Dopo la guida ai principali premi letterari che trovate qui su NerdPool, continuiamo il viaggio nell’Olimpo Letterario entrando nel cuore del premio italiano per eccellenza: il Premio Strega.
Se c’è un riconoscimento che ogni anno riesce davvero a spostare l’attenzione su un libro (e spesso anche le vendite) è questo. Amato, criticato, discusso: lo Strega è uno di quei premi che fanno parlare ancora prima di arrivare alla finale.
Ma come è nato? E come funziona?
Le origini
Il Premio Strega nasce nel 1947 da un’idea di Maria Bellonci insieme a Guido Alberti, imprenditore e proprietario dell’azienda che produce il celebre Liquore Strega.
Nel dopoguerra, la casa romana dei Bellonci diventa un punto di ritrovo per scrittori e intellettuali: sono gli “Amici della Domenica“, che ancora oggi costituiscono il nucleo storico della giuria. L’obiettivo era sostenere la narrativa italiana in un momento in cui il Paese stava ricostruendo tutto, anche la propria identità culturale.
Il primo vincitore fu Ennio Flaiano con Tempo di uccidere. Da allora, il Premio Strega è diventato un riferimento stabile nel panorama letterario italiano.
Come funziona
Possono concorrere romanzi di narrativa italiana pubblicati tra marzo dell’anno precedente e febbraio dell’anno in corso. Ogni libro deve essere proposto da almeno due “Amici della Domenica” e dopo una prima selezione si arriva alla famosa dozzina, poi all’ambita cinquina finalista. La proclamazione del vincitore avviene tradizionalmente a luglio, a Roma.
Oggi, votano oltre 600 “Amici della Domenica”, a cui si aggiungono voti dall’estero, da scuole e da istituzioni culturali. Negli anni sono nate anche sezioni parallele, come il Premio Strega Giovani e il Premio Strega Europeo.
Perché vincerlo è ancora così importante
Entrare nell’albo d’oro del Premio Strega significa affiancare nomi come Cesare Pavese, Elsa Morante, Umberto Eco e Antonio Pennacchi.
Ma al di là del prestigio simbolico, c’è un dato molto concreto: lo Strega cambia la traiettoria commerciale di un libro. Porta visibilità, discussione, ristampe e spesso orienta anche le letture estive di migliaia di persone.
Allo stesso tempo, è uno dei premi più discussi: si parla di equilibri editoriali, del peso dei grandi gruppi, delle strategie dietro le candidature. Ed è proprio questa tensione tra letteratura e mercato a renderlo ogni anno così osservato.
L’edizione in corso
Anche quest’anno il premio Strega è ufficialmente partito. Le candidature si stanno delineando e, come sempre, le prossime settimane saranno decisive per capire quali titoli riusciranno a entrare nella dozzina.
Negli ultimi giorni sono emersi già alcuni gruppi di titoli candidati, con circa sedici opere proposte dagli Amici della Domenica, e man a mano che il mese di febbraio procede le candidature continuano ad arrivare. Secondo il calendario ufficiale, le proposte restano aperte fino al 28 febbraio 2026, quindi ci sarà ancora tempo per aggiungere libri alla lista prima della chiusura delle segnalazioni.
La selezione dei dodici semifinalisti, la famosa “dozzina”, è attesa nei prossimi mesi (si parla di aprile), mentre la cinquina finalista verrà annunciata più avanti (prevista per giugno). La serata conclusiva, come da tradizione, si terrà l’8 luglio 2026 a Roma in piazza del Campidoglio per celebrare l’ottantesima edizione del premio.
È proprio in questa fase iniziale che arrivano i primi pronostici, le prime sorprese e le prime esclusioni che fanno discutere.
Curiosità:
- Il nome del premio deriva dallo storico liquore Strega, che ne è sponsor sin dalla fondazione. Un legame che dura da quasi ottant’anni.
- Nel tempo, lo Strega ha contribuito a lanciare autori che poi sono diventati centrali nel nostro canone contemporaneo.
- Non sempre vincono i favoriti della vigilia: negli anni non sono mancate sorprese che hanno ribaltato ogni previsione.
Ogni lettore ha il suo Premio Strega ideale: un vincitore indimenticabile, un libro che avrebbe meritato di più, una finale che ancora fa discutere.



