Se il nome di Margaret Atwood ti fa pensare subito a Il racconto dell’ancella, sei in buona compagnia. Ma fermarsi lì significa perdersi un universo narrativo molto più ampio, fatto di distopie inquietanti, drammi psicologici e riscritture dei miti.
Nel corso di oltre cinquant’anni di carriera, Atwood ha infatti costruito storie capaci di anticipare il presente e di suscitare profonde riflessioni. Ecco allora una guida completa ai suoi libri pubblicati in Italia, per riscoprire un’autrice capace di raccontare il nostro presente con storie che restano sotto pelle.
Gli esordi
La donna da mangiare (1969)

Spregiudicato, esilarante e acuto, La donna da mangiare è il primo romanzo di Margaret Atwood e contiene già tutti i temi delle sue opere successive, presentandola come un’osservatrice consumata delle ironie e delle assurdità generate dal conformismo.
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Tornare a galla (1972)

Inquietante e poetico, costruito su una prosa limpida e affilata, il romanzo srotola il filo della narrazione nel labirinto oscuro e simbolico dell’intimità. Ma sa anche portare chiarezza sui temi della contemporaneità: il rapporto dell’uomo con la natura, il matrimonio, le famiglie, le donne frammentate e come potrebbero tornare a essere integre.
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La vita prima dell’uomo (1979)

Per raccontare questa storia, sullo sfondo della quale vediamo emergere le tematiche che l’hanno resa famosa – prima fra tutte quella della condizione femminile –Margaret Atwood sceglie di far parlare i protagonisti in prima persona: e così non possiamo non immedesimarci in queste tre figure, rimaste prigioniere di un gioco di cui si erano illuse di scrivere le regole.
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Lesioni personali (1981)

Un romanzo che contiene tutti i temi più cari a Margaret Atwood: il retaggio di un’educazione moralista, il rapporto con il proprio corpo, il ruolo della donna nella coppia e nella società, la libertà individuale e la democrazia. Comico, satirico, implacabile e terrificante, Lesioni personali è un’esplorazione della brama di potere, sia sessuale che politica, e del bisogno di compassione che va oltre ciò che normalmente intendiamo per amore.
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I romanzi della maturità
Il racconto dell’ancella (1985)

Reso celebre dal successo della serie tv omonima, ne Il racconto dell’ancella mito, metafora e storia si fondono per sferrare una satira energica contro i regimi totalitari. Ma non solo: c’è anche la volontà di colpire, con tagliente ironia, il cuore di una società meschinamente puritana che, dietro il paravento di tabù istituzionali, fonda la sua legge brutale sull’intreccio tra sessualità e politica. Quello che l’Ancella racconta sta in un tempo di là da venire, ma interpella fortemente il presente.
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Occhio di gatto (1988)

In un sovrapporsi di passato e presente che attraversa quattro decenni, la protagonista Elaine esplora le radici della sua personalità adulta, smuove gli strati sommersi della propria coscienza, riconsidera le vie di fuga che la vita le ha offerto. Un romanzo intenso e ironico, in cui ritroviamo la perfezione della scrittura, la trama perfetta e il realismo delle ambientazioni che sono le altre facce del genio della Atwood.
La donna che rubava i mariti (1993)

Esplorando il tema scomodo della malvagità femminile, questa storia dimostra, se ce ne fosse bisogno, le impareggiabili doti di narratrice della Atwood, la sua capacità di guidarci nelle profondità della coscienza con naturalezza, sfidando le nostre certezze, e di saperlo fare, perché no, con un tocco di sottile umorismo.
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L’altra Grace (1996)

Diventato una serie Netflix, racconta la storia di Grace Marks, una domestica accusata di un duplice omicidio nell’Ottocento. Un medico, Simon Jordan, cerca di capire se sia colpevole o innocente. Nelle mani di Margaret Atwood, il dialogo che si instaura tra i due si trasforma nel ritratto psicologico di una persona due volte vittima del sistema sociale (in quanto povera e in quanto donna) e assurge a denuncia delle enormi contraddizioni di una società maschilista e tormentata da conflitti interni perché incapace di accettare l’altro.
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L’assassino cieco (2000)

Vincitore del Booker Prize 2000, il romanzo intreccia più livelli narrativi: memorie, articoli di giornale e un racconto di fantascienza interno. Al centro ci sono segreti familiari, amore proibito e tradimenti. Esplora temi come il potere, il genere e le disuguaglianze sociali, e riflette sulla memoria e su come le storie vengono raccontate.
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Il canto di Penelope (2005)

La versione di Penelope, moglie di Ulisse, è ricca di colpi di scena, dipana dubbi antichi e suggerisce nuovi interrogativi, mettendo in luce la sua natura tormentata, in contrasto con la sua abituale immagine di equilibrio e pacatezza. Margaret Atwood dà voce a un personaggio femminile di grande fascino, protagonista di uno dei racconti più amati della Storia occidentale.
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Distopia e fantascienza: la Trilogia di MaddAddam
L’ultimo degli uomini – Oryx e Crake (2003)

Come hanno dimostrato Orwell, Huxley, Vonnegut e la stessa Atwood, la rappresentazione letteraria di un’utopia fallita può aprirci gli occhi più di innumerevoli verità sullo stato del pianeta. Quello di Oryx e Crake è un mondo che potrebbe essere a pochi anni, a poche folli decisioni di distanza da quello in cui viviamo.
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L’anno del diluvio (2009)

Il romanzo prosegue la narrazione iniziata con L’ultimo degli uomini, riproponendo alcuni dei suoi personaggi, pur non essendo, propriamente, il suo sequel. Anno venticinque del calendario dei Giardinieri di Dio: la profezia si è avverata, un Diluvio Senz’Acqua si è abbattuto sul pianeta, l’umanità è decimata.
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L’altro inizio (2013)

Con L’altro inizio, Margaret Atwood chiude il cerchio della Trilogia dell’AdamoPazzo, ampia e raffinatissima riflessione da parte di una scrittrice da sempre interessata alle tematiche ambientaliste sulla degenerazione di una società che ha fatto della sperimentazione genetica una vera e propria fede.
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Le opere più recenti
Per ultimo il cuore (2015)

Una riflessione spumeggiante e graffiante, calata in una narrazione serratissima, dal ritmo travolgente, che usa con disinvoltura il paradosso e l’ironia per portare alla luce quelle gemme preziose nascoste nell’arte di Margaret Atwood: pensieri nuovi.
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Seme di strega (2016)

Una narrazione spumeggiante, allegra e tempestosa fa da cornice a una storia di giustizia, di ricostruzione di equilibri infranti dall’avidità e dalla sete di potere; un omaggio all’opera di Shakespeare che non tradisce il modello. Margaret Atwood ci regala un romanzo ribelle e spassoso, da leggere tutto d’un fiato.
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I testamenti (2019)

Vincitore del Booker Prize 2019, questo romanzo è il seguito de Il racconto dell’ancella. Tramite l’espediente letterario del ritrovamento delle trascrizioni di due testimonianze e di un documento olografo, viene presentato un triplice punto di vista su personaggi secondari nella narrazione del primo romanzo: Zia Lydia, Daisy e Agnes.
La serie omonima debutterà su Disney+ l’8 aprile.
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Quattordici giorni (2024)

Con la maestria dei grandi narratori, Margaret Atwood e Douglas Preston tessono una trama composta dai contributi dei migliori autori contemporanei, a ognuno dei quali è affidata la scrittura della storia di un inquilino del palazzo. Un romanzo collaborativo, un Decameron dei nostri tempi che, con uno stile feroce e comico allo stesso tempo, dà voce all’urgenza umana di raccontare e raccontarsi, celebrando così il potere delle storie e dei libri che le contengono.
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Le nostre vite – Una specie di autobiografia (2025)

Tante sono le vite che Margaret Atwood ci svela in questa autobiografia attesissima, dove la sua scrittura arguta e precisa ci conduce dalle lande del Quebec e della Nuova Scozia fino ai viaggi per il mondo della sua celebrata carriera. Una narrazione avvincente che appaga ogni curiosità del lettore, dandogli accesso alla mente estrosa e insieme scientifica di una scrittrice che non ha mai smesso di appassionarsi a tutte le sfaccettature, luminose e oscure, dell’animo umano.
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I racconti
Fantasie di stupro (1977)

Una raccolta di racconti per indagare la mente e raccontarne le contraddizioni, le storture, quello che non si dice ad alta voce, ma si pensa. All’aspetto psicologico si aggiunge anche quello narrativo, in cui l’autrice mette in mostra la sua capacità di raccontare storie che catturano l’attenzione del lettore, tenendolo fino alla fine col fiato sospeso e lasciandolo così, a rimpiangere la brevità di racconti che avrebbero potuto essere romanzi, ma non lo sono diventati.
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L’uovo di Barbablù (1983)

Una fine che si approssima e di cui si intravedono le crepe nella parete, questo è l’incombente senso di minaccia e l’anticipo di liberazione che si deve provare dentro un uovo. E proprio in quest’uovo pronto a schiudersi sembrano vivere le donne ritratte in questi racconti da Margaret Atwood, ognuna di loro, come nella favola di Barbablù, ha una chiave per entrare in una stanza segreta e ha tutta l’intenzione di usarla.
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Consigli per sopravvivere in natura (1991)

In questi racconti di donne e uomini, Margaret Atwood fa appello a una nostra natura estinta. Si tratta di storie rinvenute dal passato che proiettano una luce nuova e spesso sinistra sul nostro presente, cautionary tales che ci mettono in guardia da possibili conseguenze, ci fanno questionare rapporti di potere e relazioni tossiche e in definitiva ci obbligano a fare i conti col nostro breve passaggio su questa terra.
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Microfiction. 35 storie minime (2006)

Lavorando di forbici Margaret Atwood ci regala trentacinque piccole perle narrative costruite per sottrazione e sintesi originale di un materiale umano e letterario sconfinato: fiabe, apologhi, dialoghi di fantascienza, fantapolitica, fantaletteratura, monologhi incalzanti, dialoghi serrati. Ne risulta una micronarrativa che ci restituisce con implacabile accuratezza e chirurgica precisione l’essenza e il paradosso della realtà.
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Il letto di pietra (2014)

Antiche punizioni e donne in cerca di vendetta sembrano rincorrersi in queste storie. Con Il letto di pietra, Margaret Atwood firma la sua raccolta più immaginifica, combinando folklore e realismo, e dando ulteriore prova della sua visionaria capacità di anticipare le tendenze e gli eventi del mondo che verrà.
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Vecchi bambini perduti nel bosco (2023)

Quindici storie straordinarie in cui Margaret Atwood dispiega il suo talento di esploratrice intrepida e disinibita dei nostri tempi. Con destrezza da giocoliere, attraversa tutti i registri narrativi, tocca temi molto diversi tra loro e dà vita a personaggi indimenticabili. Il filo conduttore è la memoria, che insieme al pensiero della caducità e della morte apre le danze nei racconti che hanno per protagonisti Nell e Tig.
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Che tu voglia emozionarti, riflettere sul presente o lasciarti conquistare da trame incredibili, con le storie di Margaret Atwood ogni libro ti catturerà e non ti mollerà più: adesso non ti resta che scegliere da quale cominciare!

Margaret Atwood è una delle voci più importanti della narrativa e della poesia canadesi. Laureata a Harvard, ha esordito a diciannove anni. Ha pubblicato romanzi, racconti, raccolte di poesia, libri per bambini e saggi. Più volte candidata al Premio Nobel per la Letteratura, ha vinto il Booker Prize nel 2000 per L’assassino cieco. Fra i suoi titoli più importanti ricordiamo: L’altra Grace (2008), Il racconto dell’Ancella (2017), Il canto di Penelope (2018), I testamenti (vincitore del Booker Prize2019), La donna da mangiare (2020), Lesioni personali (2021), Vecchi bambini perduti nel bosco (2023), Quattordici giorni (2024), tutti usciti per Ponte alle Grazie. L’autrice vive a Toronto, in Canada.


