Accento Edizioni ci presenta Ilaria nella giungla, opera prima della scrittrice italiana Ilaria Camilletti. Ambientato principalmente in un bar di Ostia durante un’estate afosa, la protagonista Ilaria si trova catapultata in una nuova realtà multiculturale, che le permetterà di scoprire maggiormente se stessa e i suoi desideri.

Trama
Ilaria è una ragazza di vent’anni che ha appena finito il liceo e, a differenza della sua migliore amica Giulia che sa che vuole essere un’ostetrica fin da quando era bambina, non ha ancora ben chiaro che strada intraprendere. Per questo motivo inizia a lavorare al bar Oasi di Ostia, con la speranza che questo impiego possa aiutarla a comprendere cosa voglia fare da grande.
Il bar Oasi si presenta come una vera e propria giungla sociale, nel quale Ilaria impara ben presto a destreggiarsi per affrontare le insidie giornaliere. Ilaria conosce, tra gli altri, Syed, Irina, Alicia e Amin, arrivati in Italia da svariate parti del mondo, ognuno con una storia intensa da raccontare e con un italiano a volte da decifrare. Oltre loro vi sono anche Davide, il figlio del proprietario con le sue continue ricerche da fare, e Viola, una ragazza minuta e silenziosa di tredici anni che vende degli oggetti bizzarri di fronte al bar.
Non lo so che voglio essere da grande. Non lo so per cosa il mondo ha bisogno di Ilaria. E, soprattutto, a nessuno importa cosa io sarò da grande perché grande è lontano. E tra ora e lontano ci sono almeno quaranta ricerche e settecentotré spritz”
Durante tre mesi caldissimi e afosi, Ilaria imparerà non solo le basi del mestiere, come prendere le comande giuste o fare i cocktail senza sbagliare gli ingredienti, ma soprattutto scoprirà se stessa attraverso il rapporto che instaura con gli altri abitanti della giungla umana che la circonda, esemplari così diversi ma altresì dannatamente simili a lei. Un percorso di formazione che la aiuterà a comprendere quale strada vorrà intraprendere nel mondo.
Recensione
Cosa vuoi fare da grande? È la classica domanda che è stata rivolta a ciascuno di noi subito dopo la fine delle superiori. Ci sono ragazzi che hanno una risposta ben chiara e precisa, altri invece, come la protagonista Ilaria, non sanno ancora che strada intraprendere.
Per Ilaria, giovane ventenne ordinaria, lavorare durante la stagione estiva in un bar le sembra il giusto modo per capire qualcosa di più di sé e sugli altri, perciò accetta subito la sfida nonostante non sappia nulla su cosa le aspetti. Si ritrova così a passare da un ambiente scolastico protettivo a un contesto confusionario, una sorta di giungla sociale e multiculturale del tutto nuova per lei.
Si perché Ilaria è l’unica italiana che lavora all’Oasi, un bar sgangherato sulla spiaggia di Ostia nel quale si confronta fin da subito con una decina di persone che provengono da ogni parte del mondo. Ciascuno ha un’esperienza di vita diversa alle spalle che affiora tra una comanda e l’altra. Tra essi troviamo Syed, un barista eccentrico con una figlia malata che, con il suo italiano bizzarro aiuta Ileria, come la chiama lui, fin dal primo giorno su come muoversi all’interno del bar; Alicia, che lava i bicchieri con il sorriso chiamando tutti Amore, nonostante abbia una situazione economica molto precaria; Damian, il pizzaiolo macedone che dice sempre grazie e “se si scorda, chiede scusa“. Ognuno ha un ruolo e una postazione ben precisa da rispettare, come gli animali nella natura, formando così una sorta di branco che si muove intorno alla protagonista e che ne influenza la quotidianità. Ilaria affronta situazioni che la spaventano, ma il coraggio in lei nasce proprio dal confronto con le proprie paure e con gli altri. Il gruppo le insegna cose nuove, dal semplice portare un vassoio a provare a dare un significato ai suoi pensieri, ognuno nel proprio modo che ha di intendere la vita. Attraverso loro, Ilaria impara l’importanza e la forza di un gruppo, la collaborazione e l’ascolto. La giungla diventa così un rito di passaggio verso una nuova consapevolezza, un percorso formativo importante per affrontare l’età adulta.
A condire maggiormente il tutto vi sono anche i tredicenni Davide e Viola: il primo è il figlio un po’ viziato del proprietario, mentre la seconda è una ragazzina minuta, solitaria e silenziosa che vende bizzarrie al di fuori del bar. Tra i due, completamente diversi l’uno dall’altro, nascerà un’amicizia che si rafforzerà particolarmente dopo un brutto avvenimento che metterà tutti nuovamente di fronte alle proprie paure, storie personali e insicurezze.
Il risultato finale è un romanzo fresco, frizzante e interessante in cui l’ironia si alterna a momenti molto commoventi e profondi: di fatti si passa da vere e proprie chiacchere da bar, che diventano degli sketch quasi teatrali, a situazioni molto delicate in cui le tematiche come l’integrazione, la povertà, i disturbi alimentari vengono affrontate e discusse. Il tutto condito dalle poesie di Viola e dalle lettere-diario di Davide scritte al Bambin Gesù in romanesco, che fanno da contrappeso drammatico alla comicità delle scenette descritte. Sono proprio le poesie le parti più toccanti del libro che descrivono al meglio un disagio sociale generazionale molto forte, una generazione che può avere tutto ma che vive in un mondo senza opportunità e che non lascia spazio ai sogni. Anche l’uso del dialetto romanesco viene usato per esprimere principalmente i pensieri e la visione del mondo tramite gli occhi di un adolescente.
L’opera prima di Ilaria Camilletti è un vero e proprio viaggio nel quale la protagonista impara a navigare nella giungla della vita, un romanzo di formazione stimolante e ben scritto.
Il libro lo potete trovare qui
Autrice
Ilaria Camilletti, classe 2005, è una giovane studentessa di Lettere e Filosofia a Firenze. Ilaria nella giungla è il suo primo romanzo, pubblicato nella collana Accento Acuto, dedicata alle giovani voci del panorama letterario.



