Una distopia dall’ambientazione europea, un governo estremamente controllante e un piccolo tentativo di ribellione, che poi ribellione non è: questi sono gli ingredienti che danno vita a Libertà colpevole, romanzo di Jean-Yves Le Borgne pubblicato a fine 2025 da CarbonioEditore.

Trama
Siamo in Francia, a Parigi. Théo è un giovane professore associato alla Sorbona che va molto orgoglioso della sua carriera: fin da bambino è sempre stato preciso, tendente alla perfezione, non ha mai avuto problemi ad incanalarsi in regole prestabilite e a seguirle in silenzio. Théo ha una fidanzata, Léa, che a differenza sua tollera un po’ meno regole rigide e imposizione ingiuste o immotivate. Insomma, in fin dei conti quindi il nostro protagonista conduce un’esistenza tranquilla, un’unica insicurezza che macchia le sue certezze: suo padre, morto in un incidente aereo in America. La vita di Théo prosegue nell’incrollabile convinzione che una società retta da regole ferree a tutela dei cittadini sia la migliore possibile; proprio per questo decide di sottoporre se stesso e Léa ad un controllo chiamato “coniugalizzazione” per ufficializzare il loro rapporto. Ma questa procedura si rivela piuttosto un interrogatorio che instilla dei dubbi in Léa e, di conseguenza, anche in Théo, che non può fare a meno di provare una sensazione di malessere che in poco tempo si trasforma in un’ansia ossessiva che comincia a incrinare le sue certezze. I sospetti di essere perennemente sorvegliato e i dubbi sempre più pressanti sul mistero che circonda la morte del padre fanno sì che per Théo quel sistema politico sempre tollerato e, anzi, passivamente accettato, inizi a rivelare improvvisamente tutta la sua natura oppressiva. E così, spinto da un impulso silenzioso e irrefrenabile, Théo fugge e parte per un piccolo viaggio alla ricerca di un brivido della libertà.
Théo si limitava a sorridere, pensando che agli occhi della gente ricevere rispetto da pare di un poliziotto faceva di te un uomo onesto, mentre la sua ostilità era sinonimo di condanna. L’idea che un’istituzione potesse funzionare al contrario, che la vendetta sociale colpisse l’innocente o che gli onori coronassero un usurpatore, non era esclusa per stupidità o per mancanza di immaginazione, ma semplicemente per pigrizia. Per vivere tranquilli bisognava che il mondo fosse conforme all’apparenza immediata, in una sorta di semi-sonnolenza.”
Recensione
Il mondo oppresso e privo di libertà descritto in questo romanzo di Le Borgne certamente colpisce per la sua attualità: rispetto ad altre distopie scritte da autori europei ed ambientate in Europa, questa risulta incredibilmente vicina, contemporanea. Libertà colpevole descrive benissimo la deriva che ogni Stato attuale potrebbe disgraziatamente prendere se il potere politico decidesse di controllare capillarmente ogni nostra azione con l’obiettivo di raggiungere un bene più grande, cioè pace, prosperità e ordine sociale. La storia di Théo porta ad interrogarsi se sia davvero questa la serenità che vogliamo vivere nel nostro Paese: quanto si è disposti a sacrificare per garantire un generale benessere? Il pensiero di Théo cambia leggermente nel corso della storia, sebbene egli non smetta mai realmente di abbassare il capo di fronte alle imposizioni prese dall’alto, mentre la sua fidanzata Léa si mostra nel corso di tutto il romanzo più combattiva e non disposta a lasciar andare anche quel piccolo angolo di libertà personale che le è rimasto.
Se da un lato l’ambientazione del romanzo e il dilemma filosofico che affligge il protagonista sono molto interessanti e ben approfonditi, dall’altro a mancare di profondità è la trama. La storia raccontata è molto semplice, direi quasi scarna: gli avvenimenti non sono molti, perché grande spazio nei vari capitoli è preso per spiegare per filo e per segno la struttura e l’organizzazione politica e sociale di questa nuova Francia. Sicuramente l’analisi di un paese sotto un governo così repressivo è suggestiva, ma talvolta è sembrato di leggere quasi più un saggio di taglio filosofico o sociologico piuttosto che un romanzo. Devo ammettere però che, dopo essermi informata un po’ sulla vita dell’autore, mi sono spiegata questo piglio saggistico e a tratti didascalico, sebbene ciò non tolga che la struttura del romanzo ne abbia risentito.
Potete trovare il romanzo QUI.
L’autore
Jean-Yves Le Borgne, nato nel 1950 a Parigi, è uno dei più noti avvocati penalisti francesi. Figura di riferimento del mondo giudiziario, ha pubblicato numerosi saggi di rilievo nei quali indaga i limiti e le contraddizioni della giustizia contemporanea. Libertà colpevole (2025) è il suo primo romanzo.



