, le cui palle rotolanti sarebbero in grado di spiegare l’evoluzione e altre teorie sociali. Scontrandosi, alcune scompaiono in buchi, altre si frantumano in biglie via via più piccole, diminuendo la possibilità che due precise si incontrino tra loro. In questo movimento casuale, quale ruolo riveste il giocatore che davanti al tappeto verde deve indirizzare la stecca per farle muovere?
-quello che mette in pericolo la scienza, cioè il dubbio del creatore che rinnega le sue opere per alleggerirsi e volare in alto come un Uccello di fuoco, all’ombra degli occhi del Basilisco che trasforma il pensiero in schema, l’uomo in pietra. Nella estenuante lotta tra le due creature, l’Uccello del dubbio ha inferto seri colpi al Basilisco, metafora del positivismo e dello scientismo, insinuandosi ovunque e lasciando l’uomo solo con i suoi pochi mezzi;
-la stanchezza delle evasioni, della politica e della rieducazione che non riescono a riconciliare la testa con il resto del corpo perché, come un carro trainato da tre cavalli viaggia spedito allorché questi sfruttino pari forza e rapidità, anche l’individuo ha bisogno della compartecipazione di tutte le sue appendici per raggiungere i suoi fallaci obiettivi.
IL ROVESCIO DELLA TESTA: dopo la descrizione accurata della conformazione della testa nelle sue parti molli e più rigide (come la bocca che ha il compito di assorbire passivamente il cibo ed evacuare parole), si racconta della genesi della testa, sfera chiusa in tutte le sue parti capace di guardare egualmente al passato e al futuro. Il mondo intorno era un ammasso di materia intellegibile e le teste, provando piacere ad ammirarlo, si ingrossarono fino a toccarsi: i volti si girarono verso l’esterno e lo spazio si rivoltò come un guanto, le facce si separarono e iniziarono a percepire il tempo orientato. “Il tempo divenne soggettivo ed eterogeneo allo spazio”. Cominciò così la più grande infermità dell’uomo, l’incapacità di vedersi (se non immaginandosi tramite gli occhi degli altri individui) coadiuvata dalla paura panica di essere visti da noi stessi.
“NON C’È DA FARE NULLA DI SPECIALE, BASTA RIMANERE COME SI È […] ALLORA MENTIRE DIVENTA SEMPLICE E PERSINO PIACEVOLE”
Recensione
I dodici brevi scritti di Daumal, scavando nella psiche umana, ci spingono a domandarci chi siamo e quale sia il nostro scopo nel mondo. Orbene, in modo eterogeneo, il filo perseguito è quello sull’indagine del pensiero. Cosa significa pensare? Non è conoscere, non è comunicare, non è essere intelligenti; ognuno di questi aspetti è misurabile, mentre il pensiero procede per strappi e afasie.
Obiettivo dell’autore è distruggere le Macchine per Pensare che, per secoli, hanno rappresentato il grande sogno umano e l’unico modo per dimenticarsi di sé. Proprio in Teste stanche, afferma di accogliere con gioia la loro distruzione e cercare con qualcuno “il seme di una nuova cultura e una fune a cui aggrapparsi”.
Nella raccolta si sente l’eco dell’incontro tra l’India vedica e Daumal che ha trovato nel sanscrito una lingua in grado di soddisfare le sue aspettative. Infatti, farsi veggente e lavorare su se stessi significa abbracciare la grammatica e, dal momento che la linguistica in India era avanzatissima, il filosofo ha potuto sfruttarne a pieno le potenzialità.
Punto di forza del libro è la sua struttura narrativa che, scomponendo la realtà e analizzandola da diverse prospettive, accompagna il lettore nelle riflessioni esistenziali proposte, con esempi calzanti e comprensibili anche ai profani.
Il libro potete trovarlo QUI
L’Autore
René Daumal è stato poeta, scrittore, filosofo e fondatore della rivista Le Grand Jeu (1928 – 1932), in polemica con il Surrealismo. Le sue opere più importanti sono pubblicate da Adelphi, tra cui Il Monte Analogo, testimonianza del suo percorso cominciata nel 1939 e mai terminata perché, colpito da affezione polmonare, morirà nel 1944.
