Ogni anno in Italia si celebra un’importante ricorrenza nella giornata del 25 aprile: l’anniversario della liberazione del Paese dall’occupazione nazista e dal fascismo. Per raggiungere questo risultato ci sono voluti anni di lotta partigiana e di resistenza ed è per questo che il 25 aprile è una data fondamentale per il nostro Stato, una “festa” che ogni italiano dovrebbe davvero sentire e celebrare.
Molti autori e autrici, soprattutto nel secondo dopoguerra, hanno scritto della Resistenza italiana, dei partigiani e della liberazione: questo filone letterario è chiamato Neorealismo ed è stato perfettamente descritto dall’aprifila di questi autori, Italo Calvino. Ma ad occuparsi del tema sono stati anche autori successivi, a testimonianza del valore di questo evento storico e di questa giornata.
Ecco per voi alcuni libri preziosi per approfondire e conoscere meglio l’importanza storica della giornata del 25 aprile!
IL SENTIERO DEI NIDI DI RAGNO di Italo Calvino

Il sentiero dei nidi di ragno è stato pubblicato per la prima volta nel 1947 e racconta della Resistenza partigiana al dominio nazifascista. Gli eventi, le lotte e le battaglie sono narrati dal punto di vista di Pin, un bambino di dieci anni che, in mancanza di una figura adulta che possa prendersi cura di lui, si unisce ad un gruppo di partigiani liguri.
Nella prefazione della seconda edizione del 1964 Italo Calvino spiega il vero senso di questo romanzo, che è anche la sua primissima opera. Perché circa vent’anni prima ha sentito l’esigenza di raccontare della Resistenza italiana? Perché molti altri scrittori hanno provato questo stesso bisogno? Perché, insomma, in modo così rapido e spontaneo è nata la letteratura neorealista? Calvino racconta che chi ha vissuto quegli eventi o chi ne ha sentito parlare, chi in qualche modo è stato partecipe direttamente o indirettamente alla liberazione dell’Italia, sente la necessità di parlarne, di raccontare, di buttare fuori ciò che è stato. Queste persone si sono sentite depositarie di un’eredità, di un qualcosa che non si poteva e non si doveva dimenticare. “Il neorealismo non fu una scuola”, scrive Calvino, “fu un insieme di voci” che sentivano di non poter parlare d’altro, perché la letteratura e l’esperienza “non sono due universi ma uno”: uno scaturisce dall’altro e viceversa.
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UNA QUESTIONE PRIVATA di Beppe Fenoglio

La storia della Resistenza si intreccia con “una questione privata”, come dice il titolo stesso di questo romanzo di Beppe Fenoglio. Il giovane partigiano Milton non può far a meno di pensare che Giorgio, un uomo impegnato in un altro gruppo partigiano, abbia avuto una storia con Fulvia, la ragazza che ama da sempre. La storia della lotta al fascismo si intreccia allora con la vita privata di Milton. Ciò che bisogna capire è che prima di combattenti, prima di antifascisti, queste persone che hanno lottato per liberare un paese erano esseri umani, con dei sentimenti e dei vissuti personali che non sempre potevano lasciarsi alle spalle.
Molto spesso le opere neorealiste evidenziano il rapporto tra vita privata e lotta armata, come accade in Una questione privata: i sentimenti talvolta spingono ad agire, altre volte invece bloccano, ma è necessario tenerne conto per ricordare che chi si è battuto per la liberazione dell’Italia ha spesso rischiato molto, ha messo in gioco se stesso, i suoi affetti e la sua vita privata per un bene comune.
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UOMINI E NO di Elio Vittorini

Se gran parte dei racconti sulla Resistenza sono ambientati nei boschi, in campagna o tra le colline, luoghi in cui i partigiani si nascondevano, con Vittorini e il suo Uomini e no ci troviamo in città, più precisamente a Milano, nel 1944, quando la città era occupata dai tedeschi. Il titolo del romanzo si basa probabilmente su una distinzione tra antifascisti – gli “uomini” – e i fascisti – “e no”. Il protagonista del romanzo è un partigiano che si fa chiamare Enne2 ed è capitano dei GAP (Gruppi di Azione Patriottica) di Milano. Egli tuttavia non rappresenta l’eroe della Resistenza, anzi: anche se lotta contro il fascismo e la dittatura e crede fermamente nella necessità di riaffermare la libertà. Enne2 non è convinto della liceità dei mezzi e sui metodi di realizzazione di tale libertà: ha davvero senso questo morire per un’ideale, quando parte dell’umanità rimane comunque una “non umanità”?
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LA RAGAZZA DI BUBE di Carlo Cassola

La guerra è appena finita e la giovane Mara e l’ex partigiano Arturo, detto Bube, si conoscono per caso. Sono molto giovani: lei ha sedici anni e lui poco più, anche se gli anni e l’esperienza della guerra e della Resistenza non lo ha reso più maturo. I due si piacciono fin da subito e in poco tempo si innamorano davvero. Sembra andare tutto bene, fino a quando Bube, nel suo essere così impulsivo, compie un errore, un gravissimo errore da cui non si torna indietro. Tuttavia l’amore tra Bube e Mara è potente e assoluto a tal punto che nulla può ormai separare i due giovani. La vita di entrambi è destinata irrimediabilmente a cambiare, è compromessa per sempre, ma Mara non abbandona Bube neppure in questa situazione. La storia di Mara è uno “scomparire”: la ragazza smette di essere se stessa, pian piano perde la sua forma per cristallizzarsi sempre più nel ruolo di “ragazza di Bube”. Nel lettore potrebbe sorgere spontanea la domanda “Perché?”: perché Mara resta con lui nonostante tutto? Perché lei, così vivace e sveglia, accetta di restare bloccata in un ruolo fisso che la caratterizza solo in quanto compagna di qualcun altro? Eppure il lettore non se lo chiede. La narrazione è così immersiva e totalizzante che chi legge capisce e condivide i sentimenti di Mara, empatizzando totalmente con la protagonista.
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LA STORIA di Elsa Morante

Elsa Morante, nel monumentale romanzo che è La Storia, non parla solo di Resistenza, ma dell’intera guerra e non solo. Morante racconta di come la Storia, quella con la S maiuscola, quella dei famosi politici, quella degli stati, quella che si studia a scuola, ha alle spalle tante una storia con la S minuscola, la storia delle persone comuni, che sotto quei politici e in quegli stati ci vive. Cosa accade quando la Storia – con la S maiuscola – incontra la storia – quella con la s minuscola? Cosa accade alla gente comune quando le politiche, le guerre, gli accordi tra stati entrano tra le mura di casa distruggendole, bombardandole, mandando in frantumi una quotidianità già di per sé fragile?
Questo libro è il racconto di Ida Ramundo e dei suoi figli, è il racconto di una Roma in guerra e in macerie, è il racconto di una vita serena che non arriva nemmeno dopo la liberazione, perché gli orrori della Storia non abbandonano la gente comune così facilmente.
Da questo romanzo è stata realizzata nel 2024 un’accurata miniserie televisiva.
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SOSTIENE PEREIRA di Antonio Tabucchi

Con il 25 aprile parliamo di liberazione italiana, è vero, ma il totalitarismo non è stato un fenomeno solo italiano, tutt’altro. I totalitarismi si sono diffusi in Europa a macchia d’olio nella prima metà del Novecento e Antonio Tabucchi racconta del salazarismo in Portogallo tramite il suo indimenticabile protagonista Pereira, il cui nome di battesimo non viene mai rivelato.
Nel Portogallo del 1938, sostiene il dottor Pereira fin dall’inizio del romanzo che si intitola appunto Sostiene Pereira, è meglio essere apolitici, non esprimere le proprie idee ed evitare di esporsi. Ma è davvero così? Che tipo di persona è una che si nasconde, che è omertosa e accetta acriticamente un governo dittatoriale e totalitario? Pereira, grazie all’aiuto di due giovani partigiani di origini italiane, comprende che non si può sempre stare in silenzio, che ci sono ideali per cui vale la pena lottare e, forse, anche morire.
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