Ormai da una settimana i fan degli anime sono stati travolti dalla nuova uscita Netflix: L‘estate in cui Hikaru è morto è l’appuntamento settimanale che tutti stavamo aspettando.
I primi due episodi di L’estate in cui Hikaru è morto, usciti il 5 e il 12 luglio, pongono delle ottime basi per una storia drammatica e raccapricciante, piena di colpi di scena e situazioni emotivamente complesse.
Yoshiki e Hikaru sono migliori amici, praticamente inseparabili, fino a quando Hikaru non decide di andare in montagna per un motivo misterioso e lì scompare per una settimana. Al suo rientro tutto sembra essere tornato alla normalità, anche se il ragazzo dice di non ricordare nulla. Yoshiki, però, nota che il suo amico non è lo stesso. “Tu non sei Hikaru, vero?“, gli chiederà. “Come l’hai capito? Pensavo di averlo riprodotto alla perfezione“, risponderà “Hikaru”.
Un’introduzione che fa gelare il sangue nelle vene. Un ragazzo che, quando viene a sapere che il suo migliore amico è morto, che al suo posto c’è una creatura, un essere forse maligno, decide di non dire nulla, di continuare a fingere che sia tutto a posto, piuttosto che rinunciare al ragazzo che ama così tanto. Un viso familiare, un viso amato, un corpo vuoto: meglio che accettare la verità e dover ammettere che Hikaru non c’è più.
I protagonisti vivono in una località ai piedi della montagna, in cui circolano molte voci e credenze, una comunità non estranea al concetto di spiriti ed entità maligne, in cui addirittura alcuni dei personaggi riescono a percepire la presenza di “Hikaru” e a rabbrividire al suo passaggio.
In questi primi due episodi abbiamo visto che quello che abita il corpo del ragazzo sembra essere un qualcosa di oscuro, potente e pericoloso. E, soprattutto, sembra essere intenzionato a stare accanto a Yoshiki e a sfruttare i suoi sentimenti per Hikaru. Ciò che non sappiamo ancora è quale sia il suo obbiettivo. Che sia effettivamente legato al ragazzo? Sarà un essere in grado di provare emozioni umane o non è altro che un’impurità malvagia che sfrutta Yoshiki per i suoi scopi?
L’anime (almeno per il momento) sembra spaziare tra i generi, in grado di commuovere, inquietare e farci immedesimare nel povero protagonista, alle prese con un lutto di cui non può parlare e un segreto che non può (e non vuole) rivelare. Come ci si può sentire ad essere l’unico a conoscere una verità del genere? Forse questo tipo di rapporto può portare il ragazzo ad un livello di confidenza che con il vero Hikaru non avrebbe mai raggiunto. Sapere che qualcosa di non umano si nasconde nella comunità e non dire nulla potrebbe essere rischioso, un passo falso che può mettere in pericolo sé stesso e chi gli sta intorno. Varrà la pena continuare a vivere con questa consapevolezza, nella disillusione e nella speranza vana di recuperare un rapporto e una persona ormai persi per sempre? Quali altre disgrazie e pericoli ci aspettano nei prossimi episodi? La fine della seconda puntata di certo non promette nulla di buono.
I primi due episodi ci hanno conquistato e incuriosito: non possiamo fare altro che aspettare con impazienza il prossimo sabato!


