Sembra non succedere molto, nell’ultimo episodio di L’estate in cui Hikaru è morto. Eppure, vediamo seminare indizi, informazioni: l’inizio di ciò che potrebbe succedere, uno spunto su ciò che potrebbe già essere successo. E, soprattutto, abbiamo una grande rivelazione.
Il nuovo inquietante anime, i cui episodi escono ogni sabato su Netflix, vede protagonista Yoshiki, un liceale che si rende conto che il suo migliore amico Hikaru non è o stesso da quando è andato in montagna, scomparendo per una settimana. Hikaru è morto, il suo corpo è ora abitato da un essere che ne ha copiato la personalità e si sta “attaccando” a Yoshiki sempre di più, sfruttando i sentimenti del ragazzo.
Nel quarto episodio, “Festival estivo” vediamo il protagonista sotto una luce leggermente diversa, una sfumatura del suo personaggio sempre più complessa, e forse un po’ oscura. Vediamo un ragazzo depresso, un giovane che vuole scappare, e non solo ora, ma da sempre: un adolescente cresciuto in un luogo che gli sta stretto, in un luogo che non lo accetterà mai per quello che è: un luogo in cui si trova però il ragazzo che ama.
Vediamo sfumature sempre diverse anche in “Hikaru”: la “cosa” che quel corpo ospita sembra sviluppare sempre di più una propria personalità, che non si fa più problemi a nascondere davanti a Yoshiki, al quale chiede: “è così che hai capito che non ero davvero lui?”; “No”, risponde il ragazzo, “l’ho scoperto quando ho visto il cadavere di Hikaru”.
Ciò che riempie il cuore di Yoshiki (e di noi spettatori) è una tragedia piena di orrori, di sentimenti e strette al cuore.
E, mentre soffriamo insieme al protagonista e ci contorciamo al pensiero dell’orrore che sta vivendo (e strizziamo l’occhio alla metafora sulla comunità LGBTQ+), scopriamo che la storia va avanti anche ad insaputa dei protagonisti: grazie al misterioso “agente” biondo con gli occhiali da sole, scopriamo più cose del mondo da cui proviene il “nuovo Hikaru”: una realtà piena di spiriti, poteri, barriere e patti da stringere.


