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NerdPool > Blog > Videogiochi > MotoGP 22 – recensione del nuovo racing Milestone
Videogiochi

MotoGP 22 – recensione del nuovo racing Milestone

Christian Pollini
29 Aprile 2022
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8 Min
MotoGP 22
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Puntuale come ogni anno Milestone pubblica il suo titolo di punta riguardante la disciplina regina del motociclismo mondiale, ed ecco che poco dopo l’inizio del campionato di quest’anno arriva sugli scaffali MotoGP 22, nuova incarnazione del Motomondiale secondo la casa milanese. Con uno stile di guida rinnovato e molto più vicino alla simulazione rispetto al passato, e con la nuova e affascinante modalità NINE Season 2009, noi di NerdPool abbiamo potuto testare questo nuovo capitolo nella sua versione Xbox Series X (ma è disponibile anche su PS5, PS4, Xbox One, PC e Switch), ed ecco le nostre impressioni nella nostra recensione, dopo centinaia di chilometri di asfalto macinato a bordo dei prototipi da pista più affascinanti del mondo!

Una decisa virata verso la simulazione

Come ogni anno Milestone ci tiene a evolvere la sua formula di gioco, apportando diversi cambiamenti e novità rispetto all’edizione precedente, per offrire sempre qualcosa di nuovo agli appassionati e puntare ad una maturazione che di anno in anno si fa sempre più consistente. Non fa eccezione nemmeno MotoGP 22 ovviamente il quale, oltre ad ampliare la già nutrita mole di contenuti (ma di questo parleremo dopo), offre una netta e riconoscibile evoluzione al suo sistema di guida, puntando verso una più accentuata simulazione, con tutti i pro e contro che ne derivano.

MotoGP 22
Le gare sul bagnato sono tra le più difficili, ma anche tra le più spettacolari

Ne risulta così un modello di guida meno permissivo che in passato anche con alcuni aiuti alla guida attivati: la gestione della frenata e dell’uso del freno motore diventano così elementi cruciali per mantenere il controllo della moto e migliorare i propri tempi e la competitività complessiva, così come è diventato molto più importante utilizzare la migliore traiettoria possibile in entrata e uscita di curva.

Non mancano come già detto in precedenza aiuti alla guida e differenti impostazioni di gara utili a dare una mano ai neofiti, ma la curva di apprendimento è più ripida del solito quest’anno: fortunatamente in soccorso agli aspiranti piloti ci sono un corposo tutorial e la MotoGP Academy, delle vere prove di abilità con le quali si potranno imparare tutti i segreti dei vari circuiti del mondiale.

Dalla carriera alla storia (del 2009)

Una delle più grandi novità di MotoGP 22, oltre all’evoluto modello di guida, è senza dubbio la nuova modalità NINE Season 2009, una vera e propria story mode in cui tra un filmato e l’altro (diretti e commentati dal regista e documentarista Mark Neale) affronteremo delle vere e proprie missioni dedicate a ricostruire gli eventi salienti e più significativi della stagione 2009 di MotoGP, coronata con l’ultimo titolo mondiale conquistato da sua maestà Valentino Rossi, quel nono titolo che offre il nome alla modalità stessa.

MotoGP 22
Ed ecco il buon Dottore al massimo della sua forma nel 2009

Non saremo chiamati ovviamente a vestire tuta e casco solo del celebre VR46 (il quale trova comunque un posto da protagonista nel gioco anche dopo il ritiro dalle corse avvenuto lo scorso anno), ma impersoneremo anche altri grandi protagonisti di quel favoloso mondiale quali Casey Stoner, Dani Pedrosa e Jorge Lorenzo. Questa nuova modalità, ispirata chiaramente alla serie Netflix “Drive to Survive” dedicata alla Formula 1, funziona maledettamente bene e dona al titolo quella personalità e riconoscibilità che inseguiva da anni, conciliando per la prima volta l’essenza del gioco sportivo con l’anima di un titolo narrativo, fatto assai raro per un gioco di guida. Se ci mettiamo poi che l’appassionante vicenda raccontata è una storia vera la torta guadagna una bella ciliegina sopra!

Non mancano poi le classiche modalità tipiche della serie, come la carriera manageriale in cui potremo gestire un nostro team sia da manager che da pilota, potendo scegliere comunque di correre per team ufficiali realmente esistenti. Anche questa modalità è stata ulteriormente rifinita, con nuove opzioni per lo sviluppo e la gestione del personale, per rendere il tutto ancora più appassionante e completo. Troviamo poi i classici gran premi singoli, i campionati (affrontabili con qualsiasi classe, comprese le leggende ed il roster del campionato del 2009, che rende di fatto il gioco almeno in parte una sorta di “remake” di MotoGP 2009), il multiplayer online e persino il redivivo split-screen per il gioco in locale.

Pad alla mano

Ma come si comporta MotoGP 22 pad alla mano? Come già detto in precedenza la guidabilità ha subito un netto stravolgimento ed un’evoluzione verso una maggiore simulazione, cosa che rende la guida più ostica da padroneggiare ma alla lunga molto soddisfacente. Il feeling dei comandi è buono, e finalmente dopo anni troviamo una migliore gestione delle collisioni in pista: anche se capiterà di arrivare al contatto con le altre moto in pista non sempre ciò si tradurrà con una rovinosa caduta come in passato. Continua ad evolvere di anno in anno anche A.N.N.A., l’intelligenza artificiale creata da Milestone e basata sul machine learning, la quale restituisce comportamenti abbastanza credibili ai nostri avversari.

MotoGP 22
Le gare in notturna hanno sempre il loro fascino

Tecnicamente siamo su un livello buono ma nel complesso non eccellente. I modelli dell moto sono senza dubbio sensazionali, curatissimi e praticamente perfetti, e lo stesso si può dire dei piloti e delle loro animazioni in pista. Le note dolenti arrivano per quanto riguarda i vari elementi di contorno, dagli scenari a bordo pista un po’ scarni alla realizzazione dei volti di piloti e tecnici decisamente sottotono, aspetti sui quali il team meneghino dovrà ancora lavorare nei prossimi anni nella sua ricerca del fotorealismo. Per quanto riguarda le prestazioni su Xbox Series X abbiamo potuto contare su un framerate praticamente granitico a 60fps, seppur con qualche fenomeno di pop-up su alcuni tracciati. Il comparto audio è come di consueto di prim’ordine, con riproduzioni davvero ottime degli esaltanti rombi dei prototipi in pista, peccato come al solito trovare il commento di Guido Meda solo all’inizio e alla fine di ogni sessione.

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DiChristian Pollini
Mi chiamo Christian, sono nato nel 1983 e più o meno dal 1989 (anno in cui ricevetti la mia prima console da gioco, il leggendario Nintendo NES) sono irrimediabilmente appassionato di videogiochi. Ho passato tutti i tipi di piattaforme, dai PC alle console di tutte le generazioni dagli 8 bit in poi mi sono sempre tenuto aggiornato ed informato su tutti gli aspetti di questa piccola grande passione. Appassionato inoltre di cinema, fumetti, libri, giochi di ruolo, serie TV e più o meno tutto ciò che ruota attorno alla cultura nerd.
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