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Legend of Keepers
NerdPool > Blog > Videogiochi > Legend of Keepers – Recensione: un particolare mix di generi
Videogiochi

Legend of Keepers – Recensione: un particolare mix di generi

Christian Pollini
2 Giugno 2021
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8 Min
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La scena indie, sempre più prolifica, non manca di far parlare di sé e stupire per la cura e la qualità di alcuni titoli prodotti da piccoli team con poco più che una passione sfrenata per questo medium. Sicuramente è il caso di Goblinz Studio, che con Legend of Keepers ribalta i canoni del classico RPG, mettendoci nei panni non del solito eroe o del solito manipolo di avventurieri, bensì ci permette di sperimentare cosa si prova ad essere dall’altra parte, ovvero in quella del Guardiano del Sotterraneo, o Signore del Dungeon.

Il trailer di lancio di Legend of Keepers

L’idea alla base di Legend of Keepers non è certo nuova: chi ha qualche anno in più sulle spalle come, ahimè chi vi scrive, ricorderà sicuramente il leggendario Dungeon Keeper del 1997 ad opera della compianta Bullfrog dell’eclettico Peter Molynuex. Il lavoro di Goblinz Studio però oltre all’idea di base ha ben poco a che spartire con il suddetto strategico in tempo reale degli anni ’90, essendo un curioso mix di generi, che va dallo strategico al roguelike, passando per l’RPG a turni. Disponibile su PC e Nintendo Switch (è su quest’ultima versione che abbiamo effettuato la nostra analisi), vediamo quanto è valido questo cocktail di generi, come sempre nella nostra recensione made in NerdPool!

Benvenuti alla Dungeons Company!

Un mini-tutorial ci attende all’inizio di Legend of Keepers, in cui ci verrà prevemente spiegato che, in qualità di nuovo responsabile dei sotterranei presso la Dungeons Company, il nostro compito sarà quello di addestrare un nostro manipolo di mostri, preparare trappole e quant’altro serva a sconfiggere i fetidi avventurieri che vorranno entrare a saccheggiare i nostri cari e oscuri antri.

Legend of Keepers
Una tipica fase di combattimento tra i nostri mostri e gli stolti avventurieri che osano addentrarsi nei nostri sotterranei

Dopo aver scelto il nostro alter-ego fra i tre disponibili, che fungerà da Guardiano del Dungeon e boss finale nel caso gli avventurieri sopravvivessero alle insidie precedenti, comincia la nostra nuova carriera. Il gioco si sviluppa in settimane, ad ognuna delle quali corrisponderà un evento generato casualmente, che quando non consisterà nella difesa vera e propria del proprio dungeon contribuirà a rafforzarci (o indebolirci) in base alla scelta che faremo e alla fortuna. Avremo quindi incontri con mercanti e addestratori, o incontri casuali con esattori vampiri o eventi a sorpresache possono darci bonus o malus per il proseguimento della campagna.

Le fasi di gioco vero e proprio, dove respingeremo le invasioni degli eroi, si compongono invece di due distinte fasi: la preparazione, in cui dovremo posizionare stanza per stanza trappole e mostri (in maniera piuttosto guidata, ci sono stanze apposite per ogni cosa, ad ogni livello cambia la disposizione delle stesse, ma ognuna ha un suo scopo preciso), e l’esecuzione vera e propria dell’assalto, in cui dovremo fronteggiare il manipolo di avventurieri, indebolendolo con le trappole, affrontando combattimenti a turni coi i vari mostri, fino ad arrivare alla stanza del tesoro, dove il nostro Guardiano attende per finire i malcapitati.

Fare carriera a suon di massacri

Il susseguirsi delle settimane in Legend of Keepers scandirà il procedere della nostra carriera di Guardiano: arruoleremo nuove creature tra le nostre fila, le addestreremo e dovremo stare attenti a dare loro il cambio con altre tra un assalto e l’altro. Infatti ogni volta che saranno sconfitti dagli eroi (e ciò accade quasi sempre, essendo in pratica carne da macello per rallentarli) la barra della motivazione si abbasserà, e bisognerà “tenerli in panchina” per ripristinarla.

Il sistema di assegnazione dei talenti per il nostro Guardiano, guadagnati grazie alle vittorie sul campo

Dovremo quindi gestire il loro addestramento, aumentare le nostre fila e il tutto con un occhio al bilancio tra entrate e uscite: la vita alla Dungeons Company non è semplice! Il tutto è magistralmente orchestrato con un mood tra il serio e il comico, uno stile che si adatta perfettamente al gioco, senza prendersi troppo sul serio ma restando comunque molto tecnico e strategico.

Sarà perciò necessario studiare bene ogni posizionamento di truppe e trappole all’interno dei dungeon, tenendo conto delle abilità e caratteristiche di ognuno in relazione a quelle degli assalitori, che potranno essere sconfitti sia azzerando la loro barra della vita, e quindi uccidendoli, sia azzerando quella del morale, spaventandoli e privandoli della giusta motivazione costringendoli quindi alla fuga.

Una pixel-art al servizio del male

Dal punto di vista tecnico Legend of Keepers può vantare una grafica 2D a scorrimento orizzontale realizzata con una pixel-art molto ben riuscita ed ispirata, capace di donare quel sapore retrò a cui punta una produzione del genere. Anche il comparto audio è in linea con lo stile adottato, efficace quanto basta a creare la giusta atmosfera. La localizzazione italiana poi è discretamente buona, seppur con qualche refuso o qualche traduzione letterale poco azzeccata, ma nulla che renda il titolo ingiocabile o incomprensibile.

Legend of Keepers
Le ambientazioni, pur trattandosi sempre di dungeon, provano ad essere quanto più possibile varie, come dimostra questa caverna di ghiaccio

La longevità, spesso tallone d’achille delle produzioni indipendenti, si rivela sorprendentemente elevata: la campagna in sé non è particolarmente lunga, ma è possibile rigiocarla con un altro dei tre Guardiani disponibili per sperimentare soluzioni diverse a livello strategico, e poi è possibile giocare alla Endless Mode, una modalità in cui si deve resistere il più a lungo possibile dagli assalti, e quella Personalizzata, dove variare alcuni parametri relativi alla difficoltà della Endless Mode.

La giocabilità su Switch non è affatto male, a patto di imparare bene le funzioni di ogni tasto, i primi tempi capiterà spesso di chiudere i menu sbagliati e tornare senza accorgersene alla schermata iniziale, ma tutto sommato il titolo si adatta bene alla console ibrida di Nintendo. Piccolo appunto sulla portabilità: Le scritte dei menu e le varie statistiche sono piuttosto piccole, e in modalità portatile è possibile che sia un po’ difficoltoso leggere tutte le informazioni importanti a schermo, noi lo abbiamo testato su una Switch standard, non osiamo pensare come possano essere sullo schermo più piccolo della Lite.

In definitiva consigliamo Legend of Keepers agli amanti degli strategici e roguelike vecchia scuola, infarcire il tutto con statistiche e modalità da RPG a turni rende il titolo un riuscito mix di generi, tanto omogeneo quanto ben bilanciato, un centro pieno per Goblinz Studio.

ARGOMENTI:Goblinz StudioNintendo SwitchpcRecensione
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DiChristian Pollini
Mi chiamo Christian, sono nato nel 1983 e più o meno dal 1989 (anno in cui ricevetti la mia prima console da gioco, il leggendario Nintendo NES) sono irrimediabilmente appassionato di videogiochi. Ho passato tutti i tipi di piattaforme, dai PC alle console di tutte le generazioni dagli 8 bit in poi mi sono sempre tenuto aggiornato ed informato su tutti gli aspetti di questa piccola grande passione. Appassionato inoltre di cinema, fumetti, libri, giochi di ruolo, serie TV e più o meno tutto ciò che ruota attorno alla cultura nerd.
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