Creato da Bill Finger, Bob Kane e Jerry Robinson nel lontano 1940, il Joker è stato da sempre uno dei personaggi più iconici e riconoscibili del fumetto, nonché nemesi giurata di Batman fin dalla sua prima apparizione, evolvendosi sempre fino ad assurgere a villain di grande spessore, tanto sulla carta stampata che sul grande e piccolo schermo. Proprio grazie all’immensa popolarità e alla moltitudine di storie che lo vedono protagonista, Panini Comics ha presentato nel 2025 una collana antologica composta da 10 volumi che raccolgono storie iconiche capaci di descrivere al meglio il personaggio.
Il primo approccio a questa collana è dato da tre volumi che raccolgono storie decisamente famose e altre che, pur non essendo divenute cult sono comunque capaci di presentare le varie sfaccettature del pagliaccio principe del crimine: The killing Jokers, Bersagli Facili e Joker – La serie animata.
La follia è l’uscita d’emergenza
In The killing jokers troviamo probabilmente le storie più popolari di questi tre volumi: The killing joke di Alan Moore e Brian Bolland e I tre joker di Geoff Johns e Jason Fabok. La prima storia non ha bisogno di introduzioni ed è tra le più famose (se non la più famosa) dedicata al clown: la follia è il perno su cui ruota tutta la trama, con Joker che cerca di dimostrare lungo tutto la storia come basti solo “una brutta giornata” per far impazzire una persona, cercando di applicare questa teoria al commissario Gordon. The Killing Joke ha lasciato un segno indelebile in tutta la mitologia del personaggio, sia per ciò che riguarda le origini del Joker, qui rinarrate partendo dalle origini tratteggiate da Bill Finger nel 1940, che per la storia di Barbara Gordon, con il cambio da Batgirl a Oracle che ha le sue radici proprio in questo volume. Oltre a queste ramificazioni, The killing joke ha ispirato diverse iniziative editoriali, tra cui “una brutta giornata”, una serie di storie monografiche ognuna dedicata a una delle nemesi del pipistrello in cui si applica lo stesso concetto (tra le più memorabili sicuramente la storia dell’enigmista, scritta da Tom King e disegnata da Mitch Gerards) e I tre Joker, che completa questo primo volume e che idealmente ne continua la storia aggiungendo ulteriori elementi.

La storia immaginata da Geoff Johns e magistralmente illustrata da Fabok ha premesse e strutture leggermente più complesse della precedente: partendo da un elemento di Darkseid War in cui Batman acquisisce una sorta di onniscienza dovuta all’utilizzo della sedia di Moebius, il veicolo spazio-dimensionale del dio Metron, scopre che in realtà Joker non è mai stato “unico” ma che sono sempre esistiti tre distinti Joker. Da questa premessa si sviluppa i Tre Joker, storia in tre parti ognuna dedicata a un diverso Joker. L’idea di Johns è di creare una storia in cui le tre diverse identità del joker rispecchino in realtà altrettanti periodi editoriali, alternandosi: il Criminale, ossia il Joker degli albori fumettistici (la cosiddetta Golden age del fumetto americano), pragmatico e a tratti quasi filosofico nonché estremamente serioso; il Clown, cioè il joker più strampalato e comico (legato alla Silver age) e che sarebbe direttamente legato al ciclo di “una morte in famiglia”, in cui il secondo Robin, Jason Todd, viene ucciso proprio da Joker; il terzo e ultimo Joker, il Comico, è quello più spietato e psicopatico e rappresenta l’incarnazione moderna del personaggio, qui rappresentato non a caso proprio come il joker di Bolland, colpevole di aver sparato a Barbara Gordon in The Killing Joke. Da questa lunga premessa si articola una storia in cui Batman, Batgirl e Red Hood seguono un’indagine riguardante i tre Joker, ognuno di loro personalmente legato a ciascuno dei pagliacci.
Nonostante la premessa ai Tre Joker, la storia nel suo complesso è facilmente leggibile, soprattutto grazie anche a The Killing Joke, rendendo questo primo volume non solo un ottimo acquisto per gli appassionati del personaggio ma anche per chi cerca due grandi storie, qui leggibili tutte d’un fiato e legate indissolubilmente tra loro. Aiuta inoltre che i Tre Joker, ponendosi come un seguito spirituale della prima storia, ne adotti sia graficamente che dal punto di vista narrativo lo stesso stile.

La paura fa 2000
Bersagli facili, il secondo volume della Collection, raccoglie due grandi classici degli anni 2000: Joker, graphic novel scritto da Brian Azzarello e Lee Bermejo e Bersagli facili, scritto da Brubaker e Rucka e disegnato da Michael Lark, che raccoglie un piccolo ciclo della serie regolare di Gotham Central. Se nel primo volume a fare da collante è la follia, tanto del personaggio quanto come concetto generale, qui il focus è invece sulla paura: in entrambe le storie troviamo un joker scatenato che incute paura e terrore proprio perché folle e imprevedibile. La storia di Azzarello e Bermejo presenta il tutto tramite gli occhi di Jonny Frost, scagnozzo che affianca il clown dopo che quest’ultimo è stato, incredibilmente, rilasciato da Arkham. Assistiamo quindi a una scalata ostile da parte di Joker, che cerca di riprendere il potere dopo la sua permanenza forzata al manicomio: violenza, brutalità e terrore sono gli strumenti che permetteranno questa ascesa. La storia di Azzarello funziona alla perfezione grazie alle tavole di Bermejo, che col suo inconfondibile stile estremamente dettagliato e realistico, realizza una storia urbana con un Joker spaventoso e tremendamente sfregiato in volto, rappresentazione questa poi ripresa al cinema da Heath Ledger nel secondo film di Nolan (nonostante il fumetto uscì lo stesso anno del film, la rappresentazione di Bermejo era già apparsa qualche anno prima in altre storie). In tutto ciò, Batman resta solo una presenza sullo sfondo, nominato ma destinato a fare una comparsa soltanto verso la fine, creando un senso di inquietudine che ben si sposa con quello che accade sulla pagina, immaginando che il regno di terrore creato dal Joker su queste pagine dovrà per forza crescere al punto da scontrarsi con il regno di terrore del cavaliere oscuro.

La seconda storia, Bersagli facili, vede due maestri del noir come Brubaker e Rucka continuare le vicende di Gotham central: serie procedurale con protagonisti i poliziotti di Gotham, la trama vedeva questi ultimi confrontarsi con crimini quotidiani e straordinari, nella maggior parte dei casi senza che Batman comparisse nemmeno. All’interno delle numerose storie di qualità che compongono questa serie (attualmente recuperabile per intero grazie all’omnibus omonimo) Bersagli facili risulta una scelta estremamente calzante: come nella prima storia il tema dominante è quello della paura, con Joker che tiene la città sotto scacco sparando a caso sia sugli agenti che sui civili da postazioni da cecchino ben occultate (vicenda ispirata a un caso americano precedente la pubblicazione del fumetto, quello del “cecchino di Washington D.C.”, che in maniera analoga terrorizzò la popolazione colpendo bersagli casuali) e anche in questa storia Batman assurge a ruolo di comparsa, comparendo in una manciata di pagine ma non avendo mai un ruolo centrale.
Entrambe le storie, pur entrando nel mondo di Batman, presentano punti di vista di persone assolutamente comuni che si trovano però in una posizione privilegiata come spettatori, risultando spesso vittime di ciò che avviene. A differenza del primo volume, in questo secondo forse la storia che potrebbe funzionare leggermente meno è quella che dà il titolo al volume, non certo per difetti di scrittura ma più che altro perché inserendosi all’interno di una serie regolare fa comunque dei riferimenti a dei personaggi che sono già apparsi nei numeri precedenti.

Disegnami come uno dei tuoi personaggi animati
Il terzo volume della collana, Joker – La serie animata, porta invece su pagina il Joker della serie animata di Batman degli anni 90’, capolavoro d’animazione e in generale prodotto fondamentale per l’universo Batmaniano (basti pensare che oltre ad Harley Quinn, di cui si dirà più avanti, Mr. Freeze fu riabilitato come personaggio proprio grazie alla riscrittura delle origini avvenuta in questa serie animata). Paul Dini e Bruce Timm, fondamentali nella serie animata, qui ritornano insieme ad altri grandi nomi del fumetto per regalare storie che, pur essendo in linea con il prodotto televisivo, hanno un loro spessore non indifferente.

Grazie a una selezione di numerosi episodi con protagonista il joker (la serie completa è anche in questo caso recuperabile grazie all’omnibus omonimo) è possibile osservare il personaggio da un’ottica più scanzonata che promette comunque momenti di riflessione non indifferenti ai lettori più adulti. Oltre alla selezione di storie prese da “le avventure di Batman” il volume è degno di nota per le due storie di chiusura: La maschera del Fantasma e Amore folle.
La maschera del Fantasma, adattamento dell’omonimo film animato, è un racconto (tanto su carta quanto su pellicola) profondo e drammatico, in cui la guerra tra Joker e Batman viene contaminata dall’introduzione di un nuovo vigilante, il fantasma (personaggio in realtà ispirato al Mietitore di Batman: Anno Due), e dalla figlia di quest’ultimo, Andrea, personaggio recentemente portato in auge da Tom King nella sua miniserie Batman/Catwoman.
La storia che conclude il volume, Amore Folle, è una storia importante perché segna il debutto fumettistico di Harley Quinn: il personaggio, nato proprio nella serie animata (Paul Dini creò il personaggio ispirandosi all’attrice Arleen Sorkin, che sarà la doppiatrice del personaggio fino al suo ritiro dalle scene nel 2011), compie il passaggio al medium fumettistico proprio con questa storia, in cui ne vengono esplorate le origini e la sua ossessione/rapporto malato con Joker. Nonostante il ruolo di primo piano di Harley, anche la sua “dolce” metà ricopre un ruolo di spessore, mettendo in scena un rapporto che sfocia spesso nella violenza domestica e nella codipendenza, con un Joker “mascherato” dal suo aspetto animato (e quindi apparentemente più leggero) risultare particolarmente crudele nei confronti di Harley, dal canto suo incapace di uscire da questa relazione tossica (elemento che verrà superato con l’evoluzione editoriale del personaggio). La storia, vincitrice ai tempi dei prestigiosi Eisner e Harvey Awards, è la perfetta conclusione di un volume che, come nei casi precedenti, raccoglie storie non solo valide ma pivotali per il personaggio.

Put a smile on your collection
Dopo aver visto i primi tre volumi, il giudizio non può che essere estremamente positivo: nonostante si parli di un personaggio con una storia editoriale estremamente vasta (dal 1940 in poi sono ben 86 anni), i tre volumi iniziali raccolgono non solo storie di spessore che sono ormai diventate veri e propri classici, ma lo fanno pescando a piene mani da un periodo abbastanza recente, risultando appetibile tanto a lettori di vecchia data che a nuovi lettori che vogliono approcciarsi al personaggio. Al pari della controparte Batman, Joker è un personaggio estremamente versatile e la rosa di autori scelta in questi primi tre volumi permette di avere un ventaglio di storie variegato e al tempo stesso capace di ben definire il principe pagliaccio del crimine come uno dei villain più interessanti del panorama fumettistico supereroistico.
Nei restanti sette volumi la collana continua questo lavoro di (ri)scoperta del personaggio con una selezione che spazia da grandi classici moderni come “Arkham Asylum” di Morrison e McKean a piccoli archi narrativi di grandi autori, come Dennis O’Neil e le sue storie di fine anni ’70 e il più recente Tom King con storie legate alla sua gestione di Batman di qualche anno fa.

