Una notte, delle grandi statue di angeli e creature deformi sono misteriosamente comparse in tutta Accabarì e nei dintorni della città. La popolazione locale ha imparato a conviverci, pur non sapendo nulla sulla loro natura. Da questa premessa prende il via Lindy Hop dall’aldilà, fumetto d’esordio e tesi di laurea di Eva Daffara, con il quale ha vinto la borsa di studio della Fondazione Tuono Pettinato nel 2014 e uscito ora per Eris Edizioni.

L’autrice ci racconta le vite di alcuni abitanti di Accabarì, destinate in qualche modo a incrociarsi e a scontrarsi, mentre le statue degli angeli alieni, chiamati Entroydi, osservano e, forse, influenzano il corso degli eventi. Le strade della città sono popolate di personaggi bizzarri come la Signorina Gappon, un’operatrice funebre piuttosto eccentrica, Giò Bindi, un comico fallito e disprezzato dal suo pubblico, o Corinna, una venditrice porta-a-porta di aspirapolvere. Per non parlare di Vector Hellion, un nobile decaduto che, per sfizio, decide di sfidare un campione di Formula 1 in un evento che avrà conseguenze piuttosto tragiche.

Sin dalle prime pagine di Lindy Hop dall’aldilà ci si imbatte in tanti personaggi totalmente imprevedibili e che Eva Daffara riesce sempre a caratterizzare bene, rendendoli ben riconoscibili sin nell’aspetto fisico che nel modo di comportarsi, e che possono suscitare curiosità nel lettore. Allo stesso modo, si percepisce anche il lavoro che c’è stato nel costruire l’ambientazione, ben visibile nell’insieme sin dalla mappa iniziale. Elementi reali si mescolano con qualcosa di bizzarro o che sembra fuori posto, mentre la costante restano gli Entroydi, ognuno diverso dall’altro, alieni e silenti osservatori, presenti in ogni scena ma che non costituiscono il fulcro reale della narrazione.

L’autrice dà vita a moltissime situazioni grottesche. Tra corse folli di auto, spettacoli di stand-up comedy e partite di poker all’ultimo sangue, succede di tutto ad Accabarì, ma il ritmo del racconto non è per nulla frenetico, alternando bene scene caotiche ad ampi paesaggi e momenti più riflessivi. Il tratto psichedelico e cartoonesco dell’autrice trova posto in tavole con una gabbia piuttosto standard, scelta che rende agevole la lettura ma che ci impedisce forse di vedere al massimo la grande creatività e il talento di Eva Daffara. Sicuramente avremo modo di rivederla all’opera e Lindy Hop dall’aldilà è un ottimo biglietto da visita, esaltato dalla bella veste grafica scelta da Eris Edizioni.



