Kaiserpunk è un videogioco sviluppato da Overseer Games, rilasciato il 21 marzo 2025. Il gioco combina elementi di city-building e strategia su vasta scala ed è ambientato in una linea temporale alternativa del XX secolo, dove la Prima Guerra Mondiale di fatto non è mai terminata e ha trascinato il mondo in un conflitto ancora più ampio e distruttivo.
Il primo scopo principale del gioco è costruire e gestire una città-stato, sviluppando industrie, catene di produzione complesse con un’attenta pianificazione per garantire l’efficienza economica e militare.
Fino a qui, niente di particolarmente diverso da un classico city-builder alla The Settlers o Anno: tuttavia, Kaiserpunk si discosta dai suoi “simili” grazie alla presenza di elementi di grand strategy, che introduce una strategia su vasta scala dove territori, diplomazia e guerra diventano elementi centrali.
Infatti il secondo obiettivo principale di Kaiserpunk richiede di espandere l’influenza del proprio impero attraverso diplomazia, commercio e conflitti militari su scala globale, con la possibilità di condurre battaglie terrestri, navali e aeree.
I due aspetti – city-building e grand strategy – sono sinergici: infatti la nostra città-stato in un primo momento servirà soprattutto a iniziare la corsa al riarmo, iniziando, come tipico del genere, con catene di produzione basilari come cibo, vestiti e altri beni primari, per poi progredire verso prodotti molto più complessi, inclusi (e soprattutto) quelli di natura militare.
Dopo aver prodotto le prime unità militari, potremo usarle sulla mappa globale per attaccare altri territori o difendere la nostra patria dalle fazioni avversarie, e una volta espanso il nostro impero, avremo accesso a nuove risorse per creare nuovi tipi di beni e sviluppare catene produttive più avanzate.
Insomma, le due parti del gioco si completano per creare il “circolo virtuoso” tipico dei giochi gestionali e di strategia. Questo, almeno sulla carta. Ma questi due aspetti di Kaiserpunk riescono a convivere e completarsi senza problemi oppure le impalcature scricchiolano?
Dopo aver completato il tutorial e una partita a difficoltà normale, purtroppo ritengo che non tutti gli obiettivi siano stati centrati.
Se non riesci a capirlo senza una spiegazione, non puoi capirlo con una spiegazione.
Partiamo con un paio di considerazioni generali su Kaiserpunk, in particolare su come si presenta e spiega al giocatore. Il tutorial del gioco introduce senza infamia e senza lode l’ambientazione e le meccaniche base di costruzione della città, almeno nelle prime due missioni.
I problemi a mio parere sorgono nel terzo capitolo del tutorial, quello delle spiegazioni sulle relazioni con altre fazioni e in generale la gestione più avanzata del proprio dominio. Questo capitolo è assolutamente insufficiente e superficiale, con una pecca a mio parere ingiustificabile: la completa assenza di spiegazione su come vincere una partita. Infatti la prima volta che ho incontrato le condizioni di vittoria – dominio, vittoria diplomatica e supremazia scientifica – è stato durante il setup della mia prima vera partita.

Trovo inoltre inspiegabile come alcuni menu di gestione delle risorse, della popolazione e in generale della propria città siano “nascosti” in dashboard non consultabili direttamente dalla mappa di gioco. Questo, di fatto, impedisce di trovare un riscontro immediato a ciò che si sta leggendo.
Tutto questo, insieme ad alcuni problemi di interfaccia non chiara, non intuitiva e a volte grossolana, rende purtroppo a volte tedioso gestire la propria città. A mio parere, uno dei difetti più impattanti ed evidenti del gioco.
Passando alla parte grafica e tecnica, il comparto non è sicuramente eccezionale e abbiamo visto di meglio negli ultimi anni, ma è sicuramente funzionale e supporta la direzione artistica, che trovo ben riuscita. Il colpo d’occhio della città è a tratti molto piacevole e immersivo.
Un city-building con buone idee ma diversi problemi
La partita inizia con le classiche scelte di mappa, nomi e, nel caso di Kaiserpunk, alcuni retaggi che forniscono delle caratteristiche passive e una diversa livrea estetica delle nostre unità.
L’aspetto del city-building è sicuramente il più riuscito di Kaiserpunk. Le catene produttive sono complesse ma in gran parte ben pensate, gli edifici sono funzionali nelle loro opzioni di produzione e gestione, al netto della scarsa chiarezza menzionata in precedenza. La quantità di risorse e beni messi in gioco può spiazzare in un primo momento, ma ci troviamo comunque lontani da titoli come Anno 1800, anche se l’impalcatura di progressione è la stessa.
Per quanto riguarda la pianificazione, il gioco non vuole punire errori di posizionamento, che possono velocemente essere risolti grazie al comodo strumento “muovi” che sposterà interi edifici senza la necessità di demolirli e ricostruirli. I raggi di azione di “servizi” come acqua, elettricità o trasporti sono chiari e puliti. Qualche attenzione in più poteva essere posta sugli avvisi di problemi nelle strutture, che non saltano all’occhio a causa di una dimensione ridotta.

La prima mezz’ora della mia partita libera mi ha lasciato piacevolmente sorpreso. Tuttavia, il mio iniziale entusiasmo per la creazione e la gestione della città si è rapidamente spento con il progredire della partita: le catene di produzione sono rimaste complesse ma meno soddisfacenti; l’intera parte di edifici che rispondono a soddisfare esigenze “sociali” e di servizi dei nostri cittadini è assolutamente semplicistica e spesso rasenta il bisogno di sospensione dell’incredulità, sia a livello di mero gameplay che di immersività. Un vero peccato.
Al netto di tutto questo e dei difetti generali, rimane comunque un’esperienza di city-building abbastanza soddisfacente con molto spazio per miglioramenti e anche espansioni, se gli sviluppatori vorranno cogliere la balla al balzo.
Un mondo da conquistare, o forse no
La parte grand strategy di Kaiserpunk non è sicuramente Hearts of Iron, Total War o altri titoli simili e non vuole nemmeno esserlo. Tuttavia questo secondo aspetto centrale del gioco è, senza giri di parole, malriuscito.
Il primo problema che salta subito all’occhio è la dissonanza fra la parte city-builder e quella strategica. Il distacco fra il gestire una sola città mentre conquistiamo l’equivalente di metà Europa centrale è forte e rompe l’immersione.
La situazione degenera quando andiamo ad esaminare le meccaniche legata alla gestione strategica, che risultano inutilmente complesse, mal comunicate e sinceramente poco divertenti. Anche le battaglie, che dovrebbero essere abbastanza interessanti per la quantità di meccaniche e aspetti con cui interagiscono, non sono né soddisfacenti né divertenti da guardare.
Anche la diplomazia fra le altre fazioni in gioco, che beneficerebbero in personalità da un’ambientazione così forte e definita, non sono altro che bandierine e colori con poca interazione e limitate opzioni (reali e utili) di gameplay. L’IA è particolarmente aggressiva e purtroppo non sarà affatto ignorabile, anche in caso di tentare la vittoria scientifica.

Infine, anche l’aspetto sinergico fra città-stato e mappa mondiale spesso si riduce ad avere le risorse necessarie per creare truppe e potenziamenti, tutti su carta e con poca soddisfazione da trarre.
In completa sincerità, se Kaiserpunk non avesse questa componente strategica, il gioco ne beneficerebbe e la parte city-builder sarebbe già sufficiente per definirlo un buon gioco con alcuni importanti difetti. Tuttavia ritengo che gli sviluppatori dovrebbero invece lavorare sulla grand strategy e renderla più semplice, più accattivante e basata sulla diplomazia, con una componente militare molto più limitata.
Tirando le somme, Kaiserpunk è un titolo ambizioso che ha un enorme potenziale e buone idee, che però non sfrutta in modo appropriato e concretizza in maniera ancora meno brillante.
Non è un titolo gravemente insufficiente, ma a meno di correzioni di rotta abbastanza importanti, a mio parere non troverà un posto nella libreria di molti appassionati del genere gestionale/strategico.
Nota: al momento di pubblicare questa recensione, il team di sviluppo ha già rilasciato qualche patch che affronta alcuni dei difetti che ho evidenziato, come l’interfaccia e bug di alto impatto. Tuttavia, è ancora presto per determinare un vero miglioramento del gioco.


