Matteo Mantoani fa il suo esordio in libreria con Lo speziale di Steinbrueck, pubblicato da Fazi Editore nella collana Le strade. Ambientato in Friuli nella prima metà del Settecento, questo giallo a sfondo storico unisce un’accurata ricostruzione dell’epoca a una trama investigativa curiosa, guidata da uno speziale alquanto ambiguo.

Trama
Friuli, 1738. Sulle sponde del fiume Meduna, nei pressi di Orgnasso, un piccolo borgo sperduto tra le montagne, il ricco e cinico mercante Gottlob Kramer si imbatte in una scena raccapricciante: il cadavere brutalmente scuoiato di una donna del posto, Maddalena. Quando decide di portarlo al podestà del paese, l’uomo viene immediatamente accusato del delitto. Per scagionarsi ed evitare la forca, Gottlob decide di indagare da solo alla ricerca del vero colpevole, affiancato nelle ricerche dall’ingenuo figlio della vittima.
Ed eccomi qua, con mercanzia acquistata a Venezia, un forziere con quattrocento ducati tra monete e lettere di cambio, e il cadavere scuoiato di una giovane avvolto in uno dei tappeti importati dal Turco. Torsten tiene le redini e sorride con aria baldanzosa, i bifolchi che fino a poco fa si accalcavano attorno al cadavere corrono ai lati del carro per arrivare in paese prima di noi. Per loro lo spettacolo è appena cominciato
Il caso prende però una piega personale quando Kramer scopre che Maddalena era la figlia di una donna di nome Marietta. Questo nome, infatti, non gli è affatto indifferente: dietro l’identità del mercante si nasconde Giacomo, originario proprio di Orgnasso, paese che aveva abbandonato da bambino. Il macabro enigma lo costringe così a fare i conti con i fantasmi della sua giovinezza, riportando a galla i traumi e i segreti familiari che hanno forgiato il suo carattere disincantato e tagliente.
L’indagine sulla morte di Maddalena si trasforma in un viaggio interiore nei ricordi di Kramer, dove gli indizi del presente si intrecciano con le colpe del passato, fino a sfociare in una verità finale inaspettata. In questo microcosmo nessuno è innocente: dietro la facciata del piccolo borgo si celano segreti inconfessabili che, riaffiorando a uno a uno, condurranno i protagonisti a un inevitabile confronto faccia a faccia finale.
Recensione
Matteo Mantoani ci catapulta nel Friuli del 1738, una complessa terra di confine divisa politicamente e lacerata dal contrasto tra la dura vita rurale e i primi bagliori dell’Illuminismo. Frutto di un’accurata ricerca storica, Mantoani sfrutta la trama mystery proprio per svelare le contraddizioni di quest’epoca sospesa, in cui il divario tra la conoscenza scientifica e la credenza popolare appare colossale. Da un lato emerge l’affascinante universo delle antiche spezierie, dove si mescolano rimedi bizzarri e pionieristici; dall’altro domina una società contadina chiusa, diffidente e schiacciata dalla miseria, dove la superstizione detta ancora legge. A governare questo microcosmo è la giustizia sbrigativa e parziale dei podestà fedeli alla Repubblica di Venezia, sempre pronti a condannare un capro espiatorio pur di chiudere in fretta un caso.
È in questa suggestiva cornice che si muovono i personaggi della storia, guidati dall’enigmatica figura di Gottlob Kramer, all’anagrafe Giacomo d’Andrea. Il romanzo si sviluppa attraverso un tessuto narrativo complesso, strutturato su continui salti temporali che intrecciano tre diverse stagioni della vita del protagonista: l’infanzia, la giovinezza e l’età adulta. Grazie a questo espediente, il profilo di Gottlob emerge solo gradualmente. Si parte da Giacomo bambino, soprannominato “Iacum“, che cresce nella miseria accanto a una madre malata, trovando conforto nell’amico fraterno Sandro e nell’adorata Marietta, mentre si scontra con i dispetti di Orazio, il figlio viziato del conte. L’autore ci catapulta poi nella sua adolescenza, quando viene mandato dalle zie come apprendista presso lo speziale di Steinbrueck. Il suo mentore, Rolf, è una figura carismatica, colta e profondamente ambigua: custode dei segreti di rimedi prodigiosi e pozioni complesse, trasmetterà al giovane le conoscenze scientifiche che si riveleranno decisive per risolvere il delitto. Infine, la linea temporale del presente ruota attorno all’omicidio di Maddalena; qui il protagonista si muove sotto falsa identità, ritrovando sia Sandro che Orazio, ormai adulti e profondamente cambiati dal tempo. Attraverso questa struttura, l’autore tratteggia un protagonista cinico, arrogante e disincantato, ma ancora intimamente scosso dal passato. Attorno a lui si muove una galleria di figure speculari, tra le quali la comunità di Orgnasso, un vero e proprio personaggio collettivo composto da contadini perennemente guidati dal pregiudizio e dalla superstizione.
Sebbene il romanzo presenti una ricostruzione storica minuziosa e molto interessante, la sua complessa struttura narrativa mostra alcune fragilità. Difatti, il continuo alternarsi di piani temporali differenti rischia a tratti di frammentare troppo il ritmo della narrazione, destabilizzando l’attenzione del lettore. Questa discontinuità si riflette anche sulla componente investigativa, che risulta piuttosto blanda e, in alcuni passaggi, debole. L’autore tende infatti a sacrificare la tensione del genere mystery per concentrarsi in descrizioni estremamente dettagliate di situazioni, costumi e ambientazioni. Se da un lato queste digressioni arricchiscono il contesto d’epoca, dall’altro finiscono per allentare il ritmo, facendo talvolta perdere il filo dell’indagine principale. Di conseguenza, il romanzo manca di una vera e propria suspense, culminando in un finale sottotono che potrebbe lasciare il lettore con l’amaro in bocca o con un senso di parziale incompiutezza.
Nonostante ciò, Lo speziale di Steinbrueck si rivela una buona opera prima. È un romanzo denso, evocativo e a tratti fortemente suggestivo, sorretto da una scrittura ricca di immagini potenti, capace di restituire con vivido realismo le atmosfere aspre e affascinanti del Settecento friulano.
Il libro lo potete trovare qui
Autore
Matteo Mantoani (Maniago, 1987) è un fisico e scrittore italiano. Dopo la laurea in Fisica nucleare a Trieste e il dottorato a Gottinga, ha lavorato come ricercatore in Germania e al CERN di Ginevra. Accanto alla scienza ha sempre coltivato la passione per la storia locale, che lo ha spinto a dedicarsi alla narrativa durante il lockdown del 2020. Ha fatto il suo esordio in libreria a luglio 2026 con Lo speziale di Steinbrueck, un giallo storico pubblicato da Fazi Editore nella collana Le strade e presentato al festival Pordenonelegge, in cui fa confluire il suo rigore analitico e l’amore per il passato del territorio friulano. Attualmente vive a Treviso




