L’ultimo romanzo di Iva Pezuashvili La discarica, edito da Voland, racconta la storia di una famiglia che, nell’arco di 24 ore, si scontra con la società georgiana, in continua trasformazione.

Trama
E’ il 9 Aprile del 2017 e a Tbilisi, come ogni anno, si celebra la giornata di commemorazione nazionale. Si ricordano le venti vittime causate dalla repressione di una manifestazione anti-sovietica da parte dell’Armata Rossa. Nel giro di 24h, viene presentata la vita di una famiglia che risiede nei sobborghi della città, detta “discarica”: i coniugi Gheno e Mila, con i figli Zema e Lazare.
Gheno è un eroe nazionale che ha combattuto per la sua patria contro i sovietici, ma vive il suo presente in totale smarrimento, in quanto non ha retto il cambiamento della società. Passa le sue giornate a bighellonare, ripensando alla sua vita passata e ai suoi compagni che non ce l’hanno fatta.
“..Gheno avverte che che a mandare fetore non sono soltanto il suo passato e il suo presente, ma anche il suo futuro, e anche i suoi figli cresciuti in quell’odore..”
Mila è una donna molto attraente che si è dovuta sobbarcare la responsabilità della famiglia. Ha sempre assecondato Gheno nelle sue scelte, a volte folli, ma ora non sopporta più il suo comportamento. I due litigano in continuazione, ma non riescono a lasciarsi definitivamente. Il 9 Aprile è il suo compleanno e nessuno in famiglia se lo è ricordato. L’unico che ha avuto parole dolci per lei è un cliente del salone di bellezza nel quale lavora, il signor Mamuka, con la quale non sa se intraprendere o meno una relazione extra coniugale.
“..Esistevano degli inferni monotoni e uno di questi si chiamava Georgia..”
La primogenita Zema mal sopporta le litigate giornaliere dei genitori e cerca di stare più tempo possibile fuori casa. Lavora in polizia e si è dovuta destreggiare in un ambiente maschile, misogino e xenofobo. Ha una relazione segreta con un amico di suo padre, anche se il pensiero vola sempre verso il suo primo amore, Nugo, che ora è diventato il teppista del quartiere.
“…Zema non conosceva la vita, le regole non scritte dell’universo secondo le quali ad arrecarci più dolore è colui a cui teniamo di più, e il maggior pericolo si annida nei luoghi che si crede di conoscere a menadito e in cui ci si addentra ciecamente…”
Infine Lazare, alias Ronin, è un ragazzo adolescente che lavora facendo consegne a domicilio, anche se il suo sogno più grande è diventare un cantante Hip-Hop. Il suo soprannome viene da un episodio accaduto quando era piccolo, in cui per poco non perdeva la vita in acqua. Per Lazare il 9 Aprile non è il giorno di festa nazionale, ma vi è la gara tra artisti Hip-hop che potrebbe permettergli di farsi conoscere maggiormente nell’ambiente musicale.
Le loro vite vengono raccontate seguendo lo scandire dei minuti di un orologio, dove i conflitti familiari si scontrano sia con il mondo che li circonda, sia con i pensieri di un passato ormai sepolto. In una società in continua trasformazione, viverci non è per niente semplice e si cerca di sforzarsi il più possibile per arrivare a fine giornata.
“..e per quanto fossero sgargianti i colori delle vernici con cui ricoprivano le facciate dei palazzi sovietici e per quanti strati di asfalto stendessero sul suolo zeppo di morti, il tanfo era sempre lì. Era lì e regnava..”
Recensione
La Georgia è un paese che ha subito dei cambiamenti sociali molto forti. E’ passata da essere una regione sotto il controllo dell’Impero Russo alla breve Indipendenza, dall’occupazione territoriale da parte dell’Armata Rossa al crollo dell’Unione Sovietica e all’attuale Repubblica. Chi è cresciuto soprattutto negli ultimi vent’anni del secolo scorso, ha dovuto affrontare le conseguenze di questo caos sociale, cercando sempre di cavarsela il meglio che poteva.
Gheno, uomo armeno trasferitosi in questo paese, ha combattuto il nemico comune egregiamente. Quando però il suo ruolo è terminato, non è riuscito a trovare il suo posto nella società che, venendo a contatto maggiormente con il mondo europeo ed americano, è cambiata drasticamente. Gheno è rimasto schiacciato, smarrito e completamente spaesato da tutto questo. Non è abituato a vivere in un paese democratico, ma soprattutto libero. Pensa sempre al suo passato e il 9 Aprile è una data che lo colpisce particolarmente, in quanto anche lui era presente alla manifestazione. La moglie Mila prova a stargli accanto, ma non riesce più a tenere nascosta la sua femminilità, che urla per emergere nuovamente. Le avance di Mamuka la mettono a dura prova perché non sa se scegliere tra la famiglia disastrata che si ritrova o se far prevalere la sua persona. In questo vortice genitoriale del tutto negativo, i figli Zema e Lazare cercano anche loro un posto nel mondo in cui vivono e lo fanno con i pochi mezzi che hanno. Ce la mettono tutta per far ascoltare la loro voce, anche se è molto difficile. La società è diventata egoista e le persone che ci vivono ne sono vittime.
Le quattro vite che l’autore racconta sono una sorta di fotografia della realtà in cui lui stesso vive. Il suo è un tentativo di documentare la Georgia, un paese ancora instabile che ha difficoltà a lasciare andare del tutto usanze e modi poco ortodossi. Lo scandire il racconto attraverso le ore del giorno permette di tessere una tela sociale contorta, in cui le persone rappresentano dei fili che si intrecciano tra loro, movimentando l’azione. L’exploit finale è una sorta di bomba che esplode, cambiando radicalmente le loro vite. Non sanno cosa sarà del loro futuro, ma sperano di poterlo vivere al meglio.
L’insegnamento che si ricava dalla lettura di questo romanzo è il provare ad accogliere il mondo per come si presenta, perché nella sua imperfezione nasconde sempre delle gemme di bellezza. Fondamentale è tentare di non farsi schiacciare da esso e di mantenere la propria personalità salda. La fiducia in sé stessi e negli altri è tutto. Sarà sempre difficile vivere, l’importante è continuare a farlo.
Il libro lo potete trovare QUI
Autore
Nato nel 1990, Iva Pezuashvili è uno scrittore, sceneggiatore e autore televisivo georgiano. Dopo la laurea presso la Shota Rustaveli Theater and Georgia State Film University, nel 2014 ha esordito in narrativa con una raccolta di racconti, a cui ha fatto seguito nel 2018 il primo romanzo, che è stato selezionato per tutti i principali premi letterari georgiani. Con La discarica, suo secondo romanzo, si è aggiudicato nel 2022 il Premio dell’Unione Europea per la Letteratura.




