Lídia Jorge, una delle più importanti scrittrici portoghesi contemporanee, ci regala con Misericordia un romanzo delicato e allo stesso tempo profondamente intenso, capace di parlare di vecchiaia, solitudine, memoria e speranza senza mai rinunciare all’ironia. Pubblicato in Italia da Voland e tradotto da Daniele Petruccioli, il romanzo ci accompagna all’interno dell’Hotel Paraíso, una casa di riposo ricavata da un vecchio albergo di lusso in una località balneare immaginaria del Portogallo.

Trama
Dona Albertì vive nella casa di riposo Hotel Paraíso, ricavata da un ex albergo di lusso in una immaginata stazione balneare del Portogallo, poco prima che esploda la catastrofe sanitaria del Covid. La sua vista è debole ma lei è perfettamente in grado di valutare le circostanze e le persone intorno a lei: si ribella alla freddezza di alcuni inservienti, all’omofobia degli ospiti che giocano a carte, e segue da vicino le storie d’amore che nascono all’interno della struttura. Mentre registra ciò che accade, noi ci lasciamo accompagnare da questa straordinaria vecchia signora che ha mantenuto intatta la memoria, la curiosità e una fertile immaginazione.
Misterioso è il sentimento della misericordia, non si sa mai quando abita un essere umano o lo lascia vuoto.
“Misericordia” di Lídia Jorge
Recensione
Dona Albertì è una protagonista davvero particolare. Nonostante la sua età e la fragilità fisica, è tutt’altro che una persona rassegnata. Osserva, giudica, immagina, ricorda e soprattutto continua a interessarsi al mondo che la circonda.
È proprio attraverso il suo sguardo che Lídia Jorge riesce a raccontare la vecchiaia in maniera diversa dal solito. Gli anziani dell’Hotel Paraíso non sono semplicemente persone che aspettano la fine della propria vita, ma uomini e donne con un passato, dei desideri, delle convinzioni e ancora la possibilità di provare emozioni.
La casa di riposo diventa così una sorta di piccolo mondo in cui si riflettono molti dei problemi della società. La solitudine, la discriminazione, l’indifferenza e il bisogno di affetto convivono con l’amicizia, l’amore e la voglia di continuare a vivere.
Particolarmente interessante è il modo in cui l’autrice affronta il tema della solitudine. L’Hotel Paraíso è pieno di persone eppure molti dei suoi abitanti sono profondamente soli. È una solitudine che non dipende necessariamente dall’assenza degli altri, ma dalla difficoltà di sentirsi davvero ascoltati, compresi e considerati.
E proprio per questo Dona Albertì riesce a diventare una sorta di voce per tutti coloro che rischiano di essere dimenticati. La sua memoria rappresenta il legame con un passato che non vuole scomparire, mentre la sua immaginazione le permette di continuare a guardare verso il futuro.
Un altro elemento che ho particolarmente apprezzato è l’ironia: nonostante i temi affrontati siano tutt’altro che leggeri, Misericordia non è un romanzo esclusivamente malinconico. Lídia Jorge riesce spesso a strappare un sorriso al lettore attraverso le situazioni quotidiane e il modo in cui Dona Albertì osserva le persone che la circondano.
È proprio questo equilibrio tra momenti commoventi e momenti ironici a rendere il romanzo così particolare. Le lacrime e i sorrisi convivono continuamente, proprio come nella vita reale.
Anche la presenza della pandemia di Covid-19, che si avvicina lentamente sullo sfondo della storia, assume un significato importante. Sapendo ciò che sarebbe accaduto di lì a poco, il lettore non può fare a meno di guardare gli ospiti dell’Hotel Paraíso con una particolare inquietudine. La fragilità degli anziani, già presente nella storia, assume così un significato ancora più forte.
Ma Misericordia non è soltanto un libro sulla vecchiaia. È soprattutto un libro sulla vita. Sul fatto che non esista un’età in cui smettere di essere curiosi, di innamorarsi, di indignarsi o di sognare.
E forse è proprio questo il significato più profondo del romanzo: la speranza non appartiene soltanto ai giovani. Anche quando il tempo sembra essere ormai poco, è ancora possibile trovare qualcosa per cui vale la pena guardare avanti.
Dona Albertì, con la sua memoria, la sua ironia e la sua straordinaria capacità di osservare il mondo, rappresenta perfettamente questa idea. Una donna fragile soltanto in apparenza, che dimostra come la forza di una persona non dipenda necessariamente dalla sua età o dalle sue condizioni fisiche.
Misericordia è quindi un romanzo che fa riflettere sulla vecchiaia e sul modo in cui la società guarda alle persone anziane, ma anche sulla necessità di non perdere mai la curiosità verso gli altri e verso la vita.
Una storia di memoria, solitudine, amore e speranza, raccontata attraverso una protagonista impossibile da dimenticare.
Un romanzo delicato e commovente, ma anche ironico e sorprendentemente vitale.
Il libro lo trovi QUI.
L’Autrice
Nata a Boliqueime, nel Portogallo meridionale, nel 1946, ha studiato letteratura francese a Lisbona e ha insegnato in Angola e Mozambico negli anni delle lotte per l’indipendenza. Ha esordito in narrativa negli anni ’70 e fin da subito si è imposta all’attenzione di critica e lettori per la sua voce nuova e originale. Per la sua opera ha ricevuto numerosi riconoscimenti prestigiosi, come il Premio Luso-Español de Arte y Cultura 2014, il Premio Vergílio Ferreira 2015 e il Premio FIL nelle lingue romanze 2020. Misericordia, uscito nel 2022, è il suo romanzo più recente, già tradotto in inglese, francese, tedesco, spagnolo e in molte altre lingue, e le è valso i maggiori premi letterari portoghesi, tra cui il PEN Clube Português de narrativa 2023, e a livello internazionale l’autorevole Prix Médicis étranger 2023.




