A distanza di un anno da Parthenope, Paolo Sorrentino non perde il ritmo e torna in sala con La Grazia, un nuovo eclettico (ma anche misterioso) film che ritrova uno splendido Toni Servillo protagonista. Sin dal suo esordio, il regista napoletano ha mostrato un’interesse sensibile verso la musica, e al pari passo con la sua passione per il cinema. Partendo da “Le conseguenze dell’Amore” con Rossetto e Cioccolato di Ornella Vanoni alla forse più iconica scena de “La Grande Bellezza” con “A Far L’amore” di Raffaella Carrà e Bob Sinclair in sottofondo, per poi arrivare alla scena del ballo di Parthenope con la malinconica “Era già tutto previsto” di Riccardo Cocciante. Insomma, tanta musica e tante scene memorabili arricchite dal giusto ritmo, ma ora passiamo al presente e analizziamo le canzoni de La Grazia.

Surf Rider – Il Est Villain
Un brano elettronico sognante, accompagna una scena a tratti onirica in slow motion del film. “Surf Rider” (da non confondere con l’omonima canzone presente in Pulp Fiction) dona un tono quasi ultraterreno, sottolineando lo stile sospeso caratteristico di Sorrentino. La musica crea un’illusione di leggerezza, ma allo stesso tempo maschera l’inquietudine che serpeggia sotto la superficie. La migliore del film!
Aurora – Alva Noto & Ryuichi Sakamoto
Un pezzo d’atmosfera minimalista e contemplativo, che appare nei momenti più riflessivi del film, come quando il protagonista ripensa alla sua amata. La combinazione tra elettronico e piano evocativo esplora l’anima di Mariano, fungendo da ponte tra ciò che è visibile e ciò che è intimo. Un chiaro esempio di confronto tra passato e dubbi interiori, in questo caso accompagnato da un’atmosfera graziante.
3.5 Mins of Acid – Ki/Ki
In una delle scene più visionarie del film, questa traccia techno dura esplode durante un montaggio frenetico. La scelta di Ki/Ki, nota per le sue sonorità rave, dà al momento una carica ipnotica e disturbante. Un caos “organizzato” e con un ritmo martellante che amplifica lo smarrimento del protagonista, immerso in un mondo che lo sovrasta.
Le Bimbe piangono – Guè
La traccia di Guè, malinconica ma egocentrica, fa da sottofondo a una delle sequenze più intime del protagonista: un momento di riflessione notturna, dove il silenzio convive con la solitudine. Il contrasto tra la durezza del beat e il testo personale riflette il dualismo del personaggio: un “cemento armato” all’esterno, ma fragile e disilluso all’interno. La canzone enfatizza quel senso di “vuoto” che Sorrentino, da sempre, racconta benissimo.
Queste tracce, continuano a dimostrare come Sorrentino sia capace di mescolare musica contemporanea, elettronica e classici italiani per ricreare una profondità narrativa “esclusiva” per il film. Voi cosa ne pensate? Vi ricordiamo che La Grazia è al cinema da oggi 15 Gennaio 2026!




