Con questo articolo inauguriamo ufficialmente “L’Olimpo Letterario“, la nuova rubrica di NerdPool dedicata ai principali premi letterari nazionali e internazionali. Dopo una guida generale ai premi per orientarsi tra regolamenti, giurie e calendari, iniziamo dal primo grande appuntamento dell’anno: l’International Booker Prize.
Non è una scelta casuale. Se c’è un premio che oggi rappresenta l’idea di letteratura come dialogo tra culture, è proprio questo.
Cos’è l’International Booker Prize
L’International Booker Prize è un riconoscimento annuale dedicato alla narrativa tradotta in inglese e pubblicata nel Regno Unito o in Irlanda. A differenze del Booker Prize “classico”, riservato ai romanzi scritti in inglese, qui il cuore premio è la traduzione.
Significa che non si premia soltanto un autore, ma anche il lavoro di chi ha reso quell’opera accessibile a un nuovo pubblico. È una differenza sostanziale perché sposta l’attenzione dalla centralità della lingua inglese alla circolazione globale delle storie.
Le origini
Il premio nasce nel 2005 come versione internazionale del Booker Prize. Inizialmente aveva una formula diversa: veniva assegnato ogni due anni per l’insieme di opere di uno scrittore vivente, indipendentemente da un singolo libro.
Dal 2016 il regolamento cambia radicalmente e assume la forma attuale: premio annuale a un singolo libro tradotto in inglese. Questa trasformazione ha segnato un punto di svolta, rendendolo uno dei premi più interessanti sulla narrativa mondiale contemporanea.
Come funziona
Ogni anno una giuria selezionata valuta i libri tradotti e pubblicati nel Regno Unito o in Irlanda nel periodo di riferimento.
Il percorso si articola in tre momenti principali:
- Longlist: l’elenco dei titoli selezionati (quest’anno sarà annunciato il 24 febbario).
- Shortlist: la rosa ristretta dei finalisti.
- Proclamazione del vincitore: che avviene solitamente in primavera.
Il premio in denaro (50.000 sterline) viene equamente diviso tra autore e traduttore. Anche i libri shortlist ricevono un riconoscimento economico, sempre condiviso tra le due figure.
È un dettaglio che in realtà, dettaglio non è: l’International Booker è uno dei pochi grandi premi a riconoscere ufficialmente e concretamente il ruolo del traduttore.
Perché è un premio centrale oggi
Seguire l’International Booker significa avere una mappa aggiornata di ciò che si sta muovendo nella narrativa mondiale. Negli anni ha portato all’attenzione internazionale autori provenienti da lingue e contesti culturali spesso poco presenti nel mercato anglosassone, facendo arrivare ai lettori storie che altrimenti sarebbero rimaste nei confini dei loro paesi.
Molti dei titoli candidati (e ancor di più quelli vincitori) hanno poi trovato una nuova vita editoriali internazionale, Italia compresa, generando attenzione editoriale e nuove traduzioni. In questo senso l’International Booker non si limita a premiare un libro, ma intercetta tendenze, orienta il dibattito e spesso anticipa alcune direzioni che la narrativa contemporanea prenderà negli anni successivi.
Alcune curiosità sull’International Booker
- Dal 2016 in poi, la condivisione del premio tra autore e traduttore è diventata uno dei suoi tratti distintivi.
- In più occasioni il premio ha contribuito a rilanciare opere già pubblicate anni prima nel Paese d’origine, ma arrivate solo successivamente nel mercato anglosassone.
- La selezione include romanzi e raccolte di racconti, ampliando lo sguardo oltre la sola forma del romanzo tradizionale.
In attesa della longlist
Con l’annuncio della longlist del 24 febbraio entreremo nel vivo di questa edizione. Sarà interessante capire quali aree linguistiche saranno maggiormente rappresentate e quali temi emergeranno con più forza. Perché se è vero che i premi non definiscono da soli il valore della letteratura, è altrettanto vero che spesso indicano dove sta andando.



